El Kaddouri, intervista esclusiva sul Torino e su Ventura: i retroscena

El Kaddouri: “Le botte di Ventura, i miei errori da ragazzo: Toro, che nostalgia”

di Francesco Vittonetto - 14 Aprile 2020

Esclusiva / Omar El Kaddouri si racconta a 360°: dalla gioia del San Mames all’addio del 2015. “Maxi Lopez il più forte. E che rapporto con Ventura…”

Il nostro appuntamento è alle 15.30, ora italiana. Omar El Kaddouri ci risponde dieci minuti dopo: “Scusi il ritardo, stavo finendo di allenarmi”. Salonicco è un’ora avanti per fuso orario, ma anche lì il tempo procede con i ritmi incerti del lockdown. L’ex giocatore del Torino – in granata dal 2013 al 2015 – è il numero 7 del PAOK. Ma un pezzo di vita, letteralmente, l’ha lasciato in Italia: “Mia moglie e i bambini sono tornati lì dieci giorni prima che scoppiasse l’epidemia: ora sono bloccati. Per fortuna stanno bene”. Solo comunicazioni a distanza. E tanta incertezza, anche sul fronte calcistico: “Qui in Grecia vogliono finire il campionato. E’ possibile che già a fine aprile torneremo ad allenarci tutti assieme”.

Prima della sospensione della Serie A il suo Toro non stava andando bene. Se lo aspettava?
Sinceramente no. Anche vedendo il valore dei giocatori uno per uno: è una squadra da sesto, settimo posto. Hanno avuto una striscia di risultati negativi che ha influito sul morale della squadra e dell’ambiente. Chi gioca a calcio sa che non è facile uscire da queste situazioni.

A inizio anno la squadra ha fatto i preliminari di Europa League, uscendo prima dei gironi. Lei invece nel 2014 segnò il rigore decisivo per la qualificazione alla fase finale, contro lo Spalato…
All’inizio di quella stagione (2014/2015, ndr) facemmo molta fatica, anche perché avevamo iniziato molto presto. Non eravamo tutti abituati a questi ritmi. Ma alla fine ci siamo ripresi e abbiamo fatto un campionato positivo. E in Europa League per poco non facevamo un miracolo, eliminando lo Zenit. Sarebbe stato straordinario.

I ricordi di El Kaddouri: “Bilbao, il derby, le nostre imprese”

Partiamo coi ricordi, allora. La sua prima stagione in granata: ultima giornata, Cerci sbaglia il rigore della qualificazione contro la Fiorentina, ma poi vi ripescano poche settimane dopo.
Dopo la partita a Firenze c’era un silenzio incredibile nello spogliatoio. Avevamo avuto un’occasione unica, ma il calcio è bello perché è così. Io poi ho saputo del ripescaggio quando ero dai miei genitori in Belgio: è stata una gioia immensa.

Stagione successiva: il Toro va a Bilbao e vince. Quella notte lì?
E’ il momento migliore che ho vissuto coi granata. Già in casa avevamo fatto una buonissima partita, finita 2-2, ma nessuno pensava che avremmo potuto qualificarci al San Mames. C’erano tantissimi tifosi del Toro. Noi abbiamo fatto la partita perfetta, contro una squadra che giocava un bel calcio in Spagna. Un’impresa che porto nel cuore. Anche per il ritorno a Torino, con i tifosi che ci aspettavano all’aeroporto.

Due mesi dopo, il 26 aprile, vincete il derby dopo vent’anni.
E’ stata una cosa importante soprattutto per i tifosi. Poi gli anni prima avevamo subito qualche decisione arbitrale controversa, una delle quali mi vedeva coinvolto (il fallo di Pirlo nel finale di Juventus-Torino 1-0, febbraio 2014, ndr). Alla fine ci siamo riusciti.

13 aprile 2014-2020: sei anni da Torino-Genoa 2-1

Oggi, 13 aprile 2020, sono sei anni da un’altra partita memorabile dei tuoi anni granata: Torino-Genoa 2-1, in rimonta, nel recupero. Emozione?
L’hanno fatta vedere qualche giorno fa su Sky e l’ho guardata tutta. Partita molto brutta, giocammo davvero male. Ma gli ultimi cinque minuti… anche a rivederla ho avuto i brividi. Noi ci giocavamo l’Europa, era fine stagione: bisognava vincere, anche se contro il Genoa di Gasperini non era mai facile. Prendiamo gol alla fine e poi ribaltiamo tutto in due minuti e mezzo, esultando sotto la curva. Bellissimo.

