I colpi dell’ultimo giorno di mercato del vecchio dt si sono rivelati fallimentari e non hanno mai illuso di poter incidere. Ora un successo figlio anche dei nuovi acquisti

Abbiamo aspettato fino all’ultimo giorno di mercato – ha aspettato, Abate, fino all’ultimo giorno, rimettendoci però la Coppa Italia, questo rimane un grande peccato – e non abbiamo ricevuto in cambio, come regalino last-minute, i Gojak o i Karamoh. Sembra banale, non lo è. Negli anni passati l’impossibilità di arrivare a giocatori di un certo spessore aveva portato l’allora direttore tecnico a pensare di poter mascherare ogni mancanza con acquisti travestiti da colpi. Giocatori mezzi sconosciuti o che mai avrebbero potuto alzare il livello della rosa, destinati a diventare più che meteore o, in casi veramente sfortunati, calciatori da tenersi sul groppone fino all’ultimo giorno di contratto. Il fatto che il Torino sia riuscito a chiudere il mercato con l’acquisto di un giocatore vero, Mandragora, tra l’altro arrivato non in prestito come molti altri ma a titolo definitivo, oggi sembra la regola in realtà è l’eccezione degli ultimi sei anni.

Non è stato un mercato celere, vero, qualche mossa avrebbe garantito all’allenatore, se fatta in anticipo, più tempo per sperimentare. Quello che questo Toro ha in comune almeno con quello delle ultime due stagioni è la necessità, a fine mercato, di rimettersi in discussione. Lo aveva dovuto fare Vanoli due anni fa, riassettando nel giro di qualche mese la difesa, lo aveva dovuto fare anche Baroni, quest’ultimo dovendo addirittura adottare tre sistemi diversi. Sta capitando anche ad Abate ma a differenza dei due predecessori, lo sa bene chi ha seguito l’evoluzione già dal ritiro, stavolta l’allenatore si è fatto trovare pronto, lo ha fatto in anticipo. La difesa a quattro non è una novità sperimentata in fretta e furia a Firenze, non lo è il 3-5-2 (o 3-5-1-1). Più di ogni altra cosa è la velocità nell’adattarsi senza perdere troppo tempo a dare ad Abate un vantaggio in più. Lo aiuta una squadra in cui i giovani lo seguono, si sacrificano, si adattano? Può darsi. La vittoria sulla Fiorentina significa che ora tutto è risolto? No, sarebbe ingenuo pensarlo. Però è una squadra che merita grande fiducia. E poi un Toro che vince, e che vince in rimonta, è sempre una bella notizia.

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ultimo aggiornamento: 06-09-2026


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1 Commento
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ale_maroon79
23 minuti fa

Un Karamoh ce lo abbiamo pure quest’anno, si chiama Oristanio. IL modus operandi del mercato è sempre più o meno lo stesso perchè è quello del padrone. Diciamo che forse Petrachi ne capisce un pelo di più dell’ingellato genovese (non che ci volesse molto), nel senso che dà qualche garanzia… Leggi il resto »

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