Conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore del Torino Roberto D’Aversa: la presentazione ai media
A meno di 12 mesi dalla sua ultima esperienza da allenatore, Roberto D’Aversa torna a sedere in una panchina di serie A, questa volta del Torino. Chiamati a un’ardua e delicata missione, lui e il suo staff, sono pronti a dirigere il loro primo allenamento granata.
La conferenza stampa
“Buongiorno a tutti. Ringrazio il presidente e il direttore sportivo, è sempre brutto sostituire un collega, ringrazio loro per aver pensato a me come soluzione dei problemi che il Torino ha. Siamo vicini alla zona retrocessione e non è qualcosa che compete a questo club. Sono orgoglioso di rappresentare questo club, questa cittĂ e questi tifosi, arrivo con entusiasmo, non mi era mai capitato di restare fermo così a lungo ma sono carico”.
Il contratto è fino a giugno e non è usuale: come la vive?
“Logico che tutti preferirebbero iniziare in estate, in questo caso però nel momento in cui a quattro mesi dalla fine ti chiama il Torino devi rispondere presente, si può incidere anche in pochi mesi. Il Torino non ha la classifica che merita, quando è arrivata la chiamata abbiamo subito risposto presente”.
Che cambiamenti pensa di apportare?
“Il dato che fa riflettere sono i 9 clean sheet ma poi quello che la indica come peggior difesa, questo è da migliorare perchĂ© il fatto di non subire gol ti porta poi ad occupare una certa posizione di classifica. La cosa importante è cercare di riportare entusiasmo e nel calcio bisogna ragionare così. Anche se c’è un cambio di allenatore lo scossone è importante e devo dare certezze ed entusiasmo”.
Intende cambiare sistema e crede che si possa andare con la difesa a 4?
“Sono valutazioni che si fanno quando vedi i giocatori sul campo, ci sono tanti centrali ma terzini di ruolo sono due quindi penso che la difesa a tre sia la piĂą consona. Poi non è quello che ti fa subire meno. I numeri sono importanti ma poi conta l’occupazione degli spazi. Conta la mentalitĂ da portare sul campo perchĂ© iL Toro sul campo nella storia ha sempre messo tutto sul campo”.
Cosa si aspetta dai giocatori che giĂ ha avuto?
“Non ho ancora parlato con loro, ho parlato con ds e presidente, non mi piace parlare con i miei ex quando non sono l’allenatore, ovviamente ci sono dei rapporti, lo scorso anno tanti di loro erano anche piĂą giovani. Anjorin lo scorso anno non ho avuto dubbi sul fatto di prenderlo. Sì, ci sono stati tanti infortuni, devo dire che ha dimostrato ad Empoli di essere importante. Marianucci ha fatto un percorso, col lavoro ha dimostrato di poter fare bene. Ismajli ha fatto la sua miglior stagione lo scorso anno, fino al problema alla mano, ha giocato con la mano fratturata per due settimane, è un guerriero, difficilmente oggi si trovano questi giocatori”.
Ha parlato della necessitĂ di cambiare atteggiamento: come pensa di poter agire dalla testa dei giocatori?
“Innanzitutto voglio ridare entusiasmo, quando si gioca a calcio si fa uno sport bellissimo e bisogna avere coraggio. Nonostante i valori tecnici quando la squadra recuperava palla la riperdeva, quello vuol dire essere in difficoltĂ , sembrava non avere coraggio. Noi invece dobbiamo lottare su ogni palla perchĂ© il dna di questo club è questo”.
Quale sarĂ il primo messaggio alla squadra? Ha fatto qualche calcolo sulla classifica?
“Bisogna essere realisti, il potenziale c’è ma dobbiamo essere realisti, dobbiamo migliorare alcuni aspetti senza pensare di non poter essere risucchiati. Sarebbe un errore. Io credo che il messaggio la societĂ lo abbia giĂ mandato, i giocatori si sentono responsabili, l’unica cosa da fare è trasmettere loro serenitĂ ”.
