Proibito accontentarsi

di Carlo Quaranta - 10 Aprile 2019

Il borsino granata di Carlo Quaranta dopo Parma-Torino 0-0: ecco chi sale e chi scende dopo il pareggio a reti inviolate contro i ducali. Baselli sugli scudi

Nell’inevitabile altalena di alti e bassi, tra speranze riaccese e puntuali delusioni, contro il Parma i granata non sono andati al di là di una supremazia sterile e di una manovra ingessata che non ha consentito di sviluppare nitide occasioni da gol: a parte un rigore in movimento sparato maldestramente fuori da Berenguer su invito di Belotti, l’occasione più pericolosa è stata quella di Parigini in contropiede, segno che forse la mancanza di inventiva per vie centrali avrebbe potuto consigliare ad un certo punto una tattica più attendista per trovare il varco giusto a difesa aperta.

Ovviamente non vi sono certezze che in tal modo si sarebbe segnato e vinto anche perché Belotti e compagni hanno dovuto fare i conti con tante altre variabili: rosa corta, mancanza di lucidità, solite difficoltà congenite nello scardinare difese abbottonate se non casualmente.

Tuttavia per i punti buttati non si può recriminare tirando in ballo le assenze poiché il Parma ne aveva di più pesanti ed è stata semmai la necessità-volontà di giocare con gli stessi interpreti a distanza di 65 ore a condizionare l’esito di un impegno tanto ravvicinato.

L’ennesima mancata vittoria contro una squadra sulla carta abbordabile dovrebbe quantomeno suonare come un (ulteriore) campanello d’allarme in vista di Cagliari e Genoa, squadre che si trovano nelle stesse condizioni del Parma ma che non saranno in vena di scampagnate pre-pasquali contro il Torino. Intanto contro i sardi l’esiguità della rosa presenterà il conto in attacco laddove, oltre all’infortunato Falque, si dovrà fare a meno anche di Belotti squalificato e le soluzioni tattiche certamente non abbonderanno: le uniche frecce nell’arco di Mazzarri restano Berenguer, Parigini e Zaza, praticamente i più deludenti contro i ducali.

Non resta che sperare che in virtù della succitata altalena proprio loro siano i protagonisti positivi al Grande Torino e che tutti (non solo alcuni com’è sembrato finora!) dimostrino da qui alla fine di credere e volere l’Europa.

Ora si dovrà affrontare lo sprint finale con una rosa spremuta ma questo non potrà costituire un alibi poiché è stato il frutto di precise scelte e bisognerà vincere le prossime due partite per poter restare aggrappati all’Eurostar, le chances non saranno infinite e accontentarsi di arrivare ottavi o noni pur stabilendo record di punti, di imbattibilità, reti subite o altro sarebbe come accomodarsi su uno strapuntino avendo a disposizione un comodo divano.

Parma-Torino 0-0: chi sale

BASELLI: attraversa un buon momento di forma e lo conferma anche la prestazione di Parma. Da trequartista è più in vena di Berenguer nell’innescare azioni pericolose e nel provare il tiro ed è ancora più prezioso nel ripiegamento con due recuperi provvidenziali da ultimo uomo.

Parma-Torino 0-0: stabili

IZZO:bravo nel leggere le intenzioni degli avversari ed agire in anticipo per fermare le ripartenze. Fa sentire la propria presenza aerea liberando di testa in area di rigore granata e partecipa all’impostazione della manovra. Stravince il duello con gli attaccanti avversari.

N’KOULOU:disputa una gara piuttosto lineare, senza patemi, fatta sembrare semplice dalla sua lucidità e capacità di ridurre al minimo gli errori. Sa guadagnare punizioni con esperienza e prova ad essere pericoloso in area avversaria sfruttando le sue qualità aeree.

MORETTI: alla terza partita consecutiva nel giro di una settimana, l’esemplare professionista dimostra ancora una volta di essere integro e resistere agli attacchi dei giovani attaccanti ducali ed anche ad uno scontro aereo che gli causa un taglio sopra l’arcata sopraccigliare. Qualche piccola sbavatura del tutto perdonabile.

SIRIGU:anche al Tardini è chiamato in causa raramente e la sua bravura sta nel farsi trovare pronto anche “a freddo”: così blocca un tiro non angolatissimo ma ravvicinato di Dimarco e controlla qualche spiovente pericoloso in area. La sua continuità resta fuori discussione.

DE SILVESTRI: stringe i denti e va in campo nonostante non fosse al meglio e non avesse recuperato pienamente dopo il tour de force a cui lo ha costretto Ola Aina… Effettua cross fuori misura e in difesa Dimarco gli va via in profondità, tuttavia conduce in porto il match contribuendo all’azione più pericolosa culminata con l’assist di Belotti a Berenguer.

ANSALDI:gioca per tre quarti di gara, poi è contrariato per la sostituzione quando Mazzarri lo richiama in panchina. Generoso, crea qualche azione in tandem con Berenguer sulla sinistra ed è tra i più intraprendenti. Nonostante le tre partite ravvicinate avrebbe voluto dare il proprio contributo fino al 95’.

RINCON:condizionato dal cartellino giallo rimediato molto ingenuamente dopo appena 3’ di gioco, lotta senza strafare ma è autore di qualche buon recupero. Non si fa notare come altre volte al limite dell’area per tentare la conclusione e il suo apporto dura poco più di un tempo, poi è sostituito.

PARIGINI: stavolta il suo ingresso non è convincente come quello di qualche giorno prima. Si districa fra trequarti e fascia sinistra dove costruisce la più nitida occasione in contropiede fallendo però l’ultima scelta: tira anziché servire Zaza a centro area e così facendo dimostra di non aver ancora maturità e freddezza necessarie e frantuma i sogni vittoria del Toro.

ZAZA: che fosse un giocatore piuttosto grintoso lo si sapeva e i tifosi granata lo avevano potuto notare in un derby di coppa Italia nel dicembre 2015 quando vestiva la casacca bianconera. Ma la statistica di sabato pomeriggio è in ogni caso sorprendente: 28’ giocati, 4 palloni toccati, 3 falli commessi, 1 cartellino giallo. Ma domenica toccherà a lui, si riscatterà?

Alejandro Berenguer, Torino
Alejandro Berenguer, Torino

Parma-Torino 0-0: chi scende

MEITE’: nemmeno lui ripete la partita di tre giorni prima. Piazzato a presidio della trequarti avversaria per recuperare seconde palle e bloccare eventuali ripartenze, sono pochi gli errori commessi ma ancor meno le iniziative, ed è questo difetto di intraprendenza che gli si rimprovera maggiormente.

BELOTTI:non può togliere le castagne dal fuoco ogni volta ma fa un passo indietro anche sotto l’aspetto puramente agonistico, segno che anche per lui, comunque plurimarcato, le fatiche ravvicinate si fanno sentire e le energie non sono state del tutto recuperate. Offre un buon assist a Berenguer e ha qualche piccola chance che non sfrutta al meglio. Ora però, squalificato, sarà costretto ad un riposo forzato.

BERENGUER:era il giocatore deputato all’inventiva, al guizzo, a portare scompiglio nella difesa avversaria ed invece risulta l’uomo in meno vanificando qualche buona iniziativa con leziosità inutili in area e un interessante assist di Belotti con una conclusione fuori misura. Da parte sua zero assist, molta imprecisione.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

le chance non saranno infinite e quindi già dalla prossima non dobbiamo perdere punti.certo la rosa corta voluta dal mister non ci sta aiutando è infatti col Parma abbiamo pagato anche questo.speriamo in un’impennata di orgoglio in chi nella scorsa partita ha deluso.