Torna “Il borsino” di Carlo Quaranta: come salgono e scendono le quotazioni dei granata dopo Sassuolo-Torino di domenica scorsa al “Mapei Stadium”

La mancata vittoria di domenica pomeriggio in casa del Sassuolo non intacca di una virgola le valutazioni circa la rosa a disposizione ora di Walter Mazzarri e le eventuali correzioni da apportare in sede di mercato. Il mezzo passo falso in termini di risultato – ma in parte anche di gioco – rispetto al fortunato esordio contro il Bologna rientra nella logica delle cose al di là delle eventuali lacune tecniche: sosta, ma soprattutto differenza di metodologie di lavoro settimanale, preparazione atletica e nuovi movimenti da assimilare non sono alibi ma considerazioni di cui tener debitamente conto.

Che fosse fisiologico intervenire per correggere una rosa modellata sulle idee e le esigenze tattiche di Mihajlovic prescinde dalla partita del Mapei Stadium e così come non potesse essere tutto merito di Mazzarri la convincente affermazione sul Bologna nel giorno dell’Epifania, allo stesso modo non vi possono essere responsabilità specifiche del tecnico toscano per la partita contro i neroverdi di Iachini. Anzi, semmai, agli handicap di cui sopra il nuovo tecnico ha cercato di porre rimedio, anche tattico, accorgendosi del momento di difficoltà dei suoi dopo il gol subito, varando poco dopo la disposizione con la difesa a tre (che ha dato indicazioni piuttosto confortanti) e mescolando le carte per colmare l’evidente gap di condizione fisica. Per quanto riguarda l’aspetto psicologico evidentemente il problema post gol subito resta ed anche su questo occorrerà lavorare molto per risolverlo e infondere alla squadra quella dose di fiducia, autostima e coraggio di cui necessita.

La corsa al sesto ed al settimo posto al momento appare incerta ed avvincente ed i granata rimangono in piena corsa. A patto di trovare al più presto un’identità propria (magari anche camaleontica) e di pensare meno alle avversarie e più a se stessi partita dopo partita, senza eccessive esaltazioni o depressioni.

CHI SALE:

OBI castiga il Sassuolo come all’andata, segno che i neroverdi gli portano fortuna. E’ già al terzo gol stagionale ed anche questo è un motivo di soddisfazione visti i frequenti stop and go a causa dei suoi malanni. La sua prestazione complessiva è sufficiente anche se talvolta vanifica intelligenti break portando (e perdendo) troppo palla.
SIRIGU il portierone granata riprende da dove aveva lasciato prima della sosta: prestazione maiuscola con tre parate importanti su Falcinelli e Ragusa da distanza ravvicinata e su un fendente di Berardi sul quale si distende a deviare con ottima prontezza. In forma… Nazionale.
ANSALDI torna dopo oltre un mese di stop nell’inedito ruolo di mezzala sinistra: un esperimento di una ventina di minuti che può dirsi positivo perché dimostra di sapere cosa fare col pallone tra i piedi. All’occorrenza si potrebbe riproporre ma appena avrà ripreso meglio tornerà ad essere utile come esterno.
BURDISSO poco sollecitato nei primi 45’ non sbaglia un colpo. Nella ripresa cambia posizione dopo l’ingresso di Moretti ed il varo della difesa a tre di cui lui è il perno centrale e dà il meglio di sé leggendo bene le trame avversarie ed intercettando con ottime chiusure i passaggi degli avversari. Prezioso anche come leader.
MORETTI il veterano granata, abituato a giocare nella difesa a tre, si rivela una pedina preziosa per gli automatismi che ha in mente Mazzarri e difatti, appena entrato, dimostra di trovarsi subito a proprio agio con N’Koulou e Burdisso. Buoni recuperi, una verticalizzazione interessante per Boyé in area neroverde e la sensazione che potrà ancora dire la sua anche quest’anno.

STABILI:

N’KOULOU solita e solida certezza granitica in area granata tra interventi in chiusura in tackle, di testa, di esperienza e di classe. Lucidissimo nel chiudere spazi ed arpionare palloni, commette una sola sbavatura nel primo tempo ma cresce alla distanza sfiorando anche il gol nel finale.
DE SILVESTRI dalle sue parti fa buona guardia anche se qualche piccolo errore nel corso della prima frazione lo compie e gli va bene che Duncan e Ragusa non ne approfittano. Tuttavia cresce alla distanza e dimostra che può coprire tutta la fascia chiudendo dietro, pressando ed arrivando al cross ed alla conclusione davanti. Prova generosa.
MOLINARO prova in chiaroscuro per il terzino che cerca il dialogo sulla fascia con Berenguer e cerca di difendere e di partecipare alle azioni offensive (in particolare col 3-5-2). Non riesce a chiudere su Berardi in occasione del gol, in attacco scodella cross precisi ed invitanti, in particolare sul secondo palo per De Silvestri.
BERENGUER inizia bene, ha spunti interessanti e supera gli avversari con serpentine ubriacanti creando superiorità numerica nella trequarti avversaria. Il problema è che le sue giocate non portano a tiri verso la porta di Consigli e che col passare del tempo la sua prova si perde nell’anonimato sino alla sostituzione liberatoria.
FALQUE considerato il giocatore offensivo più continuo dei granata, stavolta va a corrente alternata anche perché gli vengono richiesti movimenti diversi rispetto a prima: deve accentrarsi a fare più il trequartista e nel finale la seconda punta. Fa ammonire gli avversari ma in zona gol non è mai pericoloso sebbene resti comunque imprescindibile per questa squadra.
NIANG encomiabile per come lotta, si porta via avversari e ritorna a dare un mano dietro, cose che fino a un mese fa si guardava bene dal fare. Tuttavia fa un passo indietro dal punto di vista dell’incisività, della presenza in area di rigore, dell’ultimo passaggio.

CHI SCENDE:

BASELLI ad inizio della scorsa stagione Mihajlovic lo aveva messo alla berlina accusandolo di essere troppo molle. A distanza di oltre un anno il numero 8 granata sembra lo stesso di allora, poco incisivo, spesso sovrastato dalla potenza e dal dinamismo degli avversari che lo mettono in difficoltà andando addirittura in bambola nel finale. Gli serve forse un’altra scossa da Mazzarri?
RINCON il venezuelano manifesta i soliti limiti di reattività col pallone tra i piedi ed ancora una volta perde palloni sanguinosi al limite dell’area (come accadde peraltro nel derby di andata). Il problema è che nella posizione di playmaker basso proprio non potrebbe permetterselo, già non eccelle in impostazione… Va recuperato.


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FOLAGRA
FOLAGRA
4 anni fa

Non ho capito! Stabile Molinaro che insegue Berardi (resuscitandolo) facendosi inculare in 1 contro 1.
Dovrebbe SCENDERE direi… in serie D con quell’altro dall’altro lato.

poggiardo granata69
poggiardo granata69
4 anni fa

non so che dire,a questo punto penso che siano i giocatori il vero problema è non gli allenatori di turno.mi auguro che mazzarri,come si dice sappia tirare fuori il sangue dalle rape

AT72
AT72
4 anni fa

leggo di Benassi…. il solo pensiero di rivederlo in granata mi fa venire un senso di vomito!! invece di toglierci dalle palle anche Baselli e Valdifiori ricomponiamo la triade causa del nostro male???? Fame, sonno e debolezza.

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