L’addio al Torino di Belotti non ha privato i granata di un bomber, entrato di diritto nella storia dei grandi attaccanti granata. Il Gallo è infatti ottavo nella classifica all time dei marcatori del Torino. 

Quella del Toro con i suoi bomber è una storia curiosa che vale la pena ricordare. Innanzitutto c’è da dire che tra i primi 10 marcatori della storia, c’è solo un «mezzo» straniero. Infatti, il secondo marcatore della storia del Toro è Julio Libonatti, argentino naturalizzato italiano. Gli altri cannonieri sono tutti prodotti calcistici del Belpaese, a testimoniare il forte legame dei granata con il tricolore. Calciomagazine.net ha analizzato la storia di questi grandi attaccanti che di seguito riportiamo.

Paolino Pulici (172 reti)

Paolino Pulici, ribattezzato Puliciclone da Brera, è l’attaccante più prolifico della storia granata con 172 reti. Al Torino arrivò dal Legnano nel 1967, a 17 anni, e fu inserito in Primavera. Il suo debutto con la maglia granata risale al 1968-69 con Edmondo Fabbri in panchina. In granata rimase 15 anni. Le prime stagioni dell’attaccante nato a Roncello non furono eccezionali. La svolta arrivò con Gustavo Giagnoni in panchina che lo aiutò ad affinare sia dal punto di vista fisico che tattico. Dalla stagione 1972-73, Pulici iniziò a segnare a ripetizione, formando con Graziani un attacco letale, capace di portare a Torino l’ultimo scudetto, quello del 1975-76.
Pulici è ance il secondo primatista di presenze in granata con 437 gettoni dietro a Giorgio Ferrini. 

Paolo Pulici
Paolo Pulici

Julio Libonatti (150 reti)

Julio Libonatti, nato in Argentina da genitori italiani, vanta il primato di reti in campionato con il Torino, ma non in serie A. Va ricordato, infatti, che negli anni in cui giocò Libonatti il campionato italiano subì diverse modifiche. L’italo-argentino giocò dunque un anno in Prima Divisione, tre anni nella Divisione Nazionale e 5 nel campionato di serie A a girone unico. Libonatti arrivò in Italia grazie alla convenzione che consentiva ai figli di italiani di fruire della doppia nazionalità. Curiosamente si può dire che fu il primo Matador della storia del calcio, molto prima di Salas. Quel nome gli venne dato dai tifosi della sua prima squadra, i Newell’s Old Boys. 

In granata rimase dunque nove stagioni, contribuendo alla vittoria di due scudetti, anche se quello della stagione 1926-27 venne revocato per il noto caso di corruzione che si verificò durante il derby del 5 giugno 1927.

Gino Rosetti (144 reti)

Gino Rosetti (anche se tutti lo conoscevano come Rossetti, a causa di u errore all’anagrafe) formò con Balonceri e Libonatti il Trio delle Meraviglie granata degli anni 20. Rosetti non era un attaccante puro, bensì un’ala sinistra, ma questo non gli impedì di diventare un bomber letale. Nella stagione 1928-29 (l’ultima prima della nascita della seria A attuale) Rosetti chiuse il campionato segnando 36 gol in 30 partite e stabilendo il record di marcature in un campionato italiano di massima serie, eguagliato poi da Higuain (in 35 gare nel 2016) e Immobile (in 37 nel 2020). 

La sua prima esperienza in granata durò otto stagioni. Si trasferì poi al Napoli nella stagione 1934-35 per poi tornare al Torino per una fugace apparizione nel 1937-38 dove comunque segnò 4 reti in 9 presenze.

Guglielmo Gabetto (127 reti)

Guglielmo Gabetto ha diviso la sua carriera tra Juventus e Torino ed è uno dei soli tre giocatori (con Alfredo Bodoira e Eugenio Staccione) ad aver vinto lo scudetto con entrambe le squadre. Il Barone, come fu soprannominato per la sua eleganza, era nato proprio nel capoluogo piemontese e fece parte del Grande Torino, perendo nella tragedia di Superga. 

Con la squadra granata vinse 5 scudetti consecutivi e una Coppa Italia. Inoltre, per nove anni consecutivi, tra Juventus e Torino, riuscì ad andare sempre in doppia cifra in campionato.  

Marco Ferante (125 reti)

Marco Ferrante ha segnato un’epoca in granata e non solo per le sue reti. Tra il 1996-97 e il 2003-2004 (con una breve parentesi all’Inter di sei mesi tra il gennaio e il giugno 2001), l’attaccante di origini napoletane incarnò in tutto e per tutto lo spirito granata, al punto di festeggiare mimando le corna del toro le sue reti. Curiosamente, Ferrante è l’unico attaccante della top ten a distribuire i suoi gol in serie A e serie B. In cadetteria vinse anche il titolo di capocannoniere con 26 reti ed è ancora oggi il miglior marcatore della storia granata con 76 reti. 

Marco Ferrante
Marco Ferrante

Valentino Mazzola (123 reti)

Su Valentino Mazzola si potrebbe scrivere tanto e non sarebbe abbastanza. Per qualità calcistiche è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi numeri 10 della storia del calcio. Giocatore totale, ha ricoperto più ruoli proprio grazie alla sua tecnica sopraffina. Eccelleva nel dribbling ed era anche abile nel gioco aereo, ma era dotato anche di grande forza fisica. Celebre rimane la sua prestazione nel derby del 24 ottobre 1948, quando, dopo aver evitato un gol a colpo di sicuro di Boniperti, si proiettò nell’area bianconerea per segnare immediatamente il gol vittoria. 

Probabilmente, se la sua carriera non si fosse interrotta bruscamente a Superga avrebbe stabilito altri record.

Francesco Graziani (122 reti)

L’altro «gemello del gol», Francesco «Ciccio» Graziani, vanta il primato di reti nelle coppe europee con la maglia granata, con 8 gol. Arrivato al Torino nella stagione 1973-74 vi rimase 8 stagioni prima di passare alla Fiorentina. Con Pulici formò una coppia letale, capace di mettere a ferro e fuoco le difese avversarie.   

Andrea Belotti (113 reti)

L’addio traumatico di Andrea Belotti questa estate, non può cancellare ciò che il Gallo ha fatto per i colori granata in sette stagioni. A parte l’ultima, conclusa con 8 reti, Belotti è sempre andato in doppia cifra in campionato in granata. Vanta inoltre il secondo posto dei marcatori all time della serie A a girone unico con 100 reti, dietro solo a Pulici.  

Andrea Belotti
Andrea Belotti

Adolfo Baloncieri (100 reti)

L’ultimo componente del Trio delle Meraviglie èconsiderato uno dei migliori interni della storia italiana. Arrivato al Torino nel 1925, vi rimase 7 anni. Molti lo considerano il primo vero regista del calcio italiano. La verità è che Baloncieri era un calciatore figlio della sua epoca e che, per questo, era in grado di ricoprire più ruoli con la stessa efficacia.

Franco Ossola (85 reti)

La top ten dei marcatori granata è chiusa da un altro giocatore del Grande Torino, Franco Ossola. Arrivato in granata diciottenne, vi rimase fino alla morte, diventando un giocatore fondamentale per la nascita di quella squadra formidabile. Inizialmente relegato in panchina da Pietro Ferraris, riuscì a scavalcarlo nelle gerarchie e a diventare il riferimento dell’attacco, perfetto terminale di una squadra che si muoveva con una precisione assoluta. 


Mondiale in Qatar senza l’Italia ma con gli “italiani” della nostra Serie A

Chi vincerà la Coppa del Mondo? Pronostici dei bookmakers