15 ottobre 1967: addio Gigi Meroni, ragazzo ribelle

di Fabio Milano - 15 Ottobre 2016

La “Farfalla granata” Gigi Meroni moriva in quella maledetta notte del 15 ottobre, dopo aver incantato come sempre. Un altro astro nell’immortale firmamento granata

Gigi Meroni, quarantanove anni dopo. Il mondo Toro si ferma e china la testa in ricordo della farfalla granata. Il fantasista, il “ragazzo ribelle” moriva in quella maledetta serata del 15 ottobre 1967: era domenica, nel pomeriggio il Toro aveva sconfitto 4-2 la Sampdoria ed il clima era quello della festa, fra la tripletta di Combin, il grande amico di Gigi, ed il debutto in prima squadra di Aldo Agroppi.

Poi, alla sera, la tragedia: Gigi Meroni che attraversa corso Re Umberto accanto a Fabrizio Poletti e viene travolto dall’auto guidata da un giovane tifoso granata che aveva in Gigi il proprio idolo. Quel ragazzo era Tilli Romero, e da grande sarebbe diventato anche il presidente del Torino fallito nell’estate del 2005.

La figura della farfalla verrà commemorata come al solito, in una rievocazione che si ripete un anno dopo l’altro: il Torino di oggi lo ricorderà proprio lì, in corso Re Umberto 46, nel punto in cui la farfalla granata volò via per sempre.

I mazzi di fiori davanti alla lapide, i ricordi tristi ed il pensiero che corre in un baleno al giocatore-artista, dentro come fuori dal campo, al fantasista imprendibile sulla fascia destra, ma anche al pittore dolce ed innamorato della sua Cristiana. Perché Gigi Meroni era un uomo “avanti”, considerato un trasgressivo in quei tempi un po’ ingessati; per il popolo granata è assurto ad immortale, al pari degli Invincibili del Grande Torino, scomparsi a Superga diciotto anni prima.

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Poeta del gol
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Poeta del gol

Bravo, unici!!!

Roberto (RDS 63)
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Roberto (RDS 63)

Bella l’idea di cambiare nickname e oggi dedicarlo a Meroni, complimenti!

Roberto (RDS 63)
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Roberto (RDS 63)

Avendo tifato sempre e solo Toro, non so se i tifosi degli altre squadre provano e hanno le nostre stesse sensazioni, di sicuro la nostra è una fede e senza luoghi comuni penso che al mondo poche, forse nessuna squadra ha una storia segnata dalla avversità e dalla sfortuna come… Leggi il resto »

angelo62
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angelo62

Ringrazio chi condivide queste emozioni con i fratelli di virus troppo giovani per avere vissuto in prima persona l’accaduto. La Memoria ci rende unici

Roberto (RDS 63)
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Roberto (RDS 63)

Le tue sole parole sulla Memoria rappresentano in pieno cosa vuol dire tifare Toro.