La compagine messicana ha intimato al giocatore di presentarsi nelle strutture del club, altrimenti si andrà per le vie legali

Non sembra avere fine l’intrigo che coinvolge Gaston Silva. Il difensore uruguagio è sospeso tra la volontà di trasferirsi all’Independiente e l’accordo in essere tra il Torino ed il Pumas che aveva portato all’ufficializzazione del suo acquisto sul sito del club messicano. Un cambio di rotta improvviso, quello del terzino mancino, che ha creato un vero e proprio caso internazionale. E così, dopo il duro attacco del Pumas, che minacciava l’apertura di un’azione legale, e la piccata risposta del calciatore – “Decido io dove giocare” – ecco che la vicenda si arricchisce di altri capitoli, decisamente poco piacevoli. Dapprima ecco spuntare una lettera, inviata dall’ex Defensor Sporting direttamente al presidente Cairo. Qualche riga per confermare al patron granata la ferma volontà di proseguire all’Independiente il proprio percorso calcistico e per ribadire quanto già dichiarato: “Non ho mai firmato un contratto di lavoro con il Club Nazionale Università del Messico (il Pumas, ndr). Naturalmente è evidente che non ho intenzione di continuare la mia carriera professionale lì“.

O Argentina o ritorno al Torino, dunque. Ma non finisce qui. Il Pumas ha notificato, nel tardo pomeriggio italiano, un ultimatum a Silva. Il club aspetterà il giocatore ancora per 48 ore: se tra due giorni non dovesse presentarsi nelle strutture del sodalizio messicano, ecco che si procederà per vie legali. Tra le pagine del comunicato emerge chiaramente la posizione della società centroamericana in merito alla questione: si fa chiaro riferimento, infatti, ad un “contratto di trasferimento definitivo firmato tra Club Universitad A.C, Torino F.C e la sua persona (Silva, ndr) in data 23 luglio 2017 e, cosa di maggior importanza, ad un pre-contratto firmato tra il Pumas e la sua persona il 24 luglio 2017”.

Versione alquanto contrastante con quanto dichiarato dal calciatore fino a questo momento. E infatti non si è fatta attendere una nuova risposta del diretto interessato: “Confermo di aver firmato l’accordo del 23 luglio ma, nonostante questo, non erano chiari gli estremi del mio contratto di lavoro. L’accordo ha stabilito la compensazione finanziaria che avrebbe ricevuto il Football Club Torino per il trasferimento, che in nessun modo implica che tra il sottoscritto e il Club dell’Università Nazionale del Messico v’è un contratto di lavoro valido”. Inoltre il giocatore ha diffidato il club messicano dall’assumere un atteggiamento intimidatorio nei confronti del Torino che non ha alcuna responsabilità nella sua decisione ultima, quella di giocare nell’Independiente. Si attendono novità. L’unica certezza è che Silva ha due giorni per evitare l’apertura del procedimento penale. Tra Messico e Argentina, il Torino attende gli sviluppi.


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GrilloParlante
GrilloParlante
4 anni fa

Sembra invece che il citrullo abbia firmato, forse “a sua insaputa” nel senso che non sapeva cosa cazzo stesse firmando. Un vero genio!

marco-ossola71
marco-ossola71
4 anni fa

io tutta questa sicurezza sui cinesi del milan mi fa ridere,non sanno chi è il proprietario,l’unico referente ha chiesto un prestito a un fondo d’investimento di 300 milioni con interessi da cravattari,al fondo del milan non frega niente quindi se non rientra del prestito svenderà società e calciatori per rientrare… Leggi il resto »

Viaggiatore
Viaggiatore
4 anni fa

Non so chi ha ragione, Pumas o Silva ma non mi interessa…
Il punto è l’immobilismo, alla fine pure Paletta ci schifa.

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