Torna il consueto appuntamento con il Borsino Granata: ecco chi sale e chi scende tra i giocatori del Toro dopo la sfida contro il Verona

C’era una volta la “fatal Verona”, squadra indigesta per i colori rossoneri. In ben due circostanze, infatti, il Milan perse un titolo pressoché certo nella trasferta del Bentegodi. Nel 1973 la squadra allenata da Nereo Rocco incappò nel rocambolesco 5-3 all’ultima giornata mentre nel 1990 il Milan di Sacchi compromise lo scudetto scivolando (2-1) alla penultima giornata in casa degli scaligeri già retrocessi e lasciando, di fatto, lo scudetto al Napoli. L’altro giorno, invece, Verona si è rivelata fatale per il Toro. Certo, in questo caso il danno non è di tale portata (magari i granata lottassero per il titolo!) ma nella città degli innamorati i granata hanno sbagliato tutto e, dopo aver perso il derby, hanno detto addio anche alle residue ambizioni europee.

E così, nel mese degli innamorati, il Toro, già protagonista sin qui di una stagione con più ombre che luci, si azzera in attesa di poter ripartire senza attenuanti da derby e ansie da prestazione (e rincorsa). La partita dell’altro giorno ha riportato in scena la squadra molle e con problemi di identità di qualche mese fa, con giocatori svagati ed inconcludenti, senza idee davanti e disattenta in difesa: a testimoniarlo i soli tre tiri in porta e i due gol subiti contro la penultima in classifica. Certamente si tratta di un passo indietro rispetto alle prime cinque partite col nuovo tecnico (con il quale i granata finora non avevano mai subito più di un gol in una partita) ma ripetere il solito giochino dei paragoni tra gli allenatori che si succedono sarebbe esercizio quanto mai sterile considerato che i problemi molto probabilmente risiedono altrove.

Da adesso in poi Mazzarri, il quale fino a due settimane fa sembrava aver trovato la chiave per riaccendere le speranze di gioco e risultati, dovrà dare ancora di più ed essere bravo a valutare e motivare gruppo e singoli per portare a termine dignitosamente quest’ultimo scorcio di stagione traendone poi le conclusioni in attesa di poter ripartire con un progetto più solido, più “suo”.Nel frattempo il Toro non deve assolutamente abbandonarsi né tantomeno deve essere abbandonato da chi lo ama veramente.

CHI SALE:

LJAJIC: il suo rientro rappresenta l’unica buona notizia di giornata. Non si vedeva dal 16 dicembre, poi infortunio e scelte tecniche lo avevano lasciato ai margini in questo inizio 2018. Disputa appena una ventina di minuti iniziando largo a sinistra ma finendo per accentrarsi per trovare la giocata decisiva. Non la trova ma qualche spunto interessante (e diverso rispetto al monotono tran tran) almeno si vede.

NIANG: evidentemente il Verona a lui porta bene dal momento che aveva siglato il primo gol in granata nella partita di andata. Oltre al merito della marcatura che certamente contribuisce ad aumentare la fiducia si muove bene sfruttando gli spazi e provando più volte a rendersi pericoloso.

STABILI:

N’KOULOU: anche lui commette degli errori di superficialità, forse sottovalutando le qualità degli avversari. Non riesce a contrastare Petkovic nell’azione del secondo gol scaligero mentre alla fine rimedia impedendogli il possibile 3-1. Meglio su Kean sul quale chiude più volte, ha anche un’occasione non facile in girata in area avversaria.

SIRIGU: per la prima volta da quando c’è Mazzarri incassa due gol (peraltro da uno degli attacchi peggiori della serie A). Forse avrebbe potuto tentare un’uscita sul primo ma non ha grandi responsabilità, anzi compie una difficile parata su Petkovic sull’1-0.

FALQUE: pochi spunti per il galiziano che si mette in luce in poche circostanze e soprattutto per confezionare l’assist (il sesto stagionale) per il gol di Niang. Per il resto partita piuttosto opaca, in linea con i 90’ del derby e non con quelle precedenti.

