“Torino città granata. E Mazzarri è un direttore d’orchestra”

Da radiocronista, tra l’altro, lei ha vissuto il derby vinto dopo vent’anni dal Torino. A proposito di emozioni forti, no?
Lo ricordo bene. Vincere un derby con la Juventus è difficilissimo. Conosco Torino, ci sono state molte volte, ed è fondamentalmente una città granata. Il tifoso del Toro ha dovuto lottare in tutti questi anni contro la superiorità organizzativa ed economica della Juventus e immagino ovviamente quanto sia complicato. Ma anche quanto sia forte l’attesa di un derby o la soddisfazione di battere i bianconeri.

Che idea si è fatto della presidenza di Urbano Cairo?
Il Torino ha attraversato gestioni complicate. Ma del resto è il calcio stesso ad essere diventato più complicato, sempre più business e fatto da società-azienda. Cairo è un editore serio, che ha conquistato fette di mercato importanti. Credo sia un innamorato del Toro, come lo sono stati del resto altri presidenti che però hanno avuto meno fortuna. È difficile creare una grande squadra, essere competitivi in Italia e in Europa. Il Torino è riuscito a conservare i giocatori più importanti, come Belotti ma non solo. Altre società, penso all’Atalanta, hanno dovuto cedere anche quest’anno alcuni dei loro pezzi più pregiati. Il Toro sta cercando di costruire attorno ai suoi campioni un futuro, un progetto. Non è facile e sono convinto che possa fare meglio di quanto ha mostrato finora in queste prime giornate di campionato, ma credo che i tifosi granata debbano essere grati a Cairo.

Il capitolo finale del suo “Radiogol” è un’intervista impossibile al suo amato Giacomo Puccini, che parte dalle analogie che sussistono secondo lei tra calcio e musica. Ecco, Walter Mazzarri e Andrea Belotti che parti sarebbero dell’orchestra?
Prima di scrivere quell’intervista, che è anche un omaggio a Guido Ceronetti, specialista del genere, ho immaginato che i giocatori fossero come le note. Allora Mazzarri sarebbe certamente il direttore d’orchestra, mentre Belotti il La maggiore, che è la nota sulla quale si accordano tutti gli strumenti: è il punto di riferimento. WM dirige una partitura che ancora non ha espresso le melodie che i suoi tifosi si attendono, ma sono convinto che alla fine il Toro si piazzerà bene e si toglierà qualche soddisfazione.


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