La stagione del Torino si avvia alla conclusione con un bilancio particolare. Salvezza raggiunta senza particolari drammi
La stagione del Torino si avvia alla conclusione con un bilancio particolare. Salvezza raggiunta senza particolari drammi ma nessuna vera possibilità di inserirsi nella corsa europea.
I granata hanno vissuto mesi altalenanti, alternando prestazioni convincenti a periodi più complicati, senza però sprofondare nella lotta retrocessione. Adesso l’attenzione si sposta inevitabilmente sul futuro. Tra possibili cessioni, giovani da valorizzare, dubbi in panchina e strategie di mercato, il Toro dell’estate 2026 potrebbe cambiare molto più di quanto sembri. Cerchiamo di capire meglio quali saranno gli sviluppi.
Il Toro cerca una nuova identità
La stagione 2025-2026 ha lasciato sensazioni contrastanti nell’ambiente granata. Da una parte c’è la soddisfazione per una salvezza ottenuta con anticipo e senza eccessive sofferenze, dall’altra resta la percezione di una squadra mai realmente in corsa per le posizioni europee.
In attesa di capire se nel campionato 2026-2027 i granata lotteranno per la salvezza o magari per l’Europa, attendiamo aggiornamenti dai boomakers italiani. Ma dove aprire un account per scommettere sul basket o sul calcio? La risposta è sempre quella di affidarsi a siti di scommesse legali con concessione ADM, che tutelano con cura il giocatore.
In ogni caso, il prossimo campionato sarà decisivo per capire quale direzione prenderà il progetto tecnico del Torino. La sensazione è che il club voglia evitare stagioni anonime come quella appena conclusa, cercando finalmente di costruire una squadra più competitiva e continua.
Il primo segnale arriva dalla porta
Uno dei segnali più interessanti in vista della prossima stagione è arrivato dal rinnovo di Lapo Siviero. La società ha infatti ufficializzato la conferma del terzo portiere blindandolo fino al 2029. Una scelta che può sembrare marginale e che in realtà racconta molto delle intenzioni del club granata.
Negli ultimi anni il Torino ha spesso cercato di costruire una rosa più stabile e sostenibile, investendo anche su profili giovani e affidabili all’interno dello spogliatoio. Siviero si inserisce perfettamente in questa linea. Pur non essendo un protagonista assoluto sul campo, viene considerato un elemento utile per il gruppo e per la gestione quotidiana della squadra.
La decisione conferma inoltre la volontà del club di programmare con maggiore anticipo rispetto al passato. In un calcio dove i cambiamenti sono continui, dunque, avere già alcune certezze contrattuali permette di concentrarsi meglio sulle operazioni più delicate del mercato estivo.
I granata preparano una rivoluzione offensiva?
Il nome più caldo dell’estate granata sembra essere quello di Ché Adams. L’attaccante scozzese, arrivato a parametro zero, potrebbe lasciare il Torino dopo una sola stagione. Le indiscrezioni delle ultime settimane raccontano di una volontà piuttosto chiara del giocatore, che vorrebbe infatti tornare in Inghilterra.
Adams ha avuto un rendimento fatto di luci e ombre. In alcune partite è stato determinante grazie alla sua intensità e alla capacità di attaccare la profondità, mentre in altre ha faticato ad adattarsi ai ritmi e alle tattiche della Serie A. Proprio il feeling mai completamente sbocciato con il calcio italiano potrebbe aver inciso sulla scelta di guardarsi attorno.
Per il Torino, però, una cessione non sarebbe necessariamente negativa dal punto di vista economico. Essendo arrivato a costo zero, Adams garantirebbe una plusvalenza importante, utile per finanziare il mercato in entrata. E qui entra in gioco il vero nodo della prossima stagione. Occorrerà quindi capire se il club investirà davvero per alzare il livello tecnico della rosa oppure se continuerà con una politica più prudente.
Molto dipenderà anche dalle offerte provenienti dalla Premier League o dalla Championship, campionati che seguono ancora con attenzione il profilo dello scozzese.
Tutti i dubbi sulla panchina
Un altro tema centrale riguarda inevitabilmente l’allenatore. Roberto D’Aversa è arrivato in una fase delicata della stagione ed è riuscito a dare equilibrio e solidità alla squadra, portando il Torino lontano dalla zona pericolosa della classifica.
Il suo impatto è stato positivo soprattutto dal punto di vista mentale. Il Toro è apparso più organizzato, più aggressivo e soprattutto meno fragile nei momenti complicati delle partite. Tuttavia il suo futuro non sembra ancora completamente definito.
La dirigenza starebbe valutando diversi scenari. Tra le ipotesi emerse c’è anche quella di un clamoroso ritorno di Ivan Juric, benché la piazza appaia piuttosto fredda dopo le esperienze negative vissute dal tecnico tra Roma, Southampton e Atalanta.
Il dubbio principale riguarda l’identità futura del Torino. D’Aversa garantisce pragmatismo e solidità, però molti tifosi chiedono un salto di qualità anche sul piano del gioco e delle ambizioni. La scelta dell’allenatore sarà probabilmente il primo vero indicatore delle intenzioni della società per il 2026-2027.
Giovani, riscatti e mercato: il futuro passa dalle nuove idee
Uno degli aspetti più interessanti del prossimo Torino potrebbe essere il maggiore spazio dedicato ai giovani. Il direttore sportivo sembra intenzionato a costruire una rosa più fresca, dinamica e sostenibile economicamente.
Tra i nomi più attesi c’è Alessio Cacciamani, attaccante classe 2007 reduce da una buona esperienza in Serie B con la Juve Stabia. Il club granata crede molto nella sua crescita e potrebbe inserirlo gradualmente nelle rotazioni della prima squadra.
Attenzione anche alla situazione di Rafa Obrador. Lo spagnolo ha convinto in granata grazie a prestazioni di personalità e qualità tecnica. Il Torino vorrebbe trattenerlo ma la concorrenza internazionale e i costi dell’operazione rendono tutto più complicato.
Nel frattempo sono già stati riscattati profili come Sandro Kulenovic e Tino Anjorin, due giocatori che però dovranno dimostrare molto di più nella prossima stagione. Soprattutto Anjorin resta un’incognita importante.
La vera sfida del Torino sarà probabilmente quella di trovare il giusto equilibrio tra sostenibilità economica e ambizione sportiva. Negli ultimi anni il club è riuscito a mantenere una discreta stabilità ma senza compiere il salto definitivo verso le posizioni europee.
La prossima stagione potrebbe rappresentare l’ennesimo campionato tranquillo di metà classifica oppure l’inizio di un progetto finalmente più competitivo e coraggioso.
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