Toro a San Siro con l’attacco in stand-by: il borsino della settimana

di Carlo Quaranta - 29 Novembre 2017

Torna il consueto appuntamento con il borsino granata: ecco chi sale e chi scende dopo la sfida di San Siro tra Milan e Torino

Uscire ancora imbattuti da San Siro a distanza di venti giorni dalla sfida con l’Inter è un fatto positivo a patto di non guardare la classifica e stavolta nemmeno il gioco dei granata che anche al cospetto di un Milan convalescente si è presentato col più solido 4-3-3. Mihajlovic per l’occasione si è giocato anche la carta Niang dall’inizio ma l’effetto – sorpresa non ha funzionato, semmai potrebbe essere un’idea quella di provare un 4-3-1-2 con Ljajic dietro le due punte, modulo sul quale forse si sarebbe potuto puntare sin dalla preparazione al fine di non sbilanciare troppo la squadra (come è stato fino ad un mese fa) senza dirottare il talento serbo sulla sinistra, ruolo che gli sta stretto. Per poter far questo, tuttavia, il tecnico dovrebbe poter contare pienamente sui tre attaccanti i quali dovrebbero essere “top player” non solo sulla carta o sul conto corrente ma sul terreno di gioco, cosa che al momento proprio non è. Non è un mistero che la differenza sostanziale rispetto allo scorso campionato stia nella vena realizzativa della squadra: Belotti un anno fa di questi tempi era già in doppia cifra, in questa stagione è fermo a quota tre gol e non segna da settembre, la depressione post infortunio e delusione azzurra ce l’ha ancora tutta sulle spalle. E comunque, seppur augurandoselo, non sarebbe certo verosimile aspettarsi un Gallo ai livelli realizzativi dello scorso campionato. Manca Ljajic, peggiore in campo contro i rossoneri, e qui gli alibi non sussistono: il serbo non è reduce da problemi fisici e dovrebbe essere mentalmente galvanizzato dalla qualificazione mondiale della sua Serbia (di cui è tornato ad essere un elemento importante). Per Niang ha senso ancora parlare di ambientamento dopo tre mesi e dopo esser ancora atteso e coccolato da compagni, presidente e allenatore che rischia di pagare in prima persona la sua indolenza? La fiducia concessagli finora è stata ripagata solo da un golletto contro il Verona e timidi segnali di ripresa sul piano della voglia nell’ultima partita. Per il momento, invece, in attesa dei tre tenori, l’attaccante più affidabile resta Falque il quale con umiltà si cala nella parte e finisce per essere spesso elemento decisivo del quale è difficile poter fare a meno.

L’ennesimo pareggio (settimo su quattordici partite), oltre a decretare la fine del ciclo Montella sulla panchina del Milan e avanzare la candidatura alla beatificazione di Sirigu, autore di parate miracolose, non ha significato null’altro. Come già ribadito dopo il pari contro l’Inter occorre guardare avanti e dare continuità di risultati centrando presto anche le vittorie a meno che non si voglia già ridurre la stagione a note di merito per qualche buon risultato fine a se stesso contro le big abbandonando ogni proposito europeo.

CHI SALE:

SIRIGU: semplicemente insuperabile. Si dimostra all’altezza di Donnarumma compiendo interventi prodigiosi, rispondendo alla grande ad una punizione di Suso nel primo tempo e su una doppia conclusione ravvicinata di Kalinic dall’alto coefficiente di difficoltà. Supereroe anche su un altro tiro di Suso dalla distanza e su Calhanoglu a botta sicura. Prestazione strepitosa, è il principale responsabile dell’esonero di Montella.

N’KOULOU: torna a disputare una partita di altissimo livello dopo alcune settimane di appannamento. Perfetto in fase di anticipo e lettura delle trame avversarie, lucido in impostazione anche in verticale. Patisce qualcosa nelle mischie ma esce vittorioso dal duello con Kalinic e company.

STABILI:

BURDISSO: terza partita consecutiva, ancora una volta gioca un intero match a San Siro dov’è stato protagonista per un lustro. Ben piazzato, ribatte diversi traversoni dei rossoneri e non si fa sorprendere sebbene spesso debba ricorrere alle maniere forti per fermare A. Silva. L’ammonizione però la prende per proteste.

