Pazzo Toro, il borsino granata dopo Inter-Torino

di Carlo Quaranta - 29 Agosto 2018

Torna l’appuntamento con il consueto Borsino Granata: ecco chi sale e chi scende tra i giocatori del Toro dopo Inter-Torino

Dopo la partita di domenica sera a San Siro viene il dubbio su quale sia la squadra più pazza tra Inter e Torino. Di certo è una bella sfida in tal senso e sarebbe molto interessante capire dove iniziano i meriti dell’una e dove i demeriti dell’altra nei due tempi talmente agli antipodi da far sembrare che nell’intervallo i giocatori delle due squadre si siano scambiati le maglie e siano tornati in campo a colori invertiti: schiacciante la superiorità nerazzurra nella prima frazione, straripanti i granata nella ripresa.

Svolta tattica, indubbiamente, ma anche carattere: il Torino ha iniziato il match in modo prudente con la formazione più logica in campo ma il gol a freddo subito “da polli” con N’Koulou che, come accaduto contro la Roma, ha concesso il traversone e con Izzo e De Silvestri a fare le belle statuine in area su Perisic, ha minato le certezze dei granata che dovrebbero fare dell’organizzazione difensiva il loro pezzo forte. L’Inter, dal canto suo, si è presentata con una difesa a tre quasi inedita ed è partita molto determinata prendendo progressivamente campo e non facendo l’errore di accontentarsi dopo il vantaggio tanto da raddoppiare alla mezzora e chiudere il tempo in attacco.  Nella ripresa il Toro ha fatto vedere la propria natura camaleontica e, dopo il primo gol, ha cambiato la disposizione del centrocampo avanzando Rincon e inserendo Ljajic che ha allargato la difesa interista (nel frattempo tornata a quattro) ed aiutato Falque e Belotti nel mettere in difficoltà la squadra di Spalletti. Al di là della svolta tattica i tifosi hanno però apprezzato particolarmente quella mentale col cuore Toro che ha iniziato a battere e, grazie ad una maggiore fisicità ed al coraggio di crederci e di osare, ha imposto la propria legge.

Ora per fortuna non ci sarà la sosta e domenica si torna in campo: non resta che sfruttare l’onda lunga del secondo tempo di San Siro per affrontare nel migliore dei modi l’inedita capolista SPAL infarcita di ex granata magari col dente avvelenato.

Il Borsino dopo Torino-Roma: chi sale

SIRIGU: probabilmente senza il suo intervento mirabolante con il quale ha deviato il pallone destinato nel sette al 92’ la rimonta granata sarebbe stata vanificata. Fin lì poca roba: qualche uscita coi pugni e le conclusioni non irresistibili di Politano e Icardi facilmente disinnescate.
BELOTTI: emblema del Toro a due facce: nei primi 45’ non vede un pallone, nella ripresa taglia a due il match con un inserimento ed un controllo perfetto su lancio di Falque con il quale brucia D’Ambrosio e Handanovic. Poi sfiora anche il bis e conferma di essere in un buon periodo.
FALQUE: al piccolo trotto nel primo tempo condito da qualche errore e un calcio di punizione fuori di poco. Tutt’altra musica nella ripresa con la sventagliata d’autore per Belotti e con tocchi e filtranti intelligenti soprattutto quando torna ad agire più da esterno.
LJAJIC: prende e dà una boccata d’ossigeno col suo ingresso: conferma di poter essere considerato l’arma in più per dare la svolta alle partite e difatti anima l’attacco innescando il gol del pareggio e sfiorando il sorpasso con un tiro ravvicinato. Gli si può perdonare un pizzico di egoismo. Necessario tenerlo.
MEITE’: come quasi tutti i suoi compagni ha i riflessi appannati nei primi 45’ nei quali non accorcia, non cuce e sbaglia spesso. Nella ripresa trova posizione, coraggio e gol da copertina dopo aver superato con freddezza Perisic quasi irridendolo. E si rende utilissimo dietro nel finale.
AINA: stesso leit motiv della prima giornata: deve subentrare a metà primo tempo, farsi trovare pronto a contrastare Icardi e company e al contempo a proporsi in avanti. A sinistra pare trovarsi anche meglio, non si nasconde ed anzi entra nell’azione del raddoppio e stavolta non commette errori dietro. Ora gli unici a guardarlo con sospetto sono i compagni che giocano nel suo ruolo…
SORIANO: alla prima da titolare dopo pochi giorni dal suo arrivo sotto la Mole gioca un’ora dimostrando di non aver perso quelle qualità che hanno fatto di lui un giocatore importante ai tempi della Samp: personalità, dribbling e muscoli che saranno utilissimi per il prosieguo.

Il Borsino dopo Torino-Roma: stabili

IZZO: partecipa al pasticcio iniziale che consente di battere a rete indisturbato a centro area, poi è bravo a non farsi condizionare e col passare dei minuti diventa sempre più sicuro sventando di testa a centro area e opponendosi con successo a Perisic in più di un’occasione.
RINCON: non conferma la prestazione al di sopra dei suoi standard abituali (dello scorso campionato quantomeno) offerta contro la Roma ma, a parte i soliti palloni persi in zone pericolose, dà il proprio contributo e non sfigura rispetto agli altri soprattutto quando cambia posizione.
N’KOULOU: al centro della difesa ha il difficile compito di contrastare Icardi al quale concede nulla in area ma non gli si oppone adeguatamente quando si allarga sulla fascia e centra per il primo gol (situazione simile a quella del gol romanista una settimana prima). Superato anche da De Vrji nel raddoppio, si rifà nella ripresa ma la sua prestazione è tendente al ribasso.
MORETTI: in difficoltà su Politano sul quale commette anche un duro fallo che gli costa l’ammonizione. Sembra insolitamente nervoso ma è il meno colpevole della retroguardia sui gol subiti e non commette sbavature, anzi è sempre intelligente a portare Icardi sull’esterno impedendogli il tiro.
DE SILVESTRI: ripresosi dalla contusione al torace è al suo posto dal 1’. Non è però al posto giusto 6’ dopo quando perde il controllo di Perisic lasciandolo solo in area: un errore marchiano da cui fatica a riprendersi. Solo nella ripresa si riscatta con discese interessanti.

Il Borsino dopo Torino-Roma: chi scende

ANSALDI: vince l’oscar della sfortuna: dopo aver saltato la prima giornata per squalifica fa in tempo a toccare il primo pallone importante del campionato, viene a contatto con Vrsaljko e si procura un infortunio di quelli seri che lo terranno a lungo lontano dal campo.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

dopo la roma nel primo tempo con l’inter non potevamo essere quelli.merito anche di mazzarri che ha saputo cambiare in corsa.

gabbo
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gabbo

e come cantava vecchioni nel post partita… luci a san sirigu

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