Il borsino di Torino-Cagliari: differenze importanti - Toro.it

Il borsino di Torino-Cagliari: differenze importanti

di Carlo Quaranta - 30 Ottobre 2019

Torna il consueto appuntamento con il Borsino Granata: ecco chi sale e chi scende tra i giocatori del Toro dopo Torino-Cagliari

Il pareggio contro il Cagliari è stato salutato in modi diversi a seconda dei punti di vista, tutti potenzialmente validi. Se Mazzarri e Cairo – magari per convinzione o per mero gioco delle parti – hanno visto dei segnali di ripresa da parte della squadra, la stragrande maggioranza dei tifosi al termine della partita ha manifestato il proprio disappunto con fischi e giudizi negativi soprattutto nei confronti di gioco e mister la cui popolarità sta toccando in questi ultimi giorni i minimi storici: non bastassero gli intoppi nei risultati e le porte chiuse al Filadelfia durante gli allenamenti, il tecnico toscano nella conferenza stampa della vigilia ha pensato bene di indicare ai propri giocatori nello juventino Chiellini l’esempio da seguire anziché (senza scomodare vecchie glorie) voltarsi al suo fianco per citare Moretti.

Uscite infelici a parte, il giudice più severo resta comunque il campo che ha bocciato la soluzione Ansaldi mezzala con licenza di offendere e ha confermato la differenza di stato di forma dei giocatori che al momento non consente di proporre in campo una squadra uniforme: alle garanzie di rendimento di Sirigu e Belotti fanno da contraltare gli alti e bassi dei difensori e di Zaza, lo stato precario dei più attesi (Falque e Verdi), le prestazioni al di sotto degli standard da parte dei centrocampisti (eccezion fatta forse per Baselli), la scarsa vena degli esterni a disposizione.

Le soluzioni di gioco quando i granata devono fare la partita rimangono sempre le stesse (scarse e prevedibili) e sono persino peggiorate con l’ingresso di Zaza ed il conseguente aumento dei lanci lunghi quasi alla cieca dalle retrovie nella speranza di sorprendere gli avversari magari con una spizzata di testa di uno degli attaccanti a favore dell’altro. Ma non c’è nemmeno il tempo di analizzare l’ultima partita che nel giro di tre giorni Belotti e compagni si misureranno con una Lazio in forma e in un derby che in questo momento e per le considerazioni fin qui fatte somiglia quanto mai ad una sfida tra Davide e Golia. Ed intanto la classifica (peggiorata ulteriormente) pone i granata equidistanti da sesto e terz’ultimo posto ma con il Brescia che deve recuperare una partita.

Torino-Cagliari: chi sale

SIRIGU: ancora una volta decisivo per tenere a galla il Toro. Fondamentale la sua uscita bassa ad anticipare Simeone e la difficile parata nel finale su tiro deviato da De Silvestri. Sempre top.

BELOTTI: è lui a trovare il guizzo, la giocata giusta fuori dagli schemi che rianima la squadra. Dopo aver riconquistato palloni, preso le solite botte stretto nella morsa dei difensori avversari, fa pure ciò che non riesce ai vari Ansaldi, Falque, Verdi…

ZAZA: col suo ingresso il Torino ha un punto di riferimento in più che tuttavia porta a soluzioni ancora peggiori (lancio lungo dalle retrovie) dal punto di vista della manovra. Lui però c’è e si fa trovare per il gol del pari. Buon lampo nel contesto di una prova positiva.

N’KOULOU: inalmente si ritrova sciorinando buoni interventi in chiusura in scivolata o in anticipo; nel gioco aereo poi è insuperabile. Segnali significativi di ripresa da confermare nelle prossime uscite.

BASELLI: disputa un’altra partita di quantità e in mediana appare quello più in forma nonostante alcuni cali nel corso delle gare. Strappa palloni a Nainggolan e Nandez, si rende utile sia davanti che dietro con buone letture.

Torino-Cagliari: stabili

FALQUE: disputa la prima partita da titolare dopo tre mesi ma dura solo un tempo nel quale non incide, non trova la posizione e non aiuta Belotti. Non è ancora in condizione fisica ma forse è anche un po’ confuso dai vari moduli.

RINCON: ancora sottotono. Le sue prove al di sotto di quelle di un anno fa rappresentano un po’ la differenza di lucidità e di cattiveria dell’intera squadra. Troppi errori ed anche qualche scelta “meno furba” del solito.

IZZO: sebbene faccia registrare qualche barlume del difensore ammirato fino a poco tempo fa, la sua prestazione lascia ancora a desiderare: sbaglia spesso scelta in appoggio e non è impeccabile in marcatura.

VERDI: entra a partita in corso e con i compagni in difficoltà e la smania di rendersi utile lo porta a sbagliare qualche pallone di troppo. Si fa vedere ovunque, arma ripartenze interessanti ma vanifica tutto con cross e tocchi imprecisi. Deve avere la testa più sgombra.

AINA: ancora deludente il nigeriano molto imballato e poco propositivo. Anzi, paradossalmente stavolta fa meglio in difesa anche se dalla sua zona partono diversi cross (compreso quello che frutta il gol rossoblu).

Torino-Cagliari: chi scende

ANSALDI: l’esperimento di schierarlo in posizione più centrale ed avanzata si rivela controproducente (forse sarebbe stata più opportuna in altre partite quantomeno). L’argentino gira decisamente a vuoto e disputa la sua peggior partita stagionale.

DE SILVESTRI: prova incolore per il terzino rientrato dopo tre partite da spettatore. Prova a proporsi ma Pellegrini lo ferma sistematicamente, sbaglia controlli, disimpegni, soluzioni. Poche le cose buone.

DJIDJI: dopo l’opaca prestazione contro il Lecce, conferma la sua involuzione rispetto all’anno scorso: ha la responsabilità sul gol sardo nato da un suo liscio clamoroso, poi va in pallone e “costringe” Mazzarri a richiamarlo in panchina.

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poggiardo granata69
poggiardo granata69
11 mesi fa

io continuo a pensare che sia solo un problema fisico e conseguentemente mentale.

GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo)
GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo)
1 anno fa

giusto il parere s Baselli. spesso criticato, a me pare che il suiolo faccia sempre. si certo piu nel contenimento che i fase di attacco. ma rende eccome. non è lui ilproblema principale oggi.