Bianchi: “Mazzarri è eccezionale, con lui Belotti farà una miriade di gol” - Toro.it

Bianchi: “Mazzarri è eccezionale, con lui Belotti farà una miriade di gol”

di Francesco Vittonetto - 9 Gennaio 2018

Esclusiva / Rolando Bianchi commenta l’arrivo del tecnico toscano in granata: “Sa tirare fuori il massimo da tutti, anche Ljajic può tornare a rendere al massimo ”

Numero 9 sulle spalle, fascia da capitano al braccio, spirito da combattente. Nei ricordi di molti tifosi granata Rolando Bianchi appare così. 169 presenze a Torino, ma soprattutto quei 77 gol che gli sono valsi un posto nella top ten dei cannonieri granata di tutti i tempi. Un pezzo di storia, insomma. Ma anche un profondo conoscitore di Walter Mazzarri, chiamato a sostituire Sinisa Mihajlovic sulla panchina del Toro. Con il tecnico di San Vincenzo, infatti, l’attaccante di Lovere fece registrare una stagione da record: 18 reti in 37 presenze nella Reggina dei miracoli, partita con un pesante -11 in classifica, ma capace al termine del campionato di conquistarsi la permanenza in Serie A. Questione di feeling.

Rolando Bianchi, Mazzarri è il nuovo allenatore del Toro: i granata si sono messi in buone mani?
Assolutamente sì. Io ho avuto la fortuna di averlo a Reggio Calabria: è veramente un allenatore eccezionale, fa segnare gli attaccanti e sa tirare fuori il massimo da tutti. Sono convinto che farà le fortune del Torino. Io quando ero in granata ho sperato che venisse qua ad allenare ed è stato molto vicino: addirittura lo chiamai per cercare di convincerlo. Per tutto questo sono convinto che il Toro sia nelle mani giuste.

Quali sono i suoi punti di forza?
Ha delle idee di gioco ben precise e quindi la squadra ha delle certezze. E quello vuol dir tanto. Poi lui è molto bravo nel gestire il gruppo. L’unico suo difetto, se possiamo considerarlo tale, è che non sa far vedere agli altri ciò che è veramente. Mi spiego: talvolta non sa trasmettere all’esterno quello che lui realmente è all’interno dello spogliatoio. Ma al di là di questo è davvero un grande allenatore, oltre che una grande persona.

Qual è stata la chiave del suo feeling con Mazzarri in quella stagione a Reggio, nel 2007?
Sicuramente al mister devo dire grazie. Il feeling è nato subito: se un allenatore è capace di far sentire importante un giocatore, allora il giocatore rende al massimo. E lui è bravo in questo: fa rendere al massimo tutti i suoi giocatori. Lì alla Reggina, chiunque giocasse dava il 100%, era un allenatore che ti portava ad esprimerti al meglio. In quella stagione, iniziai con una tripletta al Palermo, poi feci un gol al Cagliari alla seconda. Poi per quattro o cinque partite non andai a segno, lui mi si avvicinò e mi disse: “Rolando, stai tranquillo che il gol arriva”. La domenica dopo ritrovai la rete e da lì non mi son più fermato. Riesce a comprendere i momenti di calo di un giocatore e infondergli fiducia, una cosa che molti allenatori oggi non riescono a fare perché pensano solo al risultato. Lui invece mette la persona davanti ad ogni cosa.

La stagione del Toro è ad un punto di svolta?
Io sono convinto che l’allenatore sia quello giusto. Farà divertire l’ambiente granata e permetterà di uscire dagli alti e bassi che hanno caratterizzato la prima parte della stagione del Torino.

Facciamo un passo indietro: secondo lei, dove si è realizzato il fallimento di Mihajlovic?
Io non sono nello spogliatoio e non posso dare un giudizio, ma sicuramente una squadra come il Toro, costruito con investimenti importanti non può permettersi questi continui alti e bassi. Poi il fattore scatenante può anche essere ricercato in qualche uscita fuori luogo da parte dell’allenatore in determinate situazioni che ha convinto la società a fare questo tipo di scelta, dura ma necessaria. Come detto, comunque, io Mihajlovic non lo conosco e non posso dare giudizi.

Una sorpresa ed una delusione di questo Toro.
Iago Falque mi ha sorpreso tantissimo. Mi aspetto qualcosa in più da Ljajic: sono convinto che sia un giocatore fenomenale e credo che con Mazzarri possa tornare a rendere al massimo. Ha delle qualità tecniche che pochi hanno deve solo convincersi di questo ed essere più continuo.

Niang sembra avere ritrovato condizione e voglia nelle ultime uscite: che idea si è fatto dell’attaccante senegalese?
Primo cambio che ha fatto Mazzarri, sebbene forzato: l’ha messo punta centrale. Io non lo vedevo attaccante esterno nel 4-3-3 e l’ho sempre detto. Per me è più una seconda punta perché è prestante fisicamente, ma fa più fatica a difender palla. Però ha delle qualità importanti ed è veloce.

Riguardo a Belotti, invece: l’arrivo di Mazzarri può aiutare il Gallo a ritrovare la via del gol?
Io sono convinto che Belotti nel girone di ritorno farà una miriade di gol perché Mazzarri sa sfruttare al massimo le caratteristiche degli attaccanti. Ma è bravo anche a far divertire i difensori perché gioca con la linea molto alta, in modo aggressivo: un gioco coordinato, ma offensivo, non lento, macchinoso (e noioso) come alcuni allenatori facevano vedere.

Nel presente e nel futuro del Toro c’è Walter Mazzarri, ma nel presente e nel futuro di Rolando Bianchi che cosa c’è?
Sinceramente mi piacerebbe giocare, ne ho tanta voglia e sto bene fisicamente. Poi il mondo del calcio è un po’ particolare e se vedrò che non riuscirò a trovare la soluzione giusta allora farò altri tipi di ragionamenti. Ho già iniziato il corso allenatori e mi piacerebbe iniziare questa carriera, ma lo farò solo quando avrò deciso di appendere gli scarpini al chiodo. E non è ancora arrivato il momento perché ho talmente tanta voglia di giocare che non me la sento proprio. Poi se a gennaio non arriverà la proposta giusta, allora inizierò un altro percorso.

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