Torino-Bologna, con Mazzarri alcune conferme e molte novità

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CAMPO, 22.10.17, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, Serie A, TORINO-ROMA, nella foto: Emiliano Moretti

Torna come di consueto l’appuntamento con il Borsino granata: ecco chi sale e chi scende dopo Torino-Bologna, la prima di Mazzarri

Dopo il triste quanto prevedibile epilogo del derby di Coppa, i granata si sono presentati al via del girone di ritorno con un altro condottiero in panchina (e questo era forse un po’ meno prevedibile). Metà campionato esatto a disposizione di Walter Mazzarri per dimostrare che la scelta della società è stata quella giusta nonostante al momento debba far legna con materiale acquistato da altri e per altri. Certo, il momento scelto per l’avvicendamento non è stato casuale considerato che questo è il mese del mercato di riparazione e il nuovo mister, seppur con una conoscenza ancora sommaria, potrà dire la sua indirizzando le scelte societarie che saranno di programmazione a medio lungo termine considerata la durata del contratto (2020). Contro il Bologna Mazzarri non ha operato alcun stravolgimento confermando uomini e modulo dell’ultima partita disputata col serbo in panchina, ha osservato e ritoccato leggermente il look del gioco cercando di intervenire soprattutto sulla testa degli atleti ma ciò si è dimostrato fondamentale per non ricadere nei soliti errori sebbene abbia inciso anche la buona sorte ad inizio ripresa per scacciare determinati fantasmi. Insomma, un sottile lavoro psicologico utile ad inculcare nuove motivazioni e liberare dall’eccessiva pressione i giocatori.

Non che al contempo non abbia apportato anche alcune piccole ma significative modifiche tattiche: più compattezza, distanze accorciate tra i reparti, maggior pressing dei centrocampisti con Baselli avanzato di qualche metro, più spinta dei terzini e certamente altre ne seguiranno considerato che ha quasi sempre fatto giocare le sue squadre con la difesa a tre e che non è un integralista di uno specifico credo tattico. Nella sua conferenza di presentazione ha detto che disegnerà il modulo tenendo presenti le caratteristiche del materiale umano a disposizione e che comunque i giocatori dovranno conoscere alla perfezione almeno tre moduli a seconda delle circostanze. E’ proprio questo che si richiede: versatilità, capacità di adattarsi e duttilità tattica, anche nel corso della stessa partita, fatti conseguenziali alle parole, per riuscire a far meglio e dimostrare che questo vecchio nuovo Toro può dire ancora la sua per raggiungere una posizione di prestigio (magari) europeo.

CHI SALE:                                                                                     

NIANG: giocando da punta centrale aveva già dato segnali di miglioramento. Il paradosso è che ha giocato la sua miglior partita proprio la prima volta che sulla panchina non sedeva più colui che ha investito (e poi pagato) più di chiunque su di lui. Un gol magistrale, tanto movimento, buone giocate e finalmente il Torino vince anche senza Belotti.

FALQUE: sempre decisivo anche se il suo gol giunge ormai a partita in cassaforte. Ma il suo mestiere non è solo quello tanto che serve a Niang il pallone del raddoppio e cerca sovente l’imbeccata ai compagni. Agisce con profitto anche da trequartista e cresca alla distanza dopo aver sbagliato due palle gol nitide nella prima mezzora.

SIRIGU: decisivo anche nella prima di ritorno, stavolta parando il suo primo rigore in maglia granata, il secondo nella sua carriera in serie A. Non deve compiere altri interventi significativi, a parte su una punizione di Verdi. Non inappuntabile nei rinvii coi piedi.

DE SILVESTRI: orfano del suo mentore Mihajlovic, si presenta come meglio non potrebbe agli occhi del nuovo tecnico: suo il gol che sblocca il match con un perentorio colpo di testa, diverse le sgroppate concluse con traversoni in mezzo, continuo anche nel rendere innocuo Di Francesco che all’andata era stato decisivo. Ed è alla quindicesima presenza consecutiva da titolare.

MORETTI: riprende da dove aveva lasciato (ultima vittoria interna contro il Cagliari) e come aveva lasciato (roccioso e senza sbavature). Da Ventura a Mazzarri passando da Mihajlovic il veterano granata è sempre la solita garanzia di affidabilità e visione di gioco.

ACQUAH: rispetto al derby di una settimana fa è più preciso e più utile. Corre in soccorso dei compagni e come al solito mette le sue qualità anche se talvolta è un po’ pasticcione col pallone tra i piedi. Ma va anche vicino al gol con un tiro di esterno di poco a lato. Può essere utile a Mazzarri ma il suo destino resta incerto.

BOYE’: sembrava essersi perso, in procinto di cambiare maglia in questa sessione di mercato. Poi Mazzarri gli concede una manciata di minuti nei quali sembra il giovane promettente ammirato ad inizio della stagione scorsa: dribbling, partecipazione, convinzione, assist. E adesso la sua posizione resta pur sempre in bilico ma qualche dubbio lo ha fatto venire…

STABILI:

N’KOULOU: nel solco della qualità e della continuità. Non cambia niente, automatismi ormai collaudati sia con Burdisso che con Moretti assieme ai quali mura i tentativi felsinei. Controlla gli avversari senza sbagliare, uscendo sempre a testa alta e provando anche la sortita in area avversaria sulle palle inattive.

BERENGUER: l’ex oggetto misterioso sta man mano prendendo forma e dopo qualche uscita incoraggiante coglie l’occasione – come Niang – di presentarsi al meglio al cospetto del nuovo mister con buone giocate, assist e rapidità. Dà la sensazione di essere uno di quelli con maggiori margini di miglioramento.

RINCON: perno della mediana con un occhio alla difesa. Ferma bene Palacio a metà campo recuperando spesso posizioni e palloni ma altrettanti ne perde gestendoli male e fallendo facili appoggi. Emblematico un break nella trequarti rossoblu dove recupera palla ma al momento del cross in area spreca tutto. Ad ogni modo si guadagna il riscatto automatico ed ora è tutto granata e per lui inizia una nuova storia.

MOLINARO: come spesso accade, l’esperto terzino alterna momenti di gloria (il cross-assist col quale trova Niang in area) ad altri di disattenzione evitabile (procura un altro rigore piuttosto ingenuamente). Comunque corre su e giù proponendosi con regolarità ed è da sei partite consecutive che tira la carretta.

BASELLI: gioca qualche metro più avanti rispetto al solito ed è più nel vivo del gioco. Serve un bell’assist in area per Falque e giostra dapprima sul centrodestra e poi sul centrosinistra dove fa vedere cose migliori. Se ispirato e gioca nella posizione più congeniale può fare la differenza.

CHI SCENDE:

BURDISSO: benino nella guida del pacchetto difensivo che conta sugli stessi interpreti delle partite precedenti ma con compiti diversi. Male nelle marcature di Destro e Palacio che gli scappano via tanto che sul secondo deve compiere un fallo da ammonizione. Resta negli spogliatoi dopo essersi fatto anche male.

OBI: nella sua partita numero 100 in serie A inizia bene e conta sulla fiducia di Mazzarri che lo aveva già allenato ai tempi dell’Inter. Gioca a tuttocampo, intercetta palla ma poi se la allunga e si scontra con Helander rimediando una botta che lo costringe ad abbandonare il terreno di gioco qualche minuto più tardi. Ancora una volta…

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