Cairo risponde a Salvini sulla sicurezza negli stadi: “I club investono già molto”

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Cairo
Urbano Cairo gestures prior to the friendly football match between Torino FC and OGC Nice.

Il presidente del Torino Urbano Cairo ha replicato al Ministro Salvini che aveva dichiarato: “Società destinino parte dell’incasso alle forze dell’ordine”

Non si sono fatte attendere le prime reazioni alla proposta lanciata dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini riguardo all’ordine pubblico negli stadi italiani. Il vicepremier e titolare del Viminale aveva dichiarato ieri, nel corso di una diretta Facebook, di voler inserire un emendamento nel Decreto Legge sulla sicurezza che preveda il versamento di una quota da parte delle società di Serie A, e non solo, per gli oneri legati agli interventi delle forze dell’ordine durante gli eventi sportivi: “Ogni domenica migliaia di unità delle forze dell’ordine sono impegnate a gestire l’ordine pubblico e chi paga? Noi. Chiederemo alle società di calcio di destinare il 5-10% dell’incasso dei biglietti per la gestione dell’ordine pubblico. Non è giusto che siano gli italiani a pagare”.

Sicurezza Stadi, Cairo risponde a Salvini: “I club già investono negli steward”

Il Ministro Salvini aveva poi aggiunto in un post su Facebook: “Queste società hanno un patrimonio sufficiente, possono dare certamente il loro contributo alla sicurezza negli stadi”. Proposta che, come detto, non ha lasciato indifferenti gli addetti ai lavori. Nemmeno il presidente del Torino Urbano Cairo che, a margine del “Festival dello Sport” di Trento ha spiegato: “Posso dire che i club già investono in sicurezza, e non poco, con gli steward. Il Torino incassa durante l’anno circa 5 milioni dalla biglietteria Per la sicurezza paghiamo gli steward, sono costi di servizio che già vanno oltre quella soglia. Vediamo la legge e poi valutiamo”, ha chiosato il patron granata.

Decreto Sicurezza, sugli stadi tentativo già del governo Renzi

Ci aveva provato anche Matteo Renzi, ormai quattro anni fa. L’allora presidente del Consiglio tentò, con una proposta simile a quella di Salvini, di regolamentare la ripartizione delle spese per la sicurezza negli stadi italiani. La bocciatura dei vertici del calcio italiano – le tre leghe principali (A, B e C) e l’allora presidente federale Carlo Tavecchio – era stata immediata e perentoria. Le società non sarebbero state in grado di sostenere gli oneri previsti dall’invito del capo del Governo che prevedeva una percentuale fra l’1 e il 3% sugli incassi del botteghino. Numeri ben inferiori a quelli prospettati da Salvini.

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Roberto (RDS 63)
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Roberto (RDS 63)

I club a quanto sembra investono molto nei pizzaioli…altro che steward