Un gol e un assist dell’avventura al Torino di El Kaddouri.
C’è l’assist di Bilbao per Darmian, certo. Ma a me piace ricordare quello a Immobile in Torino-Livorno 3-1. Il gol? Quello del momentaneo 1-1 a Marassi contro il Genoa, su punizione (il video).

E ora tre allenatori: Ventura, Mazzarri e Longo.
Ventura è stato importantissimo per la mia carriera. Quando sono arrivato a Torino era la prima esperienza vera per me in Serie A. Durante la preparazione facevo un po’ di fatica, ma lui ha sempre creduto in me. Era un martello: ogni volta che abbassavo la guardia era dietro di me a incavolarsi. Era quello che mi serviva. Ancora ogni tanto lo sento, c’era un buonissimo rapporto tra noi due. Mazzarri l’ho avuto al Napoli, ero molto giovane, arrivavo lì dal Brescia, in una squadra che in attacco aveva Hamsik, Cavani, Pandev. Mi ha dato la possibilità di mettermi in mostra. A gennaio volevo andare a giocare in prestito, avevo fatto una presenza fino a quel punto, ma lui ha insistito perché restassi e alla fine di presenze ne ha fatte dodici. Mi stimava. Longo? I ragazzi della Primavera che venivano ad allenarsi con noi dicevano che era un buonissimo allenatore. Lo dimostrò allora e spero lo dimostri anche adesso al Toro.

Chi zittiva nel 2014? “Errori da ragazzo”. E quel ritorno sfiorato nel 2016…

Marzo 2014, Torino-Cagliari: la partita finisce 2-1, lei esulta con il dito davanti alla bocca (il video). Chi voleva zittire?
Avevo giocato un brutto primo tempo, perdendo tanti palloni e sentivo lo stadio fischiare un po’. A quell’età lì ero senza esperienza e a ripensarci adesso credo sia stata una cavolata. Ma meglio sbagliare allora, da ragazzi, che adesso. In ogni caso quello nulla cambia dell’amore che ancora provo per il Toro e la sua gente.

Si sente ancora con qualcuno dei suoi ex compagni?
Un paio di mesi fa Basha ha riaperto il gruppo che avevamo su Whatsapp. Ci sentiamo ancora tutti, avevamo uno spogliatoio straordinario. Poi proprio Basha ha giocato qui all’Aris (altra squadra di Salonicco, ndr) e ci vedevamo una volta a settimana, anche con le famiglie.

Grande gruppo. Allora ci racconti un aneddoto.
Dopo il derby vinto, io e Glik stavamo esultando in mezzo al campo e io gli dico urlando: “Dai Kamil che stasera si festeggia”. Tre giorni dopo avevamo la partita contro il Palermo. Mister Ventura mi ha sentito e ha iniziato a picchiarmi, mi sa che si è anche visto in tv da qualche parte. (Sì, si è visto: il video, ndr).

El Kaddouri e le accuse di Farnerud: la sua verità

Un episodio ora lo rievochiamo noi: Farnerud, suo compagno in granata, la accusò di avergli rotto di nuovo il crociato in allenamento, dicendo che da allora non vi parlate più. Ci vuole raccontare la sua versione?
Sono onesto, avevo allora anche pensato di mettere un post sui social. Ma non sarebbe servito. Quell’anno Farnerud era tornato da poco da un infortunio al crociato e in un contrasto con me in allenamento si è rifatto male. Potete chiedere a ogni giocatore che ha giocato con me se sono uno aggressivo, diranno tutti il contrario. Anzi, di solito io sono quello che le prende. E’ stato uno scontro sfortunato, io mi sono sentito malissimo: gli ho mandato subito un messaggio di scuse, mi dispiaceva un sacco perché anche con lui avevo un ottimo rapporto, parlava francese. Non mi ha mai risposto. Non è stata nemmeno una scivolata, eravamo entrambi in piedi, io ho messo la gamba e il suo ginocchio ha ceduto. Anche avessi voluto fargli davvero male non ci sarei riuscito, lui sa che non l’ha fatto apposta, mi dispiace che abbia detto quelle cose sui giornali.

Il più forte e il più divertente tra i suoi compagni al Torino?
A me piaceva tanto Maxi Lopez, perché è un attaccante che sa fare tutto e giocare vicino a lui era un piacere. Ma è impossibile non citare Ciro (Immobile, ndr). Molinaro invece mi faceva ridere tanto. E poi Bruno Peres, lui il più pazzo in assoluto.