ANSALDI: per buona parte della gara non è molto vistoso, si limita a controllare Suso, il giocatore più temuto tra i rossoneri, e lo fa con diligenza ed efficacia. Poche le progressioni offensive ma è pericoloso quando con un break su Zapata ruba palla e per poco non crea guai seri. Suo anche un tiro fuori e un cross per Belotti. E’ in buona condizione.

RINCON: si oppone bene alle incursioni dei trequartisti rossoneri nei pressi dell’area di rigore granata, da applausi un suo intervento su Montolivo nel primo tempo. Concentrato ed efficace anche nel secondo tempo sebbene cali un po’ nella fase finale, dopo aver rimediato l’ennesimo cartellino giallo evitabile.

FALQUE: lasciato in panchina per tre quarti di match dopo l’ultima prova insufficiente e per cercare di svegliare Niang, diventa protagonista nei minuti finali con un tiro a lato e soprattutto con l’occasionissima dopo il colpo di testa del Gallo respinto da Donnarumma. Fallisce ma dimostra di esserci (a differenza di qualcun altro).

BASELLI: un po’ in ombra rispetto al solito, quantomeno in fase di inserimento tra le linee. Il baricentro basso ed il contenimento degli avversari non gli impediscono, tuttavia, di affacciarsi nel finale nei pressi dell’area rossonera e di avere una buona occasione sulla quale però indugia al momento del tiro.

BELOTTI: inguardabile per buona parte del match, ingaggia una lotta con Bonucci dalla quale non ne beneficiano nemmeno i suoi compagni: poche sponde, pochi palloni giocabili. Ancora lontano dalla migliore condizione che ritroverà dopo il primo gol che sfiora nel finale con un colpo di testa imperioso: potrebbe essere questa la prima scossa.

DE SILVESTRI: disputa una gara prudente, votata alla fase difensiva ed approfitta della scarsa verve di Bonaventura per passare un pomeriggio tutto sommato tranquillo anche se mancando una diagonale su A. Silva in area fa correre un grosso rischio a Sirigu. Sulla sua fascia tra lui e Niang manca completamente la fase offensiva.

NIANG: appena un po’ di volontà in più che si manifesta in alcuni utili ripiegamenti difensivi e ripartenze soffocate da voglia di strafare. Impalpabile la sua presenza davanti, ancora non riesce a puntare l’uomo e la porta e a rendersi pericoloso: in questo c’è tutta la sua inadeguatezza e la frustrazione del popolo granata.

OBI: meno propositivo rispetto all’ultima partita casalinga contro il Chievo ma più utile nei contrasti nella propria trequarti laddove si oppone a Kessie e va con coraggio su ogni pallone. Prezioso quando ci mette il corpo e respinge una conclusione di Bonucci in area granata. Migliora la sua condizione tanto che resta in campo per tutto il match.

CHI SCENDE:

LJAJIC: il fantasista serbo non accende la sua fantasia, non trova nessuna giocata degna di nota, nemmeno su calcio da fermo, e ne risente la fase offensiva di tutta la squadra. In ombra, è giustamente sostituito a metà ripresa. Quest’anno si è autoresponsabilizzato per cui dovrebbe essere il primo ad essere scontento di se stesso.

più nuovi più vecchi
Notificami
poggiardo granata69
Utente
poggiardo granata69

a differenza dello scorso anno quello che ci mancando sono i gol degli attaccanti purtroppo

odix77
Utente
odix77

nkoulu,sirigu,ansaldi,rincon 4 nuovi ingressi che a detta di tutti stanno facendo benissimo e che hanno alzato il livello. lyanco,burdisso uno giovane sembra di buona prospettiva, l’altro navigato ma sicuro e affidabile… altri due nuovi acquisti…. lo scorso anno avevamo nette carenze in difesa , abbiamo preso Nkoulu, lynaco e direi… Leggi il resto »

Cup
Utente
Cup

Dev’essere colpa del clima…

rotor
Utente
rotor

Ljalijc ormai ha 26 anni e restera’ per sempre un eterno incompiuto che si accende ogni 5 o 6 partite,quindi e’ un giocatore poco utile nell’ economia di una squadra , percio’ e’ meglio che a giugno insieme a Niang, De Silvestri e Mihajlovich se ne vada da qualche altra… Leggi il resto »