Figc, la commissione medica: priorità alla ripartenza della Serie A - Toro.it

Figc, la commissione medica: priorità alla ripartenza della Serie A

di Francesco Vittonetto - 15 Aprile 2020

Il comunicato dopo la riunione della commissione medica della Figc: per prima potrebbe ripartire la Serie A. Ecco le linee guida del protocollo

“E’ previsto si possa prendere in considerazione la possibilità di consigliare una ripartenza a tre velocità: priorità alla Serie A, per poi proseguire con Serie B e Serie C”. Anche di questo si è parlato nell’incontro in teleconferenza della commissione medica della Figc, integrata da un pool di esperti che comprendeva Walter Ricciardi (OMS) e il direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia. Il protocollo che è in via di definizione darà ai club le linee guida per ripartire non appena sarà possibile e di farlo in sicurezza. L’obiettivo ormai è chiaro: finire la stagione, non appena si sarà attenuata l’emergenza coronavirus. Ma attenuata è diverso da sconfitta, e così occorrerà prendere precauzioni stringenti.

Serie A, ritiri blindati e screening

Per prima potrebbe dunque ripartire la Serie A. E lo farà con le accortezze presentate già su queste pagine. “In via preliminare, il lavoro della Commissione raccomanda il ritiro chiuso almeno per il primo periodo di allenamento (modello preparazione estiva), propedeutico alla piena ripresa dell’attività e con la sorveglianza del medico sociale e/o del medico di squadra”, si legge nel comunicato.

Che prosegue: “Il ritiro sarà preceduto da uno screening (72-96 ore prima di iniziare) a cui si dovrà sottoporre tutto il ‘gruppo squadra’. Tali indagini prevedono, oltre all’esecuzione del test molecolare rapido e del test sierologico (con la tipologia che sarà indicata dalle autorità competenti), un’anamnesi accurata, una visita clinica (valutazione degli eventuali sintomi e misurazione della temperatura corporea) ed esami strumentali e del sangue”.

L’individuazione del gruppo squadra e la sanificazione

Per ‘gruppo squadra’ si dovrà intendere quello “formato, oltre che dai calciatori, anche dallo staff tecnico, dai medici, dai fisioterapisti, dai magazzinieri e dal personale più a stretto contatto con i calciatori, che risulti completamente ‘negativo’”.

E infine, la commissione ricorda: “Il luogo per l’allenamento deve essere ovviamente sanificato (intendendo per luogo sia il Centro Sportivo sia le palestre, gli spogliatoi e gli alberghi qualora i club non abbiano una propria sede per il ritiro). Il protocollo poi si incentrerà nella gestione del ritiro con attenzioni specifiche alle varie attività di allenamento e sull’organizzazione per l’impiego delle diverse strutture, compresa la sala medica e fisioterapica”.