“Del Toro ho nostalgia: ecco perché non sono rimasto nel 2015”

Nel 2015 il Toro non l’ha riscattata dal Napoli, fu anche una sua scelta. Ce la può spiegare?
Anche lì, scelte sbagliate di un ragazzo, il Torino non c’entrava. Ero convinto di essere pronto per fare un salto di qualità al Napoli, ma ancora non lo ero. Certo i due anni successivi per me sono stati importanti, ho imparato tanto dai compagni e da Sarri. Ma a posteriori dico: avrei dovuto rimanere al Toro, perché lì stavo bene e così anche la mia famiglia.

Nel gennaio 2016 a Torino tornò Immobile e si parlò anche di un suo possibile ritorno. Quanto fu vicino?
Avevo parlato con Ventura, mi aveva detto che se avessi voluto sarei potuto tornare. Io volevo tornare al Toro perché in azzurro con Sarri giocavo ma non con continuità. Ci ho provato in tutti i modi, ma il Napoli non voleva assolutamente farmi partire perché ero la prima riserva di Callejon. Fu un dispiacere per me e anche per mia moglie, che è innamoratissima di Torino.

Negli ultimi due anni è stato vicino all’Italia, ci provò il Parma, a gennaio invece il Lecce. E in futuro?
Qua al PAOK ho ancora un anno di contratto, devo vedere con la società cosa fare. Questi sono stati anni difficili per me, ho avuto tanti infortuni da quando sono arrivato qua, non mi era mai successo. Una maledizione. In estate bisognerà vedere, ovvio che l’Italia mi manca: mia moglie è italiana, i miei bambini sono nati lì. Dopo il Marocco e il Belgio è il mio terzo Paese. Tornare al Toro? E’ difficile, ma sarebbe una cosa bellissima. Perché a Torino ho vissuto forse i momenti migliori della carriera.

Quindi, in sostanza, se ripensa al Toro cosa prova?
Nostalgia. Dello spogliatoio che avevamo, dello stadio. Sono stati due anni ricchissimi e mi sono divertito tanto sul campo.

Omar El Kaddouri
Omar El Kaddouri

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sparpacello
sparpacello
7 mesi fa

Ventura con tutte le sue imperfezioni ha saputo rilanciare il Torino,prima riportandoci in serie A e poi contribuendo al processo di crescita. Il suo ciclo al Toro era semplicemente finito

davidone5
davidone5
7 mesi fa
Reply to  sparpacello

Esatto, l’ultimo anno ha avuto la colpa di non essersi accorto che andava ricostruita la squadra per almeno l 80% perché molti giocatori non erano più giovani e non avevano più stimoli.

granata13
granata13
7 mesi fa

Ho sempre pensato che le nostre fortune di quegli anni debbano essere attribuite a ventura, maestro di calcio con ragazzi ancora da sgrezzare..ma il suo ego insopportabile e il suo modo di”raccontare”il Toro non mi è mai piaciuto e testimonia il fatto che lui del Toro abbia mai capito una… Leggi il resto »

davidone5
davidone5
7 mesi fa
Reply to  granata13

È vero che ha avuto degli atteggiamenti un po’ sopra le righe ma perché lui ha sempre anteposto il bene della squadra, dello spogliatoio e, di conseguenza della società, a tutto il resto. Comunque ha chiesto anche scusa per certi atteggiamenti che nella società di oggi nel mondo è difficile… Leggi il resto »

granata13
granata13
7 mesi fa
Reply to  davidone5

Si si..da apprezzare le scuse..però anche solo pensare di dire delle idiozie come”noi arr8viamo da cittadella “..capisco anche che sono parole da contestualizzare..ma non si possono dire a una società e tifoseria come la nostra..non è accettzbime..è ho fatto solo un esempio dei tanti..poi ripeto, d accordissimo che dobbiamo a… Leggi il resto »

davidone5
davidone5
7 mesi fa

Mi sembra ci sia poco da aggiungere a quanto ricordato da El Kaddouri, in quel periodo, nonostante cairo, c’erano tutte le componenti necessarie affinchè le cose andassero bene, ed andavano bene. Non dobbiamo ricordare solo l’ultimo anno di Ventura ed a suffragio di ciò dico che basti pensare anche a… Leggi il resto »