La sedia al cielo, i derby senza paura: un anno senza Emiliano Mondonico

di Fabio Milano - 29 Marzo 2019

Un anno fa, era il 29 marzo del 2018, se ne andava uno degli allenatori più amati della storia del Toro, l’ultimo capace di portare i granata in una finale europea.

Un anno senza Emiliano Mondonico. Non è stato soltanto un allenatore, non è stato soltanto uno stratega, ma un vero e proprio simbolo del Toro degli anni Novanta. I freddi numeri parlano di 227 panchine con 79 vittorie e 84 pareggi suddivisi in due tronconi: la parabola straordinaria dal 1990 al 1994, con una Coppa Italia vinta e una Uefa sfiorata, e il biennio fra il 1998 ed il 2000 culminato, in mezzo a mille difficoltà societarie, in una promozione. Mondonico, però, tutto è tranne che freddi numeri e cifre, per quanto eccezionali. Perché dici Mondo e pensi agli indiani che vincono un derby contro i cowboys, più ricchi e meglio armati. Dici Mondo e ricordi il tremendismo di Giagnoni, vissuto vent’anni dopo. Dici Mondo e, a qualsiasi latitudine, ti torna in mente una sedia alzata al cielo come ribellione contro la sopraffazione e l’ingiustizia. Ecco cos’è Mondo per noi: l’ultima sedia alzata al cielo.

Emiliano Mondonico e il Torino: i tre legni di Amsterdam

Emiliano è un tecnico in ascesa, dopo le annate in provincia alla guida di Cremonese, Como ma soprattutto Atalanta, la Cenerentola d’Europa che riesce a conquistare la semifinale di Coppa delle Coppe pur militando in Serie B. Primo anno con il Mondo in panchina, ed il Toro stupisce tutti; gioca un calcio redditizio ed efficace, che lo porterà addirittura ad occupare il quinto posto nella classifica finale, con la relativa qualificazione alla Coppa Uefa della stagione successiva.

L’anno successivo (1991-92) passerà alla storia come la miglior stagione europea granata, con il Toro che si dimostra maturo non solo in Italia ma anche e soprattutto, in campo internazionale. Fino al 13 maggio del 1992, quando in quella maledetta notte olandese i sogni granata sbattono per tre volte contro i legni dei lancieri dell’Ajax, sconfitti senza aver mai perso, uscendo a testa altissima dall’Olympisch Stadion di Amsterdam e terminando il campionato italiano con un terzo posto di assoluto rispetto.

Gigi Lentini, Pasquale Bruno, Emiliano Mondonico

Inizia qui il lento ma inesorabile declino societario granata, con il presidente Borsano che nel febbraio del 1993 passa la mano al Notaio Goveani; sono mesi difficili, la Società è pressoché azzerata, ma Emiliano riesce a tenere la squadra al riparo da tutto questo e compie un’impresa incredibile, andando a vincere una Coppa Italia contro tutto e contro tutti, dopo la drammatica gara dell’Olimpico, ma sarà tutto inutile. Coppa al Toro e popolo granata in delirio, diciassette anni dopo l’ultimo scudetto; è questo, a tutt’oggi, l’ultimo trofeo ad essere entrato in bacheca.

Il cambio societario però, si rivela fallimentare e per la squadra diventa difficile persino la gestione della quotidianità, con stipendi non pagati per mesi ed alberghi e trasferte che molte volte, venivano pagate personalmente dallo stesso allenatore. La stagione 93-94 sarà quella dell’arrivederci alla panchina granata per il Mondo, che lascia comunque con un buon ottavo posto finale e l’eliminazione ai quarti di Coppa delle Coppe, a Londra contro l’Arsenal. Emiliano torna per qualche stagione a Bergamo, ma bastano un paio di telefonate con il suo pupillo Gigi Lentini, per farlo tornare a sposare ancora una volta, la causa granata.
Fa centro al primo colpo: al termine della stagione 1998-99 i granata tornano in serie A, dopo un calvario tra i cadetti che durava da tre, lunghissime stagioni.

Il Mondonico bis: nel 2000 l’ultima panchina granata

Ma l’anno successivo, complici scelte societarie scellerate e soprattutto una rosa non all’altezza della massima serie, il Toro termina quindicesimo in campionato, retrocedendo non senza aver lanciato alcuni giovani molto interessanti.

Il 14 maggio del 2000, è l’ultima panchina granata del Mondo. Affrontiamo il Piacenza al Delle Alpi, ed al quarto d’ora della ripresa il tecnico lancia nella mischia un giovane della Primavera dal futuro granata: è il diciassettenne Fabio Quagliarella. Termina qui, dopo 5 stagioni e 270 panchine l’avventura granata di Emiliano Mondonico.

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leonardo (Cairo,le scuse sono finite)
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leonardo (Cairo,le scuse sono finite)

Ciao Mondo……

ColorG
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ColorG

Al di là dell’allenatore, l’uomo!

rotor
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rotor

Altro che Ventura,Miha e Mazzarri,questo si che era un signor allenatore. Quando riusciremo a trovarne uno altrettanto valido ?