Spreca, soffre ma non fa un passo indietro: il Toro merita fiducia

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Tomas Rincon of Torino FC celebrates with his teammates after scoring a goal during the Serie A football match between Torino FC and Frosinone Calcio.

Il Toro ha rispettato i pronostici, calendario alla mano: col Frosinone ha rischiato ma stavolta non ha buttato via tutto

Ha ragione Mazzarri quando dice che il Toro non può ancora permettersi di gestire il risultato smettendo di giocare. La partita lo racconta senza troppi giri di parole. E ha ragione il tecnico anche a lamentarsi di un arbitraggio che ha lasciato perplessi, nonostante poi i granata abbiano poi portato a casa l’intera posta in palio (con brivido finale, o non sarebbe il Toro). Però pur riconoscendo a questo gruppo ancora molti limiti, come l’impossibilità ad oggi di fare quel salto di qualità che permetterebbe anche di parlare (finalmente) di obiettivi, non può sfuggire il cambio di marcia che ha caratterizzato queste prime otto giornate, frutto di un lavoro che è partito da lontano. Sì, vero, il Toro non ha brillato e ha rischiato la figuraccia col Frosinone, si è fermato dopo il vantaggio, si è perso dopo il gol con cui i ciociari hanno accorciato le distanze, ha mostrato di essere ancora incapace di reagire quando necessario, evitando qualche sofferenza di troppo.

Però è pur vero che nelle stagioni passate, compresa l’ultima, in partite come quella con il Frosinone il Toro nove volte su dieci lasciava punti alle sue spalle. La mente ritorna al rocambolesco 2-2 col Verona, con la squadra avanti 2-0 al novantesimo, o al pareggio di Crotone, solo per citare due partite con squadre in fondo alla classifica esattamente come quest’anno Chievo Verona e Frosinone. Il Toro quest’anno ha saputo rispettare i pronostici più del solito. Ha battuto tre avversarie sulla carta più deboli, Spal, Frosinone e Chievo Verona, ha pareggiato su campi difficili come quello di Bergamo, a Udine ha strappato un punto (ma Mazzarri non manca di sottolineare come invece ai granata ne manchino due) e tra Inter, Roma e Napoli ha portato via ancora un altro punto. Calendario alla mano, il Toro di Mazzarri ha fatto quello che in molti si aspettavano: non senza qualche patema, ma lo ha fatto.

Ai dodici punti mancheranno anche i due sfuggiti per colpa di Valeri ma si può vedere lo stesso il bicchiere mezzo pieno. Intanto perché la squadra granata la partita di ieri l’ha recuperata con la forza, con i nervi e con una bella giocata, che non guasta. E lo ha fatto nonostante le sviste dell’arbitro, qualche mormorio del pubblico, e una buona dose di sfortuna. Il bicchiere è mezzo pieno perché per “colpa” dell’emergenza ora il Toro ha scoperto di poter contare anche su chi, come Berenguer e Parigini, ha atteso di avere spazio decidendo di giocarsi le proprie carte. Il bicchiere è mezzo pieno perché nella giornata no delle punte (non tanto per la prestazione quanto per la sfortuna) segnano i centrocampisti. Per una volta è un sollievo non parlare di un Toro che fa il solito passo indietro.

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michelebrillada
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michelebrillada

è difficile fare dei passi indietro perche piu indietro di cosi c’è solo la serie b facciamo schifo senza gioco senza schemi di gioco assurdo tenere mazzarri

Marco
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Marco

Pensa quando è scemo bischero..per una volta che parlavo con Rhotelma senza insultarci l’un l’altro interviene lui a dirgli di ignorarmi..caxxo di pagliaccio

TRAPANO
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TRAPANO

Si andrea, ti stai sbagliando, il cross è verso belotti che è in fuorigioco e prova a prenderla stop, poi dove finisce la palla non ha più importanza

AndreaGranataRho
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AndreaGranataRho

ok