D’Aversa presenta il match tra Cagliari e Torino in programma domenica alle 20:45: ecco le parole dell’allenatore

Conferenza stampa di presentazione di Cagliari-Torino: D’Aversa analizza la sfida valida per la penultima di campionato.

La conferenza stampa

Com’è andata la settimana?
“I ragazzi si sono ben comportati, non abbiamo tirato i remi in barca. La partita è contro una squadra che deve ottenere l’obiettivo, dobbiamo anche cancellare Udine, la nostra ultima trasferta dovrà essere diversa. Non ci sarà Tameze oltre a Anjorin e Ismajli”.

Domani è importante ma poi c’è il derby…
“Oggi è un evento importante e questi giocatori hanno reso orgoglioso club e tifosi. Un clima che non ci deve distrarre anche se è giusto omaggiare questi campioni, dobbiamo rispettare il Cagliari sapendo anche delle difficoltà che ci attendono. Giochiamo contro una regione intera, dobbiamo essere pronti anche dal punto di vista dell’atteggiamento”.

L’anniversario ha quasi distolto l’attenzione dal Torino: questo vi ha tolto pressione?
“Continuo a ripetere che dobbiamo solo ragionare sul Cagliari, le pressioni sono le solite perché affrontiamo chi deve ottenere un obiettivo. Ben vengano queste manifestazioni ma noi non ci dobbiamo fare distrarre. Dobbiamo solo non ripetere la trasferta di Udine e dare valore alla partita”.

Ci dirà la formazione?
“Forse non mi sto esprimendo bene oggi, la partita di domani è importantissima, fondamentale. Ho sempre dato dei suggerimenti, spesso la formazione l’avete indovinata, massimo rispetto per il Cagliari quindi gli undici li comunicherò anche ai ragazzi, l’unica forma di rispetto sarà quella di valutare il tutto. Domani mattina faremo una rifinitura a Cagliari e lì deciderò. Quelli che subentrano possono determinare così come quelli che partono”.

Simeone segna il doppio rispetto a prima: quale caratteristica sua le piace di più? Crede sia il più forte che ha allenato?
“Anche Zapata è forte, Adams ha qualità importanti laddove si riesca a trovare continuità visti i problemi fisici. Simeone sta facendo bene: quando non ho visto i nomi dei 55 giocatori della Nazionale argentina sono rimasto perplesso, mi aspettavo ci fosse nella lista. Tra gli attaccanti forti che ho allenato giocavo spesso con esterni d’attacco, ho avuto Gervinho, Inglese, ma sicuramente Giovanni è tra i più bravi che ho allenato. Lui ha fame di fare gol e migliorarsi, fa sempre la scelta giusta, questo è un premio al suo modo di interpretare ogni singolo allenamento. Faccio fatico a risparmiagli qualche minuto di allenamento, così come Vlasic. Quello che sta ottenendo è per come lavora durante la settimana”.

Zapata e Adams hanno i 90 minuti?
“Più Duvan per il percorso e per la condizione fisica, Njie in settimana ha saltato un allenamento ma tra i due è Zapata quello che ha più possibilità”.

La società le ha chiesto un parere sui giocatori in prestito in vista di un possibile riscatto?
“Ho il focus sul preparare una partita, una partita importante, ragiono guardando il campo. Chi mi dà più garanzie gioca, non ragiono su altri aspetti. Io sono un allenatore che ragiona su chi ha a disposizione, credo che l’allenatore lo debba fare. Il mercato o il resto c’è la società e loro devono pensare a fare questo”.

Gineitis sarà da sostituire: potrebbe essere la partita di Prati?
“Può esserlo, sì, Prati non mi deve dimostrare nulla, deve al massimo dimostrarlo a se stesso di essere un giocatore da Toro. Lui si è sempre fatto trovare pronto, sulla scelta di sostituirlo pesa il giallo e in panchina c’era Ilkhan che è meritevole di giocare, io credo che lui debba andare in campo con personalità, deve fare quello step successivo, perché giocare al Toro che è un grande club ti chiama a fare quello”.

Lei ha vissuto momenti iconici: il 4 maggio, la celebrazione di oggi. Ha avuto modo di approfondire certi aspetti che la incuriosivano?
“Io penso che non vedo altri club in Italia che possano avere occasioni così importanti. Quella del 4 maggio è una tragedia, tutti sappiamo cosa è accaduto. Il fatto che a distanza di anni si parli ancora e si dimostri affetto a quella squadra vorrà pur dire qualcosa. Il Grande Torino è come vederlo visto che viene sempre ricordato. Loro non verranno mai dimenticati. Sono fortune anche se è un termine forte perché è una tragedia, ma il Toro può vantarsi di quella squadra come di quella del ’76 che sarà qui sul campo. Quando giochiamo in casa vedo la foto di Radice e me lo bacio, è stato il mio allenatore a Monza e pure un secondo padre, è una persona squisita, come del resto Ruggero e il resto della famiglia. Radice aveva uno spessore umano che poi è la cosa più importante, il rapporto umano è la cosa più importante”.

Roberto D’Aversa

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ultimo aggiornamento: 16-05-2026


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Emil
6 minuti fa

E che deve dire????😀

maxgranata67
maxgranata67
16 minuti fa

In Scozia gli Hearts in maglia granata stanno giocando contro il Celtic Glasgow nell’ultima partita di campionato. Se non perdono vinceranno lo scudetto dopo 66 anni. Sono 40 anni che vincono solo Celtic o Rangers

Berggreen
48 minuti fa

…alla fine maialino….al rientro maialino 🐷.

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