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Il borsino granata: il Toro non è più una squadra

di Carlo Quaranta - 2 Novembre 2019

Ecco chi sale e chi scende dopo la sfida tra Torino e Lazio e in attesa del derby della Mole in programma stasera

A Roma i granata hanno visto le streghe con ventiquattr’ore di anticipo. In balia dei laziali per quasi tutto il match, incapaci di creare un accenno di azione di squadra, di fare più di tre passaggi di fila, di arrivare per primi sul pallone, hanno subito un’imbarcata che ha certificato ufficialmente lo stato di crisi. Finora, infatti, nelle nove partite di campionato precedenti (ma anche contro il Wolverhampton nei preliminari di Europa League) il Torino era sempre rimasto in partita, vincendo o perdendo con una sola rete di scarto o pareggiando.

Certo, la squadra di Mazzarri non è mai stata un’orchestra in grado di suonare belle sinfonie di gioco, nemmeno nel corso della passata stagione, ma quantomeno era una squadra nel vero senso del termine, coesa e compatta che faceva dell’armonia dello spogliatoio e della capacità di stare in campo il proprio punto di forza, adesso è soltanto un raggruppamento di singoli che effettuano giocate ed errori individuali in serie.

Difficile spiegare tale involuzione trovando un’unica causa, c’è stata senz’altro una serie di motivi che affondano le radici nella questione – Petrachi, in quella N’Koulou, magari nella preparazione e nell’eliminazione europea e quindi nelle gambe e nella testa dei calciatori. Situazioni che Mazzarri e il suo staff tecnico evidentemente non sono riusciti a gestire.

Contro la Lazio Belotti e compagni hanno semplicemente assistito alla lezione della squadra di Inzaghi e la mediana ha risentito persino dell’assenza del Rincon di quest’anno. Al momento non si sa ancora con certezza se il venezuelano sarà disponibile per il derby che già non vedrà lo squalificato N’Koulou al centro della difesa ed è davvero difficile poter immaginare una stracittadina giocata ad alti livelli di intensità da una squadra svuotata e che ha dato ampia prova in dieci partite di non riuscire ad imbastire credibili azioni offensive. Un tempo si diceva che il derby è una partita strana ma ciò era valido con un Toro scatenato, quello di oggi sembra invece rassegnato in tutte le proprie componenti. Basterà la medicina del ritiro a farlo guarire?

Lazio-Torino: stabili

LYANCO nei 53’ nei quali resta in campo non sfigura e va spesso ad anticipare con successo Caicedo fino a metà campo anche se in area gli concede il tiro. Fa molto bene nel gioco aereo, poi è sacrificato per esigenze tattiche. Nel derby toccherà ancora a lui.

BASELLI come nelle precedenti partite è uno dei pochi che cerca di mettere piede e cuore per fermare iniziative avversarie e ripartire. Certo, commette qualche errore ma è colui che recupera più palloni e si rende attivo in ogni zona del campo.

IZZO non fa ulteriori passi indietro e nonostante il passivo e un errore in disimpegno da matita blu (vanificato dal fuorigioco di Immobile) è abbastanza attento e nel finale lotta ancora impedendo un gol da due passi a Correa.

SIRIGU mesta serata anche per il super portiere che se ne torna da Roma con quattro gol sul groppone (non impeccabile su secondo e quarto) ma che comunque è reattivo in almeno tre circostanze.

Lazio-Torino: chi scende

LAXALT ci si aspetterebbe molto di più, sia in qualità che in quantità. A parte qualche recupero efficace e buone chiusure in diagonale, non arriva quasi mai al cross, soffre Milinkovic-Savic e fatica ad avere la meglio anche su Marusic.

LUKIC anche lui naufraga. Impiegato in fase avanzata più per arginare le giocate del playmaker avversario Cataldi che per fare da collante con Belotti e Zaza, gira a vuoto e perde palloni sanguinosissimi con passaggi concettualmente sbagliati.

FALQUE ha metà ripresa a disposizione ma il suo ingresso non sortisce nessuna scossa. È vero che entra a partita già compromessa ma non fa intravedere alcun barlume di ripresa, eppure l’infortunio dovrebbe ormai esser alle spalle.

VERDI vale lo stesso discorso fatto per Falque con la differenza che ha avuto più tempo a disposizione e che non ha avuto problemi fisici ma di differenza di preparazione e di amalgama coi nuovi compagni. Ma continua a sbagliare e a non trovare intesa.

DE SILVESTRI nei primi 45’ appoggia poco e male la fase offensiva. Le cose peggiori le fa vedere però dietro facendosi saltare o sorprendere frequentemente da Lulic e rischiando più di qualcosa per rimediare.

ZAZA il gol trovato contro il Cagliari non gli dà la giusta carica e tranquillità nelle giocate. Anzi, è arruffone e, sebbene ci metta impegno, perde contrasti e palloni che costano molto cari ai granata.

MEITE’ un tiro centrale che impegna Strakosha e qualche contrasto vinto qua e là non sono sufficienti a bilanciare una prova molle, inconsistente, con passaggi che mettono in difficoltà i compagni e una lentezza di reazione che ha consentito ai biancocelesti di dominare.

BELOTTI stavolta diventa simbolo in negativo della serata granata: parte bene tentando la giocata ma poi non gestisce bene i palloni che tocca (e perde sistematicamente) e sbaglia un gol che in altri tempi avrebbe fatto. E non segna da un mese…

NKOULOU riconoscergli un buon avvio di gara non lo salva certamente da un giudizio negativo complessivo soprattutto nel solito temporeggiare e invitare al tiro gli avversari e sull’intervento scomposto sul rigore che gli costa anche l’espulsione e la squalifica nel derby.

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Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)
Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)
1 anno fa

Ma soprattutto il Torino FC non è una società strutturata per competere seriamente in serie A. L’unico obiettivo è economico, oltre a quello di ritorno di immagine per il proprietario.
Tutto il resto è una conseguenza.

urto (andrea)
urto (andrea)
1 anno fa

Ciao Gian
concordo assolutamente
anzi, volutamente strutturata per non competere

garnetheart
garnetheart
1 anno fa

Ciao Gian,
Io onestamente faccio fatica a vedere un ritorno d’immagine positivo per Cairo in questa situazione.
Onestamente credo che cerchi di gestire la societa con i minor costi aspettando il colpo di culo che lo porti ad un risultato. Strategia da lotteria, ma almeno proviamo a giocare, rischiare, tentare…

michele-miva
michele-miva "mi sembrava il toro pauroso di ventura"
1 anno fa

Il toro non è più toro. Come scrive chiarizia, unica voce fuori dal coro, vero redazione, è la messa in vendita della società da parte di Cairo. Paura di perdere il vostro lavoro?

jerry
jerry
1 anno fa

Oltre che alla qualità e alla capacità manca la VOGLIA!!!