Ha sentito Baroni?
“Abbiamo lavorato insieme a Lanciano, ero un dirigente, lo stimo Marco, come allenatore e persona, in questo momento mi preme fare valutazioni senza essere influenzato da quello che è successo in passato”.
Questa per lei è una grande opportunità : cosa si porta dietro dalle altre esperienze?
“L’esperienza di Lecce sicuramente è quella in cui ho commesso degli errori, con l’Empoli ci sono stati tanti infortuni “.
Vuole lanciare un appello ai tifosi?
“I tifosi sono fondamentali, qui abbiamo fatto sempre tante battaglie, giocare col supporto del pubblico è diverso, i tifosi sono importanti, la squadra ha bisogno del pubblico per fare sì che ci sia unitĂ di intenti, l’obiettivo è quello. In campo dobbiamo rendere loro orgogliosi, a Genova si è vista la differenza, mi auguro che ci sia disponibilitĂ di aprire”.
Questo vuol dire che il Filadelfia si aprirà ? Perché la contestazione alla società rischia di investire ora anche i giocatori.
“Dobbiamo pensare a tenere la categoria, non porta vantaggi aprire ed essere contestati, noi dobbiamo meritarcelo con il lavoro, il risultato in campo è una conseguenza del lavoro settimanale, venire a vedere come si allenano i giocatori può aiutare. Da parte mia non c’è preclusione, a Empoli, e lo so che parliamo di una piazza diversa, io fino al giovedì e venerdì aprivo le porte. Ovvio che c’è un aspetto tattico da preservare, ma detto questo i primi giorni siamo disponibili ad aprire. Da qui dobbiamo solo lavorare duramente ed allontanarci da quella posizione in classifica. Serve compattezza da parte di tutti, anche vostra, per portare il Torino all’obiettivo finale”.
“Dal vivo ho visto le partite di Roma, Vlasic mi ha stupito molto perchĂ© non pensavo fosse così completo e non sfigurerebbe in un grande club, forte in fase difensiva e offensiva, chiaro che può giocare sia a destra che a sinistra occupando le mattonelle in cui si possono sfruttare le sue potenzialitĂ ”.
Vlasic a Genova ha detto una serie di cose: che bisogna arrivare prima al Fila, andare a dormire presto, fermarsi di piĂą. Sono parole di grande responsabilitĂ . E per la porta si riapre un ballottaggio?
“Nel ruolo di portiere si stabiliscono delle gerarchie, io credo che Paleari non abbia responsabilitĂ sui tanti gol subiti, poi parlerò con i ragazzi, con lo staff e farò delle scelte ma l’idea è continuare con lui, conosce il campionato, l’esperienza e la comunicazione possono servire. Vlasic? Forse sapeva del mio arrivo perchĂ© non so come si lavorava prima e non lo giudico, per come si lavora noi, si fa colazione insieme, allenamento, pranzo tutti insieme. Sotto quel punto di vista siamo dei professionisti e ci dobbiamo comportare da tali. Quello che dice Vlasic lo dovremmo pensare tutti”.
Almeno parli, mister, e dici pure cose che hanno un qualche senso. Attento alla testa!
“I tifosi sono fondamentali…. In campo dobbiamo rendere loro orgogliosi, a Genova si è vista la differenza, mi auguro che ci sia disponibilitĂ di aprire”.
Fai un ridere… tanto i Tifosi stanno fuori, mò son cassi toi ed Cairo spero non vieni piĂą.
Dopo aver fallito l’esame Genoa, pur nella speranza di non perdere con la Lazio, per salvarci dovremo fare la maggior parte dei punti che servono (almeno dieci) nei quattro incontri diretti e si auspica alla portata di questa squadraccia: Torino- Parma, Pisa-Torino, Torino-Verona, Cremonese-Torino (le ultime tre consecutive). Se non… Leggi il resto »