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Segni di vita

di Carlo Quaranta - 12 Novembre 2019

Il Borsino granata dopo la sfida tra Brescia e Torino, che ha visto il Torino tornare a vincere dopo quasi un mese e mezzo

Serviva una prestazione vincente e convincente per iniziare a dissipare i dubbi, diradare la nebbia che ammantava una scomoda posizione di classifica, rinsaldare la posizione di Mazzarri sulla panchina granata. La vittoria a Brescia è arrivata ed il risultato ampio lascia intendere che sia stata pure convincente. Il primo passo è stato dunque fatto ma in attesa di una reale costanza di rendimento resta vietato pensare che il peggio sia ormai alle spalle. Restano ancora troppi i punti persi per strada difficilmente recuperabili, così come rimane vaga un’idea di gioco offensivo fluido; per di più due gol sono arrivati su rigore, gli avversari già di per sé non irresistibili e con un nuovo timoniere da appena tre giorni alla guida si trovavano in uno stato di confusione ed hanno fatto harakiri restando con un uomo in meno per metà gara; peraltro nonostante tutto si stava consentendo loro di rientrare in partita con un quarto d’ora di black out ad inizio ripresa ed infine ora ci sarà una sosta con ciò che mentalmente e statisticamente ne consegue.

Stavolta gli episodi e le decisioni arbitrali favorevoli al contrario di quanto avvenuto nel derby hanno messo in discesa la partita e ciò altera una lettura oggettiva dei miglioramenti della squadra granata che comunque è scesa in campo con l’approccio giusto ed ha costruito palle gol pressando e rubando palla agli avversari. Lascia tuttavia sempre molto a desiderare la qualità nell’ultimo passaggio, la velocità di esecuzione, l’imprevedibilità: situazioni che potrebbe e dovrebbe garantire soprattutto Simone Verdi il quale però viaggia ancora a ritmi troppo bassi e che ha invece ha regalato un po’ a sorpresa il redivivo Berenguer entrato al posto dell’ex partenopeo e diventato subito protagonista, insieme all’altro subentrato Laxalt. Certamente i cambi giusti che hanno scosso i granata che stavano pericolosamente intorpidendosi.

Ora anche la sosta dovrà essere vista in chiave positiva sebbene le nazionali privino Mazzarri di una decina di giocatori. D’altra parte però potrebbe essere utile per recuperare i vari Baselli, Zaza, Bonifazi, Parigini e magari anche lo stesso Falque per il quale i tempi previsti sono più lunghi. Ma anche di lavorare sulla condizione di tutti gli altri, in particolare di coloro che sono attardati, Verdi in primis.

Brescia-Torino: chi sale

BERENGUER un rientro coi fiocchi per il navarro che sigla una doppietta decisiva ed ha il merito di risvegliare la propria squadra che stava attraversando minuti di difficoltà. Fa vedere di essere reattivo e di possedere buona tecnica e che impiegato nell’ultima mezz’ora in certe partite è prezioso.

BELOTTI torna determinante siglando due gol con freddezza e sfiorando altre marcature più per meriti di Joronen che per demeriti propri. Come al solito si batte su ogni pallone e a tutto campo con esemplare generosità. Ora la Nazionale, si spera che torni ancora più carico. Il Torino non può prescindere da lui.

LAXALT anche l’uruguaiano entra col giusto piglio e si rende protagonista di buoni smistamenti di palla e un’ottima accelerazione con la quale propizia il primo gol dello spagnolo. Dà prova di potersi rendere utile anche nell’insolita posizione di interno a centrocampo.

BREMER il fatto che sia stato preferito a Lyanco già pone le sue quotazioni in ascesa. Contro le rondinelle non sfigura procurando il calcio di punizione del vantaggio e stando attento a non sbandare dietro. Qualche errore cui però recupera.

RINCON a tratti si rivede il giocatore onnipresente dello scorso campionato. Tiene botta a centrocampo, amministra, sradica palloni in pressing, apre il gioco e sostiene una buona ripartenza cercando l’assistenza per Belotti. Sulla buona strada.

MEITE’ prestazione superiore alle precedenti nella quale si distingue per un assist a Berenguer, per buona difesa del pallone e per limitare Tonali. Non mancano tuttavia le imprecisioni nei tiri e le ingenuità evitabili (vedi ammonizione).

Brescia-Torino: stabili

ANSALDI attento e concentrato, non concede granché agli avversari ma non produce nemmeno quanto fa di solito: pochi cross e fuori misura, pochi affondi saltando l’avversario ed un’ammonizione evitabile.

SIRIGU anche in una partita vinta con un risultato rotondo “è costretto” ad essere decisivo tenendo chiusa la propria porta con almeno tre parate difficili che evitano agli avversari di riaprire una partita teoricamente già segnata.

IZZO disputa una partita all’altezza e con ritrovata verve al netto di qualche sbavatura in disimpegno. Bene di testa, deve però stare attento a tenere le mani a posto perché quello su Donnarumma non è il primo rigore che rischia in quel modo.

AINA disputa una partita propositiva nella quale tocca diversi palloni e ne regala uno preciso per Belotti in profondità. Spesso però sbatte sugli avversari e lascia l’impressione che avrebbe potuto fare ancora meglio.

LUKIC talvolta indugia troppo nelle iniziative e ciò lo porta a perdere l’attimo o palloni importanti (sebbene poi rimedi). Quando è più sciolto e va a pressare i risultati si vedono e difatti è lui che arma l’azione del secondo rigore svellendo palla sulla trequarti.

NKOULOU bene in anticipo e nel gioco aereo, nessuna difficoltà nel controllo di Balotelli. Che non sia quello dei tempi migliori lo si nota quando Ayé lo usa come perno prima di girarsi e tirare in porta. Ancora sotto osservazione.

Brescia-Torino: chi scende

VERDI nonostante un avvio promettente e le condizioni più favorevoli non riesce ad incidere né a calarsi nella parte e spreca di tutto e di più: si incarta da solo, sbaglia la misura di passaggi (anche semplici), ciabatta una facile conclusione. In questo momento gli manca sia la condizione che la fiducia.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

sicuramente siamo ancora convalescenti e non basta certo una vittoria a Brescia per dire di essere guariti.attendiamo altri test e poi ne riparliamo.

mas63simo
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mas63simo

io direi più segni di un accanimento terapeutico!

io
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io

gia’ , aneliti in un morente