Investimenti cinesi: pro e contro nel mondo del calcio - Toro.it

Investimenti cinesi: pro e contro nel mondo del calcio

di Redazione - 6 Settembre 2017

Aumenta il flusso di capitali cinesi nel mondo dello sport e soprattutto nel calcio: tra pro e contro, la Cina rivoluziona il pallone anche in Italia

Negli ultimi anni si è scoperto un notevole incremento di investimenti a livello globale nel mondo del calcio. Il fenomeno riguarda in particolare le grandi aziende che sempre più spesso scendono ad accordi tra di loro per acquistare emittenti sportive e società calcistiche, soprattutto per divulgare ulteriormente la loro popolarità ed entrare ufficialmente nel fiorente settore dello sport.

Paesi come la Cina, ad esempio, stanno investendo sempre di più all’estero per cercare di acquisire professionisti quali esperti in management sportivo e allenatori, facilitando, così, soprattutto gli allenamenti dei giovani all’estero, dove vi risiedono strutture decisamente migliori.

Ma gli investimenti principali vedono come protagonisti in particolar modo i calciatori, i cui trasferimenti vengono pagati decisamente di più rispetto al loro reale valore, così come anche i relativi stipendi.

Un esempio di investimento “made in China” è l’acquisizione del Milan AC da parte del gruppo Rossoneri Sport Investment Lux con a capo il presidente Li Yonghong. Cifre astronomiche sono state spese per riformare la maggior parte della rosa rossonera: si calcolano, infatti, circa 190 milioni di euro investiti per far tornare il Diavolo ai vertici del calcio europeo.

Basta pensare ai colpi Bonucci, per il quale sono stati spesi ben 42 milioni di euro e André Silva, passato dal Porto al Milan per 38 milioni di euro. Sono stati inoltre acquistati il terzino Andrea Conti, il trequartista Hakan Calhanoglu, i difensori Musacchio e Rodriguez e i centrocampisti Biglia e Kessié.

La formazione che il club sta costruendo è davvero di tutto rispetto e l’elenco appena fatto dà l’idea del cambio totale di rotta del mercato milanista rispetto alle ultime stagioni, senza tra l’altro dimenticare la rosa delle alternative non titolari. A rendersene conto sono stati anche i bookmaker, che già nelle ultime settimane hanno diminuito ulteriormente la quota del Milan, facendola passare in terza posizione tra le squadre favorite per la conquista dello scudetto (clicca qui per consultare le quote).

Altri investimenti nel calcio provengono soprattutto da grandi aziende e ricchi e facoltosi individui, attratti dagli ingenti movimenti finanziari che caratterizzano il mondo del pallone.

Alcuni esempi sono lo Swansea City, il cui 60% è stato comprato per la cifra di 110 milioni di sterline da un consorzio americano con a capo gli investitori Steve Kaplan e Jason Levien, o l’Everton, venduto per il 49,9% all’iraniano Farhad Moshiri; anche l’Aston Villa di recente, è stato acquistato per 76 milioni di sterline dall’imprenditore cinese Tony Xia, mentre ben il 70% del Crystal Palace è stato aggiudicato per 100 milioni di sterline a un gruppo americano di investitori, guidato dai proprietari della squadra di basket Philadelphia 76ers e di quella di hockey su ghiaccio New Jersey Devils.

Tali importanti investimenti sono stati utili anche per costruire, ampliare e migliorare le strutture sportive, e per questo scopo gli investitori continuano ad esserne attratti: è questo il caso del Tottenham Hotspur, che sta costruendo un nuovo stadio, nel nord di Londra, dalla capacità di 61mila posti, o del Chelsea, impegnato ad ingrandire lo Stamford Bridge.

Tuttavia, tali investimenti, se da una parte migliorano la squadra e sicuramente contribuiscono al suo successo, dall’altra a volte presentano aspetti negativi, come per quanto riguarda il Cardiff, quando i nuovi proprietari stranieri volevano cambiare lo storico colore della squadra da blu a rosso, o il caso dell’Hull City, che ha visto il nuovo presidente Assem Allam al centro di una vera e propria bufera dopo aver comunicato di voler cambiare il centenario nome della società “Hull City AFC” in “Hull Tigers”perlopiù per interessi commerciali. La Football Association riunita in consiglio rifiutò la proposta con una percentuale di voto negativo del 69,9% con grande sollievo da parte della tifoseria della squadra, la quale dichiarò espressamente la propria gratitudine alla lega calcistica inglese per aver mantenuto la tradizione dell’Hull City.

In conclusione, tali investimenti aumentano in modo ingiustificato il valore di alcuni giocatori, a discapito delle squadre di media fascia, le quali non avendo a disposizioni cifre così ingenti, vengono escluse un’ampia fetta di mercato, il quale di questo passo arriverà inesorabilmente ad essere sempre più oneroso.

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McKenzie
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McKenzie

Anche sforzandomi non vedi proprio i PRO…

Immer
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Immer

SI cura mente saranno meglio del peggior presiniente del Torino. Anche un cinese che vende al mercato è meglio del nulla di adesso. Cairo il peggiore di sempre

Vegeta
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Vegeta

Per capire i piani industriali bisogna guardare a 3-5 anni. Una puntata non vuol dire nulla, inoltre sembra che i cinesi abbiano chiuso ad approcci spericolati… il caso milan sarà da valutare un altr’anno quando si capirà se un bluff o meno specie se fuori dalla champion