Nei suoi dieci anni di carriera, Daniele Padelli non aveva mai giocato due stagioni consecutive da titolare. Il Toro ha creduto in lui anche in questo 2014/2015, nonostante il ritorno dalla squalifica di Gillet, vista una prima stagione complessivamente positiva, coincisa con il ritorno in Europa League. Padelli ha difeso i pali sin dai preliminari della competizione europea e ha proseguito senza intoppi fino alla partita contro il Cagliari. Proprio nel capoluogo sardo è arrivata la “papera” che, fortunatamente, non ha influito nella prima vittoria granata (1-2).

 

Da quella sera è iniziato il periodo più buio della stagione di Padelli: Ventura preferisce affidarsi a Gillet, a partire dal match successivo contro la Fiorentina, e Padelli rimane a guardare per dodici incontri consecutivi sino al ritorno in campo contro il Chievo Verona. Momento buio solo in campionato, perché in Europa League il numero 30 continua a indossare la maglia da titolare. Nel mercato di gennaio arriva la svolta: il Toro decide di abbandonare l’idea dell’alternanza dei portieri e cede Gillet al Catania. Padelli ritorna quindi a ricoprire il ruolo di titolare indiscusso, anche perché, come secondo, arriva un ragazzino uruguaiano, Ichazo, di cui si sa poco o nulla. Padelli risponde presente e torna sui livelli della stagione precedente. Qualche ottimo intervento viene alternato a qualche errore di tecnica e sicurezza, specialmente nelle uscite e nella comunicazione con i compagni.

 

A Firenze il portiere neutralizza un rigore di Babacar e, quattro giorni dopo, il Toro vola in Europa espugnando il San Mamés. Padelli è protagonista, in positivo, fino al derby contro la Juventus, dove risulta addirittura uno dei migliori in campo: la sua parata sul colpo di testa di Sturaro vale tanto quanto i gol di Darmian e Quagliarella. Il portiere granata raccoglie gli elogi, sacrosanti, dei tifosi e degli addetti ai lavori, ma una settimana dopo (nel frattempo si è giocato anche il match infrasettimanale di Palermo) arriva l’errore grossolano e decisivo che regala lo 0-1, poi definitivo, all’Empoli. Un errore di concetto, prima che di tecnica: Padelli decide di rinviare di prima intenzione, con il piede sinistro l’ennesimo retropassaggio ma svirgola completamente il pallone che si insacca nell’angolino alla sua destra. Un errore certamente grave, ma che non può e non deve cancellare tutto ciò che di buono è stato fatto nelle partite precedenti. Le scuse, ripetute, del portiere sono accolte dai tifosi che, nella stessa partita, non hanno smesso di incitarlo e incoraggiarlo. Dopo la sconfitta contro l’Empoli, la stagione granata scorre con le delusioni di Genova e Milano e le facili vittorie contro Chievo e Cesena. Proprio nel 5-0 contro i romagnoli Padelli ritrova la panchina per concedere la passerella a Ichazo.

 

Stagione finita? No, perché il portiere granata ha ricevuto, domenica, la convocazione di Conte per gli impegni con la Nazionale, complice l’assenza di Buffon e l’infortunio di Perin. La chiamata del c.t. della Nazionale rimane comunque un attestato di stima che premia Padelli per il grande lavoro svolto in queste prime due stagioni consecutive da protagonista.

 

 

Il pagellone 2014-2015: Daniele PADELLI

 

VOTO: 6,5
PRESENZE: 38
GOL SUBITI: 42


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