Non servirà a risalire chissà quante posizioni ma il cambio in panchina ha dato linfa: peccato non sia accaduto prima
La scossa arriva sempre, quando cambia un allenatore. Succede perché la squadra riconosce i propri errori e analizza quanto fatto per trovare il modo di ripartire al meglio. La difficoltà sta però nel trasformare quella scossa in qualcosa di più duraturo, che dia vita ad un percorso vero e proprio. Ed è quello a cui evidentemente ha puntato D’Aversa sin dall’inizio. Non sta pesando la minima durata del suo contratto: l’allenatore ha scelto di lavorare come se ci fosse da costruire qualcosa a lungo termine. Non era scontato perché sì, il Torino navigava in cattive acque, ma era evidente che sarebbe bastato poco (anche per demeriti di chi lotta per non retrocedere) per raddrizzare la barca. Quello che più salta all’occhio, però, è la maniera in cui la squadra si è completamente affidata a lui. La svolta che si è vista sul campo (l’attacco che finalmente funziona, i risultati che arrivano – tre vittorie in cinque partite – specialmente in casa) ha una spiegazione e sono stati i giocatori, nelle ultime settimane, a dare i meriti soprattutto a D’Aversa. A partire da chi, come Ismajli, lo conosce bene (“Siamo cambiati grazie all’arrivo di D’Aversa”, ha spiegato dopo il successo di Pisa): e non si può dire che il difensore albanese non fosse al centro del Torino di Baroni, al contrario era anche allora un titolarissimo. L’investitura è arrivata anche da Simeone, che ha posto l’accento sul lavoro del tecnico in un momento cruciale per il raggiungimento della salvezza. Logico pensare a quanto sia stata, al contrario, tardiva la scelta di rinunciare a Baroni, con un Torino che da settimane sembrava aver bisogno di ossigeno. Chissà come sarebbe andata se il cambio fosse arrivato in tempo, per una volta. Non lo sapremo mai.

fare meglio di quel parassita pieno di tic non era difficile,questo è un mediocre,le sue squadre vivono tre mesi,in linea col livello di questa spelonca
XL, สี่สิบ, ၄၀, 40.
Ecco l’obiettivo di quella manciata di c0gli0ni.
E come godono pure!
40, direi bene.
OT
non un accenno sulla lapide del Grande Torino vandalizzata ieri a Superga
Non sapevo, sono andato adesso a leggermi l’articolo. Bast ardi,poi vanno a fare le pulci ad un anziano di 72 anni.
è vergognoso il gesto ma lo è altrettanto il fatto che non ci sia un benchè minimo accenno su nessuna delle due testate online sul Toro
D’accordissimo.