Le parole del tecnico granata Roberto D’Aversa nella conferenza stampa di presentazione di Torino-Juventus, 38a giornata di Serie A
Dopo il brutto ko contro il Cagliari, il Torino di D’Aversa si prepara ad ospitare la Juventus all’Olimpico Grande Torino per l’ultima gara stagionale, in programma domani sera alle ore 20:45. Il primo Derby della Mole della storia a giocarsi l’ultima giornata può anche essere quello decisivo per D’Aversa, che con una vittoria non otterrebbe certo la sicurezza della riconferma, ma sfaterebbe un tabù lungo 11 anni che potrebbe anche pesare molto in questo senso. Di seguito, le dichiarazioni del tecnico granata nella conferenza stampa di vigilia.
La conferenza stampa
Prima delle domande, prende la parola Roberto D’Aversa: “Ringrazio pubblicamente i tifosi, chi da lontano non ci ha fatto mancare il supporto, chi stamattina era al Fila, chi domani verrà allo stadio. Il Fila è stato emozionante e volevo rendere pubblico questo sentimento. Vi chiedo di farmi solo domande sul derby, poi domani risponderò a qualsiasi altra domanda
Avendo raggiunto bene l’obiettivo, questo derby vista l’empatia che si è creata con i tifosi, cosa può dare?
“Sarà emozionante, ci sarà la presenza del nostro pubblico. Non bisogna pensare alla classifica anche se è vero che avevamo l’obiettivo della salvezza. Si è dato valore a tanti giocatori, si è evitato il finale dello scorso anno con prestazioni non all’altezza, il presidente si era raccomandato di questo. Noi abbiamo una opportunità bellissima, di scrivere una storia, sarebbe la ciliegina, non ci sarà un trofeo domani ma potremmo scrivere la storia visto che una vittoria manca da tempo”.
Quali sono i comandamenti che hai dato?
“Il derby non è come le altre, il calendario l’ha fissata a domani. Loro hanno dimostrato in questi mesi di essere diversi da quelli di inizio stagione, parlo dei miei, penso siamo riusciti a rendere più orgogliosi i nostri tifosi. La partita di domani può cancellare tutto e ho chiesto di viverla con voglia e mentalità , vincendo il derby si entra nella storia del club”.
In settimana avete visto Ciccio Graziani…
“Sì, l’ho invitato ovviamente nel mio ufficio, chi meglio di un giocatore come lui può trasmettere qualcosa? L’ho portato in sala video, ha salutato i ragazzi, è stata una bella visita”.
Quanto conterà la spinta del pubblico?
“Il rammarico dopo ogni partita l’ho detto era relativa ai tifosi. Manca una partita e da parte nostra mi auguro ci sia la possibilità di allungare la striscia casalinga. I ragazzi hanno lavorato duramente anche per far tornare i tifosi”.
Ha visto il derby solo da lontano: ha ricordi di derby del passato?
“Chiaro che è un derby importantissimo, di chi ha costruito la storia con i trofeo e chi la propria gloria con la storia, la vedo così. L’unico mio pensiero è ovviamente vincere, non mi interessa di panchine, di Champions League, ma ho solo in testa il Torino”.
Quanti dubbi ha ancora? L’infermeria?
“Qualche dubbio me lo porto ancora come è giusto che sia, da come si vuol partire e finire, chiaro che nelle scelte iniziali devo considerare che ci sarà tensione, serve anche esperienza, gente abituata a queste partita. Le scelte le terrò lì fino all’ultimo per valutare tutto fino all’ultimo giorno. Mancheranno Marianucci, Anjorin, Aboukhlal e Savva”.
“Domani sarà una partita diversa, c’è volontà di fare risultato, loro hanno un obiettivo da raggiungere, è una partita totalmente diversa, mai sottovalutare l’avversario. Le partite sono tutte difficili ma domani è un derby”.
Quanto ha visto concentrata la squadra?
“Sono partite che si preparano da sole, bisogna essere bravi a non sprecare le energie nei giorni precedenti, dal mio punto di vista ho cercato di capire quanto sia fondamentale la partita senza sprecare energie nervose”.
Può essere un vantaggio non avere pressioni dalla classifica?
“Non conta la classifica, ci deve essere l’orgoglio a muoverci, per la gente che sarà qui allo stadio”.
Qual è la definizione più giusta?
“L’ho già spiegato prima, per noi c’è la possibilità di scrivere una pagina storica”:
La Juventus sta passando un momento difficile: è uno svantaggio? Come cambia la Juve senza Yildiz e Bremer?
“Dovremmo chiedere a Spalletti… se mi fate sapere in anticipo vi sarei grato. Detto ciò la Juventus avrà assenze che possono essere opportunità , hanno un grande allenatore, ci siamo visti diverse volte e nelle difficoltà sarà bravo a far sì che la squadra sia pronta. Noi dobbiamo ragionare sul fatto che incontriamo la Juventus, a noi non deve interessare nulla”.
Cosa ti incuriosisce di vivere questo derby?
“Mi auguro di vivere emozioni che non ho mai vissuto qui, di un risultato positivo, davanti al nostro pubblico vorrei che alla fine si potesse esultare e festeggiare insieme, chiudendo un’annata nata male, non era facile uscire da quella situazione, è solo merito loro, vorrei che loro si prendessero una giornata di gloria”.
Quanto speri che domani non sia la tua ultima partita?
“Domani è l’ultima partita del campionato, se mia o no non ha importanza, conta solo il derby, non conta il resto”.
Quanto saranno importanti giocatori come Vlasic, Zapata, Simeone, i Pedersen e gli Obrador, questo mix di calciatori?
“Bisogna considerare che ci sarà tanto pubblico, la serenità con cui si affronta questa partita è un aspetto che nelle scelte conta. Andrò a considerare tutto questo. Serve chi ha esperienza senza nulla togliere alla gioventù”.
Un giudizio su Spalletti alla Juventus?
“Credo abbia dato subito un’impronta alla squadra, mi spiace per la Nazionale perché credo sia molto bravo e noi giovani abbiamo preso spunto in passato. Due partite non cancellano quello che ha fatto, non è sempre semplice sistemare tutto da subentrante. Nell’immediato ha sistemato le cose, ha la mia stima”.

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