Il borsino granata di Carlo Quaranta dopo il derby perso di misura

Il borsino granata: una sconfitta utile solo a Mazzarri

di Carlo Quaranta - 5 Novembre 2019

Ecco chi sale e chi scende dopo il derby della Mole perso di misura dai granata, in attesa della sfida di sabato contro il Brescia del neo arrivato Grosso

Sconfitta ci si aspettava e sconfitta è stata. Le recriminazioni circa la direzione arbitrale e la prestazione pugnace dei granata, oltre a rappresentare un odioso déjà vu ed a costituire un pericoloso alibi, servono soltanto per tenere ancora incollato alla panchina Walter Mazzarri che sarebbe dovuto essere il capro espiatorio in caso di sconfitta e che paradossalmente è invece l’unico nell’ambiente granata ad uscirne sano e salvo quasi come se avesse vinto.

È vero che c’è stata, evidente, una sorta di reazione da parte della squadra dopo il punto più basso toccato contro la Lazio ma non è stato certamente il miglior derby giocato negli ultimi anni (nemmeno dal punto di vista della grinta) né tantomeno ci si è trovati di fronte alla migliore Juventus che – è bene ricordarlo – veniva da un pareggio a Lecce e da una vittoria colta con un rigore dubbio al 95’ contro il Genoa in casa propria. Sarebbe pure superfluo ricordare che quello di Doveri non è stato nemmeno il peggior arbitraggio a favore dei bianconeri dell’era recente in una stracittadina sebbene, oltre al possibile rigore negato, si sia reso protagonista di altre decisioni scellerate anti-Toro.

Tuttavia ci sembra più opportuno focalizzare l’attenzione sulle parate del migliore in campo Sirigu che dal 45’ in poi è stato assoluto protagonista sventando diverse minacce ed evitando un passivo ben peggiore e sull’atavica incapacità di costruire valide azioni da gol ed impensierire i portieri avversari per mancanza di qualità e schemi validi. Se la qualità è deficitaria anche per l’annata balorda di Falque e non ancora ha preso le sembianze di Verdi ma più in generale non è prerogativa dei centrocampisti granata, per quanto riguarda gli schemi di gioco c’è da registrare addirittura un passo indietro rispetto al già carente passato recente: uno dei pochi dati a favore del Torino nel derby riguarda i calci d’angolo (11 a 6) ma in nessuno di questi i granata si sono resi pericolosi e lo stesso discorso vale per i calci di punizione da posizione decentrata. Al contrario i bianconeri hanno dapprima impensierito severamente con Higuain (tutto solo) e poi trafitto Sirigu (ancora Higuain e De Ligt solissimi!) su situazioni del genere. Eppure fino a poco tempo fa da questo punto di vista la squadra di Mazzarri era in attivo. Solo un caso o andrebbe rivista la disposizione con marcatura a zona o magari modularla a seconda dell’avversario?

Pertanto, atteso che i premi di consolazione possono rivelarsi anche pericolosi, in definitiva dopo questa preventivata sconfitta a cui nessun tifoso dovrebbe mai assuefarsi non c’è quasi niente da salvare. A parte la panchina di Mazzarri e l’apparente compattezza ritrovata della squadra, che restano elementi a tempo ed in attesa di conferma nelle prossime partite. E l’incitamento dei tifosi, questo sì costante ed infinto.

Torino-Juventus: chi sale

SIRIGU dopo esser incappato, come tutti i suoi compagni, in una prova negativa contro la Lazio, nel derby è di nuovo il migliore in campo per distacco grazie ad una serie di interventi straordinari. Vero leader della squadra come dimostrato nel post partita.
BELOTTI il Capitano è l’altro a dare l’esempio, riscatta anch’egli la prova opaca romana e gioca un derby con spirito granata. Recupera e gioca un’infinità di palloni, macina km a tutto campo spostandosi anche sulle fasce per aprire varchi e fornisce assist (sprecati) ai compagni. Gli manca però la pericolosità sottoporta.
LYANCO il difensore brasiliano supera un altro esame importante annullando Dybala e Bernardeschi e spazzando l’area senza correre inutili rischi il più delle volte. Bene negli anticipi e nei tackle.

Torino-Juventus: gli stabili

IZZO sprazzi del difensore aggressivo e arcigno della scorsa stagione: il fatto stesso che conceda una sola occasione a Cristiano Ronaldo gli vale già una medaglia al merito. Incertezze anche per lui nelle marcature a zona sui calci piazzati.
RINCON la sua presenza in campo si sente, indiscutibilmente. Nonostante i guai fisici (che ne consigliano la sostituzione nel finale), lotta e cerca anche la giocata risolutiva. Prova a cambiare marcia lanciando Belotti e deve gestire centrocampisti e trequartisti avversari.
AINA bene nella fase offensiva, vince il confronto con De Sciglio lasciando tuttavia l’impressione che avrebbe potuto fare di più; mette un paio di palloni interessanti al centro e raddoppia quando serve su C. Ronaldo. Qua e là anche alcune sbavature però ed un’ammonizione evitabile.
BASELLI si distingue, come spesso accade, nei compiti di interdizione giocando con grinta, svellendo palloni a Pjanic e recuperando palloni importanti soprattutto in difesa. Intelligente nei raddoppi e nelle letture, non sempre preciso negli appoggi.
ZAZA subentra a Rincon poco dopo il gol bianconero e sembra avere la giusta motivazione però ha poche occasioni per mettersi in luce ed un suo tentativo è fermato da Cuadrado e così non riesce ad incidere.
ANSALDI prestazione in chiaroscuro per l’argentino protagonista dell’azione personale più pericolosa dei granata con la quale sfiora il pari ma anche di un paio di errori imbarazzanti in difesa che sarebbero potuti costare il KO. E nella sua zona i bianconeri si infilano più volte.
BREMER al rientro da titolare al posto dello squalificato N’Koulou, tutto sommato tiene botta sebbene talvolta nella sua zona gli avversari si inseriscano con troppa facilità. Si rende pericoloso anche in area avversaria (gli annullano anche un gol nel finale), soffre però l’ingresso di Higuain.
VERDI poche le iniziative degne di nota: più nel vivo del gioco, maggiori palloni toccati, un tiro dal limite fuori dallo specchio della porta. Tuttavia non è continuo né preciso negli assist e talvolta vanifica le ripartenze con scelte discutibili. Cala alla distanza.
MEITE’ più combattivo e concentrato del solito, non mancano tuttavia le sbavature ed è ancora deficitario dal punto di vista del dinamismo. Per quanto riguarda le giocate, ottimo lo scarico per il tiro di Verdi, pessimo il suo quando getta alle ortiche un pallone d’oro di Belotti.

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poggiardo granata69
poggiardo granata69
1 anno fa

perdere non è mai bello,quindi non vedo come x Mazzarri sia utile…

Luca@iltorosonoanchio (ex granatapersempre)
Luca@iltorosonoanchio
1 anno fa

La realtà è che una sconfitta è una sconfitta e un pareggio non serve a nulla nell’era dei tre punti: conta vincere il resto è fumo…
Ma per vincere bisogna giocareeeeeeeeee…..

rotor
rotor
1 anno fa

Veramente spassoso l’articolo che parla di prestazione pugnace dei granata….Forse l’autore dell’articolo e’ molto giovane e non ha assistito a quello che era il sacro fuoco granata nei derby.

Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)
Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)
1 anno fa
Reply to  rotor

Forse pugnetta in luogo di pugnace attagliava.