Riflettendo su pre derby, derby e post derby…

di Gigi Marengo - 18 Dicembre 2018

Torna l’appuntamento con l’ex presidente del Torino, Gigi Marengo, e la sua rubrica Il SognaToro: il tema di oggi è, inevitabilmente, il derby

Abbiamo appena vissuto un derby su cui merita riflettere, partendo dal prima, passando per il campo e finendo con il dopo, con cinque vicende, totalmente scollegate ed indipendenti tra loro, che hanno però un certo qual comun denominatore: cosa è divenuto il nostro Toro.

Il pre derby: le mancate scuse di Andrea Agnelli

Al di là di ogni più che legittima valutazione sul se le scuse di Andrea Agnelli siano bastevole ammenda, per il gravissimo oltraggio alla nostra storia posto in essere dalla tifoseria zebrata con una sorta di placet delle alte sfere societarie, il dato oggettivo è che quelle scuse non sono mai giunte, nonostante fossero state pubblicamente richieste dal presidente Cairo. Il fido rampollo della Sacra Famiglia, impermeabile a quanto successo e documentato da Report, si è tranquillamente goduto la partita nel nostro stadio.

A questo punto delle due l’una. O quelle scuse furono in allora richieste dal nostro presidente solo per dare un suo immediato segnale di presenza alla tifoseria inviperita, ma senza volontà di effettivamente pretenderle, o il rapporto tra noi e gli zebrati è divenuto tale da far sì che mai debbano scusarsi con noi, neppure quando oltraggiano la nostra storia, con noi tenuti ad accettare tutto ed il contrario di tutto. Nella prima ipotesi, una palese presa in giro della tifoseria, attuata attraverso una comunicazione ad affetto non supportata da un concomitante credere in ciò che si è chiesto, visto che quelle scuse, non pervenute, son bellamente passate nel dimenticatoio di chi le richiese. Nella seconda ipotesi, un incontrovertibile nostro vassallaggio al signore delle zebre, che tutto può in casa sua come in casa nostra. In ogni caso, un qualcosa che ogni tifoso granata può solo aborrire.

Il derby in campo: gioco e arbitro

Il gioco. Sabato scorso abbiamo tutti visto un Toro che non ha sicuramente risparmiato il sudore, giacché che non son mancati, quanto meno in 13 su 14 giocatori, corsa ed impegno. Ciò che però non mi ha convinto, è stato il sentore di spasmodica ricerca di densità sul centrocampo, finalizzata al non far giocare la gobba, a scapito del cercare di far noi gioco per vincere, quasi il pareggio fosse di per sé il massimo auspicabile. Che pena veder Belotti più a difendere che ad offendere… Capisco che ciò rientra nella filosofia mazzarriana del primo non prenderle, ma il derby è un’altra cosa: nei derby anche le immarcescibili filosofie debbono essere sacrificate e la vittoria va cercata sempre, anche quando appare impossibile. Nei derby non si fa di conto, si aggredisce e basta. E poca rilevanza do ai quotidiani cori del “contro la gobba di Ronaldo nulla si può”. Basta portare la mente al passato per capire come siano cori vuoti di significato.

Se oggi vi è la gobba di Ronaldo, ieri vi era la gobba di Sivori, quella di Bettega, quella di Platini, quella di Zidane… visto che in tutte le epoche gli zebrati hanno portato nella loro rosa i Ronaldo del momento. Eppure, nonostante i sempre presenti Ronaldo di turno, il Toro scendeva in campo per vincere, oggi non più. Per dirla con Pasquale Bruno: “Al Torino mancano i veri giocatori da Toro, come me, Policano ed altri. Noi la settimana che precedeva il match la vivevamo con una carica incredibile, sempre pronti a dimostrare sul campo la nostra voglia e appartenenza alla maglia. Oggi non vedo calciatori con quelle caratteristiche ed è un peccato. Il divario economico tra le due società è sempre stato evidente, ma noi supplivamo con il cuore, il carattere, la grinta, e la voglia di caricare a testa bassa. Mi piacerebbe rivedere quello che una volta era decantato come “tremendismo granata”. O forse mancano coloro che saprebbero e potrebbero insegnare ai giocatori cos’è quel tremendismo citato da Bruno…

L’arbitro. La sudditanza arbitrale è un fatto innegabile e si articola su due fronti. Sudditanza verso le grandi società e sudditanza verso i giocatori di gran nome. I gobbi godono di entrambe e non certo da oggi. Noi no.

