Resta una delle pagine più singolari della storia europea del Torino: venne definito il caso del “doping alla rovescia”
Il Torino arriva alle Canarie con due gol di vantaggio, dopo il 2-0 dell’andata firmato da Toschi nel primo turno di coppa Uefa. Il 27 settembre 1972, però, all’Estadio Insular succede qualcosa che ancora oggi appartiene alla storia più misteriosa del Toro. I granata di Gustavo Giagnoni cedono di schianto (4-0) contro un Las Palmas che parte subito all’assalto: dopo appena cinque minuti Soto porta avanti gli spagnoli, poi al 39’ German raddoppia. Il Torino appare irriconoscibile, lento, incapace di reagire. Nella ripresa Soto firma il 3-0 dopo appena due minuti, German completa la doppietta al 23’ su punizione. Quattro gol e qualificazione sfumata.
La denuncia del Torino
Ma quella partita lascia dietro di sé interrogativi pesantissimi: nei giorni successivi infatti, alcuni giocatori granata accusano uno strano torpore ed una persistente sensazione di stanchezza. Il Torino fa analizzare i reperti biologici e denuncia alla Federcalcio, alla Lega e alla Federazione medici sportivi la presenza di sostanze tranquillanti nel sangue dei giocatori, chiedendo all’Uefa di aprire un’inchiesta. Le analisi vengono riportate dalla stampa dell’epoca come positive a sostanze ipnotiche e tranquillanti, tra cui Luminal e Diazepam.
Non verrà mai chiarito definitivamente chi, come e quando abbia potuto somministrarle. Resta però una delle pagine più singolari della storia europea del Torino: quella che la stampa arrivò a definire il caso del “doping alla rovescia”.
