Lanci lungi, una punta, cinque difensori: ma c'era Giampaolo o Mazzarri? - Toro.it

Lanci lungi, una punta, cinque difensori: ma c’era Giampaolo o Mazzarri?

di Andrea Piva - 24 Ottobre 2020

L’editoriale / Il Torino sfiora la prima vittoria giocando un calcio molto diverso da quello predicato finora da Giampaolo

Il Torino che ha mosso la classifica, che ha sfiorato la vittoria sul campo del Sassuolo non era il Torino di Marco Giampaolo. O meglio, lo era ma non sembrava affatto che lo fosse. Semmai è assomigliato di più a quello di Walter Mazzarri, specialmente quando è passato a quel 3-5-1-1 (o più che altro 5-3-1-1) con cui ha sorpreso la formazione neroverde e si è portato rapidamente dall’1-1 all’1-3. Salvo poi, ancora più rapidamente, farsi rimontare dall’1-3 al 3-3. Ma non è solo per il modulo che il Torino visto ieri non è apparsa una squadra allenata da Giampaolo, ma anche per il modo in cui ha giocato, pensando più alla sostanza che alla qualità.

Tomas Rincon è forse l’emblema di questa trasformazione. Non è un regista, è noto tutti: è così che contro il Sassuolo si è sì piazzato nella sua consueta posizione davanti alla difesa ma ha svolto compiti diversi. Il gioco non è praticamente mai passato dai suoi piedi, una volta recuperata in fase difensiva la palla viaggiava direttamente dai difensori agli attaccanti o al massimo al trequartista: pochi passaggi corti ma tanti lanci lunghi, come quello che ha permesso ad Andrea Belotti di battagliare con Vlad Chiriches prima di mettere in rete la palla del 2-1. E per qualche minuto è sembrato davvero di vedere la squadra di Walter Mazzarri. Non certo l’ultima, quella che proprio al Mapei Stadium era entrata in una crisi da cui forse non è ancora del tutto uscita, ma quella che con cinismo era stata capace di chiudere il campionato al settimo posto con 63 punti.

Se il 3-3 finale non può che lasciare l’amaro in bocca, considerato come si era messa la partita, c’è un dato che non va sottovalutato: Giampaolo ha dimostrato di essere anche in grado di cambiare, di non fissarsi fino ad arenarsi esclusivamente su uno schema e su un modo di giocare. Il futuro non sarà certo quel 3-5-1-1 visto nel finale, il tecnico continuerà sulla strada del 4-3-1-2 ma, forse, con una certa elasticità in più, senza voler snaturare troppo i propri calciatori e facendoli giocare secondo le loro caratteristiche. Così si potranno allontanare brutti pensieri, malumori e anche i bassifondi della classifica. C’è speranza per questo Torino.

Giampaolo e Mazzarri
Giampaolo e Mazzarri

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supafly
supafly
1 mese fa

passare a 5 dietro è stata palesemente una mossa sbagliata purtroppo

ardi06
ardi06
1 mese fa

Altro record negativo dell’era cairo, siamo l’unica squadra insieme ad un altra che ha perso otto punti in rimonta degli avversari nei principali cinque campionati europei

Mikechannon
Mikechannon
1 mese fa

Sto aspettando quando Verdi farà un goal per sbaglio e si rivolgerà al pubblico dicendo ” muti, avete visto chi sono?” Che pacco…