Il Torino F.C. non rientra tra le grandi società ed i nostri giocatori non rientrano certo tra quelli a cui l’arbitro vorrebbe chiedere l’autografo per il figlio. Ma se proviamo a tornare un po’ indietro con i ricordi, magari riusciamo a ripercorre alcune annate in cui gli arbitri non ci furono nemici; furono le annate trascorse giocando in serie B. Lì eravamo considerati una grande società, in A no. Ed allora, più che piangersi addosso per gli errori arbitrali, nel derby uno delle dimensioni della Mole Antonelliana e l’altro grande quanto Palazzo Madama, dobbiamo puntare a divenire una grande società. Molti degli “errori arbitrali” oggi lamentati verrebbero meno. Sicuramente non quelli a favore dei gobbi, quelli no, loro saranno sempre ai vertici della pro sudditanza arbitrale, ma quanto meno non ci troveremmo a piangere per un rigore o un gol non datoci contro l’Udinese di turno. E contro i gobbi, la sudditanza a loro favore non deve esser motivo per piangere, ma trasformarsi in ulteriore rabbia che ti fa combattere alla morte, come fecero i Ferrini, i Pulici, i Bruno e tanti altri veri granata della nostra storia. Giocatori che subirono le angherie dei fischietti sudditi zebrati al pari dell’odierno, ma spesso, nonostante ciò, seppero vincere.

Il dopo derby: Soriano e i suoi “mi piace” e Belotti nello spogliatoio zebrato

Due episodi veramente brutti, inaccettabili per chi ha sangue granata, ma comunque molto diversi tra loro.

Su Soriano. Sui “mi piace” di Soriano non spreco parole, mi limito ad un’inappellabile sua condanna a sparire dal mondo granata. Non so perché sia arrivato a fare quanto ha fatto e non mi interessa saperlo. Sarà ingenuità, sarà amore verso gli zebrati, sarà rabbia verso il Toro che non lo fa giocare… non mi interessa, deve solo andarsene e, chi l’ha ingaggiato, deve imparare dal suo errore e nel prossimo mercato saper distinguere tra chi è degno di vestire la nostra maglia e chi ne è indegno. In ogni caso, un società attenta ai valori granata e alla sua tifoseria penso debba da subito metterlo fuori rosa. Con quei “mi piace” ha insultato tutti coloro che hanno pagato il biglietto, e quindi il suo faraonico stipendio, certamente non per godere delle prodezze (su rigore) di Ronaldo o della gioia interraziale di Dybala.

Su Belotti. Una seconda brutta vicenda, quand’anche totalmente diversa da quella di cui si è reso protagonista Soriano, che ha caratterizzato il post derby: il nostro capitano nello spogliatoio dei gobbi. Un macroscopico errore del Gallo che si presta a due differenti chiavi di lettura. O Belotti era tra gli zebrati perché tale è la prassi societaria del fine partita, una sorta di terzo tempo rugbistico, o vi era pro domo sua, per salutare dei colleghi-amici. Due diverse chiavi di lettura di quella presenza che comunque stridono con quella che è la visione del derby per noi granata.

Il terzo tempo lasciamolo al rugby, non è cultura del calcio e tanto meno può rientrare nell’atmosfera di un derby. È normale e legittimo che un giocatore possa essere amico di colleghi dell’altra sponda, ma c’è tempo e tempo per relazionarsi con loro e, sicuramente, non è dieci minuti dopo il triplice fischio del derby il tempo giusto. Non mi sento però di additare Belotti a colpevole di leso granatismo. La sua la vedo solo come una grossa gaffe, una gaffe peraltro scusabile perché probabilmente nessuno gli ha spiegato come sia da noi vissuto l’eterno rapporto di odio verso i gobbi. Per lui penso basti il più semplice dei rimproveri: non farlo più.

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Lovi
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Lovi

Il vero Presidente del Toro è lui.

TRAPANO
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TRAPANO

Notte a tutti ..

tore110
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tore110

Buonanotte !

TRAPANO
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TRAPANO

Il mio T9 non accetta la.parola dybala, me la corregge in “ruba la”.. 😂

tore110
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tore110

Hahahaha

Marco
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Marco

Il mio T9 non conosce la parola trapano la corregge in “pirla” 😂

TRAPANO
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TRAPANO

Non ti dico cosa esce se digito marco 😂

Marco
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Marco

Vaff.. 😂

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