Da Pinzolo il capitano, Duvan Zapata, analizza i primi giorni di preparazione estiva: il contratto, Abate, i tifosi e il Mondiale
Il primo tra i giocatori granata a parlare della nuova stagione. Del resto Duvan Zapata è il capitano: un rinnovo siglato prima di cominciare e una nuova annata davanti, con un altro allenatore, Ignazio Abate.
L’intervista a Zapata
Zapata, prima del ritiro ha anche prolungato il contratto, cosa significa questo rinnovo?
«Per me è motivo d’orgoglio continuare a indossare la maglia del Toro. Sono felice che la società mi abbia dato questa possibilità, adesso inizierà la mia quattordicesima stagione in Italia».
Come sta?
«Nel periodo delle vacanze mi sono allenato, specie dopo che è finito il campionato, ho fatto una settimana di lavoro in acqua che ha portato dei vantaggi non solo a me ma pure a chi ha avuto qualche problema durante l’anno scorso, il lavoro è servito per arrivare qui pronti».
Possiamo dire che per lei il Toro è una scelta di vita?
«Sì. Il rinnovo mi permette di avere anche una continuità di vita in Italia, due dei miei tre figli sono nati qua. In Europa ho giocato solo qui e mai avrei pensato di avere questa continuità in un campionato così importante, sono grato per questa possibilità che mi dà il club».
C’è anche un allenatore nuovo, com’è Abate?
«Dobbiamo conoscerci ancora col mister, stiamo lavorando per capire i suoi concetti, posso solo dire che ha entusiasmo e ce lo trasmette e soprattutto nei suoi concetti capiamo che vuole fare un gioco propositivo e per noi è fondamentale cercare di alzare il livello e di esporre un altro tipo di gioco rispetto al precedente, stiamo cercando di capire al meglio i suoi concetti».
Al Mondiale stiamo vedendo Messi a 39 fare ancora la differenza, si augura di avere la stessa continuità?
«I tempi sono cambiati, una volta appena superati i 30 anni un calciatore iniziava a pensare di smettere, adesso sono cambiati i metodi di allenamento, di recupero dagli infortuni. Non so fino a che età giocare, ma finché mi sentirò bene continuerò a cercare di dare il massimo».
Per chi tiferà tra Argentina e Spagna?
«Qua ci sono il Cholito, Biglia, Raimondi… che vinca il migliore».
La scorsa stagione è stata caratterizzata dal lungo sciopero dei tifosi, come avete vissuto questa situazione?
«Ci dispiace tanto per questa situazione, vogliamo con il nostro gioco e con le nostre prestazioni cercare di guadagnare l’amore dei nostri tifosi, fare in modo.che possano sentirsi rappresentati da noi, che si sentano orgogliosi per quello che facciamo in campo».
Che obiettivi si è dato per questa stagione, a livello personale e di squadra?
«Voglio fare bene, l’anno scorso per me è stato un anno difficile, rientravo da un grave infortunio e ho impiegato un po’ a tornare in forma. Vorrei raggiungere la doppia cifra per quel che riguarda i gol. Per me un attaccante forte deve andare in doppia cifra con continuità. Per gli obiettivi di squadra è ancora presto: il mercato è aperto, mancano ancora dei giocatori per completare la rosa, poi dovranno tornare i ragazzi che hanno giocato al Mondiale, ritrovare la condizione, integrarsi nei nuovi schemi. Insomma, è presto per parlare di obiettivi, ma posso dire che vogliamo essere protagonisti».
Che impressione le ha fatto Oristanio?
«Si vede già che ha voglia. Gaetano è un giocatore che ha tecnica, che può darci una grande mano. La scorsa stagione avevamo solo Vlasic come trequartista, con quelle qualità: non c’era un sostituto a Niksi. Adesso è importante che ci sia anche Oristanio perché ci fa alzare il livello».
C’è un giovane che l’ha colpita?
«Ci sono sia dei ragazzi che erano nella Primavera che giocatori che sono tornati dai prestiti. Spero che possano sfruttare questa occasione per guadagnarsi la permanenza in squadra. Ora si è unito a noi anche Luongo, che mi aveva già colpito molto l’anno scorso quando si era allenato con noi».
Abate le ricorda qualche allenatore che ha avuto in passato per il modo di allenare?
«Certi concetti sul palleggio sono simili a quelli che aveva Giampaolo alla Sampdoria. Ma il tipo di gioco è diverso».
Come è cambiato il lavoro con Abate?
«Con Abate ci stiamo conoscendo, adesso ci sta spiegando i suoi concetti, come muoverci in campo. Dal punto di vista tattico non cambierà molto rispetto allo scorso campionato, ma sono diverse le richieste per attaccanti e centrocampisti».

Scelta di vita, quale vita? Da pensionato?
Gli obiettivi di squadra tutti gli anni sono sempre gli stessi: arrivare tranquillamente decimi. Per Zapata un fine carriera tranqulilllo e remunerato, per i tifosi invece è contestazione a oltranza.
Il tifoso fesso c’è sempre però ci sono anche quelli intelligenti, Duvan non ti ci mettere anche tu.
Bla bla bla. Quando un rapporto è condizionato dal denaro,le parole non contano.