Immaturi e colpevoli: questo Toro l’Europa non la merita

di Ivana Crocifisso - 24 Dicembre 2017

Mihajlovic boccia quasi tutti, compreso se stesso: fa bene perché una squadra così è sprecata per l’Europa

Raccontiamoci ancora una volta che il ciclo di ferro è finito e che il Toro ha avuto addirittura la bravura di superare l’ostacolo con una sola sconfitta, pronto ad esaltarsi nelle sfide più alla portata. Esaltiamoci per la vittoria di Roma in Coppa Italia, brindando in anticipo pur non avendo conquistato ancora alcun trofeo, solo un quarto di finale, traguardo che dovrebbe essere quasi normalità per una squadra che ha l’ambizione di giocare per la conquista di un posto per l’Europa League. Con lo spumante avanzato non resta che bere per dimenticare, aspettando che il Natale passi e porti un po’ di giudizio. Chissà che il 30, quando la squadra tornerà in campo non si sarà resa nel frattempo conto che imprese isolate come quella dell’Olimpico sono perfettamente inutili se non fanno seguito prove di maturità. Mercoledì il popolo granata si è illuso che la svolta fosse ormai arrivata: invece il Toro ha dimostrato di essere campione olimpico di salto mortale all’indietro, un gambero, come lo ha definito Mihajlovic.

Per non farsi ulteriormente del male è meglio non guardare la classifica, meglio non fare calcoli sulla posizione che il Toro avrebbe oggi se non avesse perso la bussola durante la partita, rilassandosi e pensando di aver ormai vinto, sul 2-0 firmato Falque. Meglio non rimuginare sugli ennesimi punti buttati e sul solito pareggio che non permette ancora alla squadra di uscire dall’anonimato in cui si è cacciata. Prima i troppi gol presi dalla difesa, poi le mancanze dell’attacco, la pareggite, gli errori dei singoli, la mentalità non vincente. I demeriti sono chiari, senza bisogno di un elenco a settimana: le colpe anche, a giudicare dall’infuocata conferenza stampa di Mihajlovic. E le soluzioni?

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ciri
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ciri

Abbiamo il peggior allenatore della storia del Toro (così come é stato il peggior allenatore della storia del Bologna e della Fiorentina)

Bartolomeo Pestalozzi
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Bartolomeo Pestalozzi

L’acquisto di Niang è chiaramente una cappella, ma non date colpa al mister per colpe che suppongo non abbia. Quando hai in squadra il giocatore più costoso di sempre della storia della società temo che anche l’allenatore sia costretto a farlo giocare per cause di forza maggiore.

Brunogranata
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Brunogranata

Ma che cazzo stai dicendo ? Parli come se non fosse colpa sua. L’ha voluto lui !!!

cmt
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cmt

Abbiamo giocato sempre in 10 con Niang titolare, a Roma in coppa Italia eravamo in 11!!! Un colpevole chi mette in campo la squadra prima il 4231 poi il 433 , scelte di far acquistare Niang e metterlo in campo in condizioni fisiche imbarazzanti ( almeno spero). Se questa è… Leggi il resto »