BELOTTI: il Verona rappresenta per il Gallo il crocevia di questa stagione sin qui negativa considerando l’infortunio patito all’andata. Tuttavia lui non si fa condizionare, lotta come al solito sebbene il suo lavoro produca molti più risultati al di fuori dell’area di rigore che dentro laddove non gli arriva un pallone utile.

ACQUAH: preferito a Baselli per opporsi al centrocampo “fisico” schierato da Pecchia, non si fa apprezzare né per la fase di contenimento né per quella propositiva. Sbaglia la scelta della giocata al limite dell’area anche se gli va dato atto di arrivare spesso sulle seconde palle.

CHI SCENDE:

OBI: il nigeriano sarà pure pronto per la sua Nazionale ma al Bentegodi, pur dandosi da fare nell’efficace recupero di diversi palloni, delude quando sbaglia ancora una volta i tempi per l’assist a Belotti e soprattutto per come sulla trequarti perde la palla che costa la partita.

DE SILVESTRI: in ritardo sul secondo gol ma non è la prima né l’unica volta che il terzino si dimostra poco reattivo nel contrastare gli avversari. Per di più non affonda quasi mai se non negli ultimi minuti quando scodella un pallone interessante in area. Troppo poco, deve essere più concentrato e grintoso.

ANSALDI: irriconoscibile. Impiegato per la prima volta nel ruolo originario di terzino da Mazzarri pare aver perso la confidenza con la posizione. Non riparte mai, perde diversi palloni e sbaglia altrettanti disimpegni ed aperture. Positivo soltanto in alcuni interventi aerei.

RINCON: l’apporto del venezuelano è insufficiente in linea con quello di tutta la stagione. Sembra limitarsi al compitino, si fa sorprendere sul primo gol quando offre un saggio di pigrizia non salendo in tempo e tenendo in gioco Valoti. Cerca di riscattarsi in fase offensiva ma produce appena un buon appoggio per Belotti in area.

BURDISSO: più di qualche errore nella gestione delle situazioni e approssimazione nei disimpegni e nelle marcature. Kean gli sfugge pericolosamente in un paio di circostanze e in generale non sembra il difensore roccioso e diligente di qualche settimana fa. In più l’ammonizione gli costerà la squalifica per la prossima partita contro il Crotone.

 


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offidagranata
offidagranata
4 anni fa

Toro – Crotone = X2 Roma – Toro = 1 Toro – Viola = ce la giochiamo. Cagliari – Toro = 1 Toro – Inter = ce la giochiamo. Chievo – Toro = 1 se già salvo X. Toro – Milan = 2 Atalanta-Toro = 1 Toro – Lazio =… Leggi il resto »

Leo67junior
Leo67junior
4 anni fa
Reply to  offidagranata

Offidagranata…vedo che sei ottimista…secondo me faremo peggio…però è anche vero che i Nostri 36 punti bastano x salvarsi.
BRACCINO-VATTENE

Joel19 (Cairese??_NO STADIO_NO SKY)
Joel19 (Cairese??_NO STADIO_NO SKY)
4 anni fa

Dietro le tante abuliche e incomprensibili prestazioni della squadra penso vi sia la chiara volontà societaria di non arrivare troppo in alto…..
Quindi l’Affarista prima trova un acquirente e meglio è (accettasi cinesi, bancarottieri, pluricondannati etc)…..
Solo in quel momento si potrà azzerare e guardare avanti…….

Lewishenry - #conCairononmiabbono (neancheasky)
Lewishenry - #conCairononmiabbono (neancheasky)
4 anni fa

??

rotor
rotor
4 anni fa

Azzerato e’ solo il Toro da 13 anni di presidenza…

Torino, sicuro che ce l’hai messa tutta?

Toro, devi provare ad andare oltre ai tuoi limiti