Venturin: “Il segreto del mio Toro? Avevamo tutto per essere competitivi”

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Venturin

Anche Giorgio Venturin, ex centrocampista di Torino, Lazio e Sampdoria, alla cena dei campioni del ’92: “La nostra squadra aveva un ottimo mix di giocatori. Mondonico? Era già moderno allora”

Metodico, silenzioso, ma con il sorriso sulle labbra. Questo è Giorgio Venturin, un giocatore essenziale per il Torino di Mondonico, ma anche per la Lazio degli anni successivi. È stato anche lui uno dei protagonisti della serata Il Toro del Mondo di Tigliole, lui che, non si nasconde, si reputa “un buon gregario. Magari non il giocatore che spicca, ma di quelli che alla fine serviva sempre: riuscivo a dare equilibrio al centrocampo, ero utile. D’altra parte, la squadra del ’92 aveva davvero un buon mix di tutto. C’erano qualità e talento. A chi penso? A Lentini, per esempio, che a quei tempi era straripante. Ci vuole un po’ di tutto per poter essere competitivi, e noi lo eravamo” dice Venturin.

Giorgio Venturin: “Oggi il Toro è diverso: il calcio si è trasformato”

Venturin è stato un campione in un Torino di campioni. Ma oggi la situazione è molto diversa, sia nell’ambiente granata, sia nel calcio in generale. A quei tempi, per esempio, il Torino lottava sempre per ogni derby, anche con un uomo in meno: la differenza rispetto alla squadra attuale si sente parecchio. “Ma il calcio” dice Venturin, “oggi si è trasformato. Sono passati tanti ani da allora, e in certi frangenti è più difficile, c’è anche una concorrenza spietata. Quel Toro, sicuramente, era davvero bene assortito: era un’ottima squadra che ha saputo ottenere risultati importanti” grazie alle basi che aveva continua l’ex Lazio.

Venturin: “Mondonico? Un allenatore già moderno”

Il centrocampista ha poi parlato anche di chi, quella squadra, ha saputo gestirla e amministrarla alla grande. “Mondonico era un allenatore già moderno, oggi saprebbe gestire benissimo tante situazioni, molto diverse. Oltre a essere un grande gestore di un gruppo” ha affermato Venturin, concorde con Silenzi, “sapeva essere bravo anche al di fuori dello spogliatoio. A noi ha saputo tirare fuori il massimo, ma anche nella gestione della stampa, e dei rapporti con i tifosi era un vero maestro. Sì, era già moderno all’epoca: aveva capito che piega il calcio stava per prendere”. Per la fortuna del Torino, che aspetta di trovare un maestro in grado di aiutarlo a ritrovare i successi perduti.

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mcmurphy
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Conosco giocatori di quella squadra che su Mondonico non la pensano come Giorgio…….

piero
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piero

Avevo letto “VenturA” 😀