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Il Gallo risveglia il Toro

di Carlo Quaranta - 8 Gennaio 2020

Il borsino granata / Ecco chi sale e chi scende dopo la sfida Roma-Torino vinta 2-0 dai granata all’Olimpico nella prima del 2020

Nella notte della Befana i tifosi del Toro trovano nella calza un regalo tanto inatteso quanto gradito: una vittoria meritata in casa di una Roma lanciatissima da un filotto di risultati positivi prima della sosta natalizia. Ciò senz’altro rimarca un’impresa figlia di un pizzico di buona sorte ma soprattutto di applicazione, concentrazione, quantità e qualità che si sono manifestate nel momento giusto per rilanciare le ambizioni di un gruppo che ha provato a risalire la china nel mese di dicembre salvo poi incappare in un brusco stop contro la SPAL, fanalino di coda. 

Serviva una vittoria del genere per riprendersi quanto lasciato contro i ferraresi e ridare un senso ad una stagione che rischia di finire prematuramente senza obiettivi risultando l’ennesima annata di transizione. Per di più all’appuntamento con i capitolini si arrivava senza probabili titolari del calibro di Ansaldi, Falque, Baselli: la risposta dei ragazzi, guidati da un superbo Capitano, è stata all’insegna della compattezza, della grinta, dell’applicazione tattica, del pressing a tutto campo che hanno spiazzato tanto i romanisti quanto il depresso popolo granata. 

Ciascuno ha interpretato al meglio il proprio ruolo evidenziando una buona condizione ed in tal senso è da sottolineare la prestazione del solito Sirigu e di tutta la fase difensiva con N’Koulou e Izzo che sono sembrati quelli della scorsa stagione e Djidji che ha confermato di essere il terzo più all’altezza per interpretare il ruolo di centrale sinistro (così come avveniva l’anno scorso allorché si alternava con Moretti). I reparti sono sembrati corti e ben collegati con centrocampisti e trequartisti che si sono mossi all’unisono e Belotti autentico mattatore che ha sgretolato la Roma con i suoi movimenti a tutto campo, quelli in profondità (da cui sono nate tutte le azioni pericolose) a dettare il passaggio, la solita generosità che ha consentito a De Silvestri e Lukic di poter battere Lopez e le qualità da bomber di razza che hanno fruttato un palo, una traversa e due gol realizzati con la freddezza di un cecchino. 

Questi tre punti dovranno essere ora coltivati nel modo giusto anche in chiave mercato perché dare un senso a questa stagione potrebbe essere ancora possibile e ad ogni modo va costruito un futuro credibile, nonostante i tanti alti e bassi. In fondo nella serata dell’Epifania questi ragazzi hanno dimostrato di crederci ancora. 

Roma-Torino: chi sale

BELOTTI cuore di Capitano. E’ lui che trascina la squadra all’Olimpico suonando la carica con un palo colpito al primo pallone toccato, poi due assist per i compagni, due gol, una traversa, bravura, sacrificio, esempio, folate, inserimenti e tutto il repertorio di un grande attaccante. 

SIRIGU in maglia granata si riescono a contare le presenze (questa è stata la centesima) ma ormai si è perso il conto delle parate decisive. Anche a Roma compie gli straordinari respingendo tiri insidiosi, deviati, a botta sicura… 

DJIDJI come lo scorso anno il francese sembra ben inserito accanto a Izzo e N’Koulou e la fase difensiva regge: buone chiusure su Zaniolo, rischioso ma efficace in scivolata su Pellegrini in area, generoso nelle diagonali. 

NKOULOU si risveglia proprio contro la Roma di Petrachi con una prestazione attenta, puntigliosa, elegante e impeccabile nella marcatura e negli interventi a pulire l’area. Come ai bei tempi. 

BERENGUER si regala il posto da titolare anche nella prima uscita del 2020 dando continuità a schemi e prestazioni. Fa ciò che gli si chiede, aiuta Belotti, alza il baricentro della squadra quando serve, innesca ripartenze importanti. Gli manca solo maggior precisione. 

AINA qualche disimpegno sbagliato in uscita costituisce una macchia all’interno di una partita altrimenti positiva per movimenti a beneficio dei compagni e percussioni. Ha la meglio su Florenzi ed è utile su alcuni anticipi nella propria area. 

Roma-Torino: stabili

RINCON qualche incomprensione con i compagni in difesa, la solita lotta contro tutti a metà campo, un lancio illuminante d’esterno per il primo gol di Belotti in attacco. Contributo importante del venezuelano, perno di Mazzarri. 

IZZO anche per lui una partita al di sopra della media stagionale. Corre, intuisce, recupera e rilancia l’azione granata e salva in un paio di circostanze in scivolata gol quasi sicuri dei romanisti. Rischia qualcosa con quel tocco di braccio ma gli va bene. 

DE SILVESTRI protagonista di buoni anticipi in area granata, tenta la testata vincente in quella avversaria ma gli manca la necessaria forza e Lopez è vigile. Soffre un po’ l’intraprendenza di Kolarov e Pellegrini nella sua zona. 

LUKIC anche lui nel primo tempo si divora un gol di testa da pochi passi alzando sopra la traversa un assist invitante di Belotti. Per il resto è ordinato nelle giocate e innesca Belotti in profondità nell’azione che vale il rigore decisivo. 

VERDI a parte l’assist iniziale in profondità a Belotti non dà segni di vita in zona offensiva. Cerca di legare i reparti e di rendersi utile anche in ripiegamento con alterne fortune, poi viene richiamato in panchina e non sembra essere molto soddisfatto. 

MEITE’ subentra a Verdi per dare più sostanza in mediana, riesce a tamponare gli avversari e a non avere cali di concentrazione o a peccare di superficialità: è già una notizia.

Meité, Torino
Soualiho Meite durante Torino-Lecce 1-2, Serie A 2019/2020
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gpt71
gpt71
6 mesi fa

Verdi stabilmente male…
Rincon finché c’é da rincorrere benino, quando si tratta di giocare a pallone. Un pianto greco…. Lukic sinceramemte speravo che questo fosse il suo anno, invece sempre più anonimo… Lasciamo perdere trottolino Berenguer…