Abate lavorerà senza i Nazionali ma è facile aspettarsi che l’evoluzione tattica possa essere quella di una squadra schierata a 4 dietro

La sosta lunga per provare a dare un nuovo assetto al Torino. Tutto inutile così come è stato per il ritiro. Il lungo elenco di giocatori che andrà nelle nazionali rende queste tre settimane di lavoro più utili dal punto di vista teorico che sul campo. Abate però non ha lasciato troppi dubbi. Quelle “sensazioni” positive con il Toro schierato a 4 le ha confermate nella pancia del Dall’Ara e allora resta da immaginare quale potrà essere l’evoluzione tattica della squadra.
Non si tratta solo di difesa a 3 o a 4. I moduli ormai servono solo a mettere su carta uno schieramento ma quello che cambia è invece l’interpretazione della fase offensiva e difensiva. Il miglior Torino stagionale si è visto nei secondi tempi con Fiorentina e Bologna, in parte con la Roma e se vogliamo anche nel caotico finale col Milan. Centrano sicuramente le avversarie: stanche e con cambi non impeccabili Milan e Roma, in crisi invece i viola e il Bologna. Ma il Torino visto in quegli scorci di partita ha dato la sensazione di saper coprire meglio il campo sia con il pallone fra i piedi che quando invece era costretto a difendere. Sensazioni appunto che adesso vanno tramutate in qualcosa di concreto
Come può cambiare l’assetto

Le opzioni per le corsie laterali

Abate deve scegliere anzitutto le coppie più affidabili di esterni e di centrali. Le opzioni sono diverse e offrono la possibilità, soprattutto sulle fasce, di cambiare anche in corsa. A parità di condizione mi viene da pensare che a sinistra Rodriguez possa essere il titolare mentre a destra Belghali e Patterson sembrano quelli con più esperienza da quarto rispetto a Fortini. In mezzo rimane il problema dell’assenza di un vero “dominante” nella coppia. Comert sembra quello più pulito anche nelle uscite, Comuzzo il più marcatore, Ismajli e Coco avrebbero bisogno più degli altri di una guida. Abate dovrà fare di necessità virtù e lavorare di volta in volta anche in base alle caratteristiche degli avversari.

I dubbi in mediana

Mediana a due o un solo play? A metà campo è il momento di creare delle gerarchie. L’Ilkhan visto anche a Bologna potrebbe essere la spalla ideale per Mandragora in un 4-2-3-1 ma anche in un 4-4-2 e lo stesso si può dire di Fitz Jim che ha maggiori possibilità di impiego anche in altre posizioni. Qui però le alternative sono molte e la necessità è quella di trovare un vestito che porti il Torino ad essere più presente nell’area avversaria. Una delle possibilità potrebbe portare ad un unico play e a una disposizione a rombo quindi con due mezze ali e un trequartista dietro le punte (e perché non provare Vlasic da interno e Braganca dietro alle punte?). In questo modo rischia di essere penalizzato soprattutto Cacciamani che per sfruttare le sue qualità deve partire da esterno.

Le due punte di riferimento

Sempre due attaccanti. Kulenovic ha dato un segnale della sua esistenza, Adams dovrebbe rientrare con l’Udinese. Simeone rende di più con un’altra punta accanto e Zapata rifarà la preparazione. Questo il quadro degli attaccanti che tutti potranno lavorare in queste settimane di sosta. E poi occhio ad Oristanio. Lui sì nel 4-2-3-1 potrebbe stare a suo agio con un terzino alle spalle e la possibilità di rientrare sul suo piede migliore.
Il lavoro non manca insomma ad Abate la speranza è che sia accompagnato subito dai risultati. Udinese, Monza, Como e Lecce in casa, Parma e Frosinone fuori: questo il menu prima della prossima sosta. Speriamo che le “sensazioni” si trasformino in punti.

Donyell Malen of AS Roma vompetes for the ball with Saul Coco of Torino FC during the Serie A football match between Torino FC and AS Roma.
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ultimo aggiornamento: 24-09-2026


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