Toro, pareggi e mercato poco rilevanti - Toro.it

Toro, pareggi e mercato poco rilevanti

di Carlo Quaranta - 2 Gennaio 2018

Il borsino granata / Dopo il pareggio contro il Genoa, ultima sfida del 2017, ecco chi sale e chi scende tra i giocatori di Mihajlovic

La fine del 2017 iniziato e chiuso con un pareggio è coincisa con la fine del girone di andata cominciato e terminato con un pareggio. E difatti il segno X è quello più frequente sulla ruota di Torino: record europeo! Tutto torna. Al giro di boa, tuttavia, i conti non tornano poiché questo Torino edizione 2017-18, presentato come uno dei più forti degli ultimi anni e costruito su immagine e somiglianza del tecnico serbo con l’obiettivo europeo, ha un ritardo di cinque punti dal sesto posto che regala certezze internazionali e di quattro rispetto ai 29 di un anno fa. E’ vero che anche allora il distacco dal piazzamento europeo era di quattro-sei punti ed è altrettanto vero che difatti quel traguardo alla fine è inopinatamente sfuggito.

Contro il Genoa non sono mancati solo i tre punti ma anche otto giocatori e il gol (più volte sfiorato) e viste le frenate di molte dirette concorrenti ciò non fa che aumentare il rammarico per quanto si sarebbe dovuto raccogliere nelle ultime due partite che hanno segnato l’inizio di un ciclo sulla carta più agevole che senza Belotti (mai i granata hanno vinto in sette partite senza di lui nell’era Mihajlovic) rischia di diventare più ostico di quello precedente, che sulla carta era proibitivo.

Il gioco continua ad essere un po’ troppo a strappi e qualche interprete non ha offerto il contributo che ci si attendeva, soprattutto in mediana. Le mosse tattiche, poi, sono latitate (anche in questo caso si è finito così come iniziato) e i cambi hanno portato in campo giocatori (Gustafson e Boyé) che non hanno garantito alcuna scossa. Ma questo già lo si sapeva… Ora, però, non si puntino tutte le attenzioni sul mercato per distrarsi o illudersi: qualche aggiustamento va fatto ma non sarebbe sufficiente chi arriva per aggiustare la rotta, il cambiamento va attuato da chi c’è già e non solo a parole. Fra poche ore c’è un derby di Coppa Italia che proprio non ci voleva, con i cugini al top della forma ed un gap che si è dilatato anche a causa delle importanti defezioni dei granata: il rischio di iniziare il nuovo anno peggio di come si è chiuso il vecchio è molto concreto e i miracoli non si possono comprare…

CHI SALE:

NIANG: finalmente! Da attaccante centrale dimostra di trovarsi più a suo agio (ed effettivamente era stato preso anche per assolvere a questo ruolo all’occorrenza, il presidente non ha tutti i torti). Si propone e riceve in profondità, si allarga con profitto, prende un sacco di botte dagli impuniti Izzo e Spolli e tira otto volte verso Perin. Però gli manca ancora la ciliegina decisiva.

BERENGUER: ispirato, continua a dare segnali di risveglio e a giustificare il suo acquisto. Prova a dribblare e tirare e va vicino al gol con due sassate dalla distanza, tenta di specializzarsi nel tiro a giro sul secondo palo e per poco – e per “colpa” di Perin – non va vicino al bersaglio grosso. Sbaglia qualche tocco e cala nella ripresa ma piace la sua ritrovata verve.

STABILI:

RINCON: uno dei tanti ex di turno. Parte in sordina, batte una buona punizione e si dimostra poi il più attivo del centrocampo pur senza strafare. Ma almeno cerca spazi, porta palla pur senza trovare lo spunto decisivo. Nel finale torna nella posizione centrale, più sostanza e identici risultati.

MOLINARO: capitano di giornata, onora la fascia quanto a grinta e impegno. Bene negli anticipi e negli inserimenti (anche con buone azioni personali), male nei cross stavolta. Decisivo anche in difesa con diagonale salvifica nel cuore dell’area su Lapadula nel finale.

N’KOULOU: sempre tra i migliori in campo, guida con classe superiore e sicurezza la retroguardia che stavolta non rischia praticamente mai. Trova il tempo per qualche incursione andando anche vicino al gol di testa. Ultimamente ha guadagnato in temperamento senza abbassare la qualità.

DE SILVESTRI: sporadiche le sue azioni ma si distingue per un ottimo pallone scardinato nei pressi dell’area rossoblu che propizia l’occasione d’oro per Niang e un buon salvataggio in chiusura su Pandev. Per il resto non concede granché a Laxalt.

FALQUE: toccava a lui caricarsi il Toro sulle spalle essendo l’unico reduce del trio d’attacco e il giocatore con maggiore qualità in assenza di Belotti e Ljajic. Non delude, innesca spesso Niang ma va al tiro una sola volta (nel finale) e non è decisivo come potrebbe e dovrebbe.

OBI: questa volta si vede meno del solito in fase di pressing alto ed inserimenti. Ringhia su Pandev e Rigoni e bada a distruggere il gioco altrui, talvolta ci prova ma perde palla. Anche per il nigeriano piccolo passo indietro e giornata poco brillante.

BURDISSO: l’argentino alterna buone cose ad altre meno: ottime chiusure e agganci stilisticamente ineccepibili ma anche qualche svarione come quello che consente a Pandev di provare la conclusione e l’incertezza di posizione nel finale quando tiene in gioco Lapadula che fortunatamente non ne approfitta.

GUSTAFSON: appena in campo inizia bene sradicando il pallone sulla trequarti e propiziando una buona occasione da gol. Poi però errori in serie, mancati agganci e poca qualità. Per lui si prospetta una cessione in prestito a gennaio per consentigli di maturare.

SIRIGU: la sua presenza in campo è giustificata solo da una deviazione quasi impercettibile su rasoiata di Pandev nel primo tempo. Per il resto inoperoso e non giudicabile.

CHI SCENDE:

VALDIFIORI: delude ancora le aspettative facendo fatica a trovare posizione per guidare il gioco e trovando pochi spunti. Partita anonima, quasi sempre fuori dal gioco, passi indietro rispetto alle recenti esibizioni.

BOYE’:ancora sensazioni negative negli scampoli di partita a sua disposizione. Non solo non crea situazioni importanti davanti ma perde palloni e concede più di qualcosa pure dietro. Bocciato da Mihajlovic, anche per lui previsto l’esilio temporaneo.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

peccato perché il materiale c’è,ma manca quello che deve riuscire a farlo rendere al meglio

Mimmo75
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Mimmo75

D’accordo con Quaranta quando dice che il cambiamento deve avvenire dall’interno. Tradotto: il materiale per far bene già c’è e il mercato di gennaio servirà (come sempre e per tutti) per qualche aggiustamento Le squadre si fanno in estate e a Miha è stato consegnata una rosa ben attrezzata per… Leggi il resto »