La cessione di Benassi aumenta ulteriormente le possibilità di investimento sul calciomercato. Il Torino ha un patrimonio

Non un “tesoretto”, parola oltremodo impiegata nelle ultime sessioni di calciomercato del Torino. Ma un tesoro vero e proprio, che, conti alla mano, è ancora aumentato. La cessione di Marco Benassi ha infatti permesso di accrescere ulteriormente la disponibilità (sulla carta, giacché liquida sarebbe utopistico pensarlo) economica da reinvestire sul mercato in entrata. E i movimenti sono principalmente due: quelli per Rincon e Zapata. Prima di parlare di dati, un dettaglio tecnico non irrilevante: la cessione di Benassi non libera il posto per il venezuelano. Il classe ’94, infatti, non era considerato tra gli elementi a disposizione di Mihajlovic per la mediana a due. Era il jolly, l’ex Livorno, da impiegare sulla trequarti. L’arrivo di Rincon, sempre più vicino (come già si scriveva ieri), è in realtà vincolato da Acquah, che potrebbe salutare Torino entro la fine del mercato. Il bianconero può arrivare anche a breve, ma questo non impedirà al ghanese di lasciare il Toro entro la fine di agosto, con conseguente arrivo di Donsah dal Bologna.

Ma torniamo ai soldi, perché sono proprio quelli a permettere al Toro di chiudere subito per Rincon e di avanzare in maniera decisa per Zapata. Con la cessione di Benassi, il Toro incassa subito altri 10 milioni, che possono diventare fino a 15 complessivi, tenendo conteo dei bonus. A questi 10, si devono sommare i 38,5 per Maksimovic e Peres, i 5 per Martinez, i 4 per Jansson e gli oltre 2 per le cessioni di Alfred Gomis, Chiosa e Tachtsidis, per un totale di quasi 60 milioni (il tutto non considerando quelli per Gaston Silva). A oggi, il Torino ne ha spesi circa 20, tra Lyanco, Falque, Milinkokovic-Savic e Berenguer. Il saldo è di circa 40 milioni, ai quali si potranno presto considerare quelli per la spesa di Rincon (prestito con diritto di riscatto: valore di circa 9 milioni in totale) e quelli per il più che possibile ricavo dalla cessione di Acquah, per una cifra non inferiore ai 9 milioni.

Ma anche senza cedere nessuno, il Toro potrebbe disporre dunque di una cifra di 40 milioni, che renderebbero sicuramente molto agevole l’arrivo non solo del venezuelano, ma anche del colombiano, per il quale la trattativa ha subito un rinnovato vigore in queste ultime ore. Per Zapata, però, occorrono circa 20 milioni, che, in caso di spesa, e senza più nessuna uscita, porterebbero, incluso Rincon, a un saldo di 11 milioni da qui al termine del mercato. Un tesoro, non un tesoretto. Dal quale è lecito aspettarsi molto più che semplici scommesse. Il mercato del Toro, si diceva, è a un punto cruciale. Aspettando subito Rincon, in attesa di sviluppi per Acquah, Donsah e Zapata. Sviluppi importanti, senza alcun dubbio.


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capitanamerica70
capitanamerica70
4 anni fa

Analisi perfetta di sto ultrafamoso tesoretto!Ma Cairo non sarebbe Cairo se i tesoretti non li tenesse invecedi mangiarseli con pareggi a zero!!!!Ma ragazzi anche della Redazione ma vi devo insegnare io che il Presi fa plusvalenze innanzi tutto….e compra a poco o a prestito?E’ vero che ha fatto una promessa… Leggi il resto »

toro 1968
toro 1968
4 anni fa

aldilà del tesoretto…i movimenti del mercato del Toro..li sapremo altrove..non certo su questo sito…che arriva sempre in ritardo

Torello72
Torello72
4 anni fa

20 milioni Zapata non li vale, esagerando 13/15, ma almeno accetterebbe la panchina. Simeone non viene a fare la riserva, assai difficile convincerlo. La partenza di Benassi, voluto da Sinisa, prelude un buon acquisto al centrocampo. Inoltre non dimentichiamo che Sinisa ha firmato solo per 2 anni e potrebbe non… Leggi il resto »

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