Gli acquisti dell’ultimo giorno di mercato, la condizione non ottimale di chi è arrivato: la sosta servirà all’allenatore per ripartire

Mettiamoci nei panni di Abate. Il 10 luglio ha cominciato con una squadra incompleta, avendo un’idea di gioco, sì, ma aspettando dal mercato i rinforzi per quel sistema. Di base la difesa a tre, poi la possibilità di sfruttare la trequarti per quel 3-4-2-1 che abbiamo visto nelle primissime uscite: questa era la traccia. Qualcosa, strada facendo (semplicemente rendendosi conto davvero di quello che si ha a disposizione), induce sempre a riflessioni e cambiamenti fino a che non se ne può fare più a meno. Perché il mercato quasi sul gong ha portato soprattutto linfa nuova in mezzo al campo e convinto l’allenatore a sfruttare al meglio la rosa.

Quando Abate parla di soli quindici giorni – in riferimento proprio agli ultimi arrivati, a inizio settembre – non vuole accampare scuse. Perché è come se dalla chiusura del mercato fosse cominciata una nuova stagione, meglio, una nuova fase di preparazione: il Toro in fondo è ancora un cantiere. Certo, nessuno (nemmeno l’allenatore) pensa di ritrovarsi nella situazione di luglio: anche perché cantiere o no, nel frattempo ci sono state partite e punti in palio. A maggior ragione le tre settimane sì che potranno configurarsi come una nuova fase di preparazione. Al di là dei Nazionali Abate avrà tempo di cambiare assetto, studiare soluzioni alternative ma pure recuperare i giocatori non ancora in condizione. Fra un mese, quando si tornerà a fare sul serio allora sì che si potranno muovere critiche e fare pure i primi bilanci. Anche perché criticare l’immobilismo sul mercato e la tendenza ad andare al risparmio per poi prendersela con l’allenatore puzza un po’ di incoerenza.

Ignazio Abate
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ultimo aggiornamento: 20-09-2026


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