Antonino Asta, intervista su Torino-Juventus: "La partita per risollevarsi"

Asta: “Il derby la partita giusta per risollevarsi. Ma ora tocca ai leader”

di Francesco Vittonetto - 2 Novembre 2019

Esclusiva / Antonino Asta parla a poche ore dal derby Torino-Juventus: “La situazione del Toro non è ancora drammatica. Ma oggi serve la svolta”

“Il momento è adesso”. Perché adesso c’è il derby, ovvero l’occasione che il Torino dovrà sfruttare al meglio per risollevarsi dal periodo più nero della gestione Mazzarri. È il pensiero di Antonino Asta, ex capitano da 128 presenze in granata, che nel giorno della stracittadina contro la Juventus fa il punto sul momento della squadra in esclusiva a Toro.it. E prova a dettare la sua ricetta per svoltare: “Responsabilizzare i giocatori”.

Asta: “Devono venir fuori gli uomini prima dei calciatori”

Asta, che effetto le fa vedere un Toro così?
In questo momento credo che nessuno di quelli che seguono il Toro si aspettasse una squadra così. Più che altro a colpire in negativo sono le prestazioni: la classifica si può mettere a posto; non è quello che preoccupa i tifosi, quanto lo è piuttosto vedere una squadra che non fa bene da tante partite. Se fai bene, e magari perdi per mille motivi, c’è la prestazione e lo sai. Quando non c’è, invece, è preoccupante.

Oggi c’è il derby: è la partita peggiore o può essere quella giusta per svoltare?
Io propendo per la seconda ipotesi. Hai perso tante partite, hai quasi toccato il fondo… dopo delle prestazioni ‘no’ ben venga una partita diversa dalle altre. Come dicevo prima, se arriva una buona prestazione, al di là del risultato, ricominci perché scatta una molla.

Cairo lo ha fatto intendere: per lui, prima di Mazzarri, i responsabili di questo momento sono i giocatori. Ma un cambio in panchina potrebbe rimotivarli?
Questo è una situazione ricorrente nel calcio. Anche io ho vissuto sulla mia pelle una fase di esonero: anche se secondo te stai facendo bene, e parlo da allenatore, venti giocatori in un colpo non li puoi cambiare. È un dato di fatto. Cairo comunque ha dato un grande attestato di stima a Mazzarri, e se dice questo vuol dire che ha davvero il termometro dello spogliatoio. Ha capito che il problema non è il tecnico. Appurato questo è necessario responsabilizzare i giocatori. Quando si vince sono tutti bravi, ma adesso devono venire fuori i leader. Devono venir fuori gli uomini prima dei calciatori. È una giusta responsabilità che a un certo punto la proprietà deve dare all’intera società.

E il Torino ha, secondo lei, quel tipo di giocatori?
Sì. Se pensiamo che l’organico è esattamente lo stesso dello scorso anno, con l’aggiunta dei soli Verdi e Laxalt, e nella passata stagione ha fatto un campionato straordinario, ma poi ha anche battuto l’Atalanta non certo tanto tempo fa, ha tenuto botta col Napoli… insomma, è un momento no, che però sta diventando anche troppo no a livello di tempistiche. Però basta una scintilla perché il Toro riesca a riprendere il suo cammino. E venendo ai giocatori ne ha di grande esperienza: penso a Sirigu, De Silvestri, Rincon, Ansaldi, Belotti, anche se giovane.

“La situazione del Torino non è ancora drammatica”

Da giocatore (e allenatore) lei ne avrà vissuti tanti di momenti così…
E come no? Anche di più (ride, ndr). Nell’arco di tanti campionati ne vivi molti di momenti così, è abbastanza normale. Voglio un po’ pensare che quella del Toro di adesso non sia una situazione drammatica; sta incominciando ad essere preoccupante, quello sì, ma non ancora drammatica. È logico che non c’è bisogno di arrivare a essere disperati per ribaltare la situazione, anche perché poi diventerebbe difficile: si è ancora ad un punto dove ci si può risollevare, ma il momento è adesso. Già nel derby bisogna far vedere cose diverse.

In una fase critica come questa, i problemi e le critiche affiorano copiose. Come quelle legate al Filadelfia, oggettivamente troppo spesso chiuso ai tifosi. Che idea si è fatto?
Ci sono piazze e piazze, tifosi e tifosi. Io parlo da persona che ha vissuto il Toro: so che questa squadra e i suoi tifosi sono diversi dagli altri. A volte è un prendere e lasciare quando si indossa questa maglia. Dare più spazio al tifoso, cercare di unirlo ai giocatori anche in un momento difficile come questo può essere una soluzione. Basta che da parte delle persone ci sia la volontà di caricare la squadra e non di polemizzare, perché altrimenti non servirebbe a nessuno. Potrebbe essere anche giusto ora far capire che: “tifosi, abbiamo ancora più bisogno di voi”.

Esulando, in chiusura, dalla stracittadina ormai imminente: da ex allenatore della Primavera, come ha visto il Toro di Sesia?
Sesia è un buon allenatore, ha lavorato anche in prime squadre. Può essere un calo fisiologico, ma si parla comunque di una rosa che ha al suo interno giocatori importanti. Penso a Rauti, che era richiesto da mezza Serie C, a Onisa in mezzo al campo, a Singo e Buongiorno. È logico che poi devono crescere anche gli altri, ma non è che parte da zero. Non si parla di una Primavera allo sbando. È un momento, anche in questo caso, così e così. Ha perso delle partite malamente, certo, ma a parte a Genova contro la Samp nelle altre avrebbe meritato qualcosa di più. C’è ancora tanto tempo, sono convinto che alla fine i valori verranno fuori.

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Denis-Joe
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Denis-Joe

Presidente, è arrivato il momento di passare la mano.

E’ il titolo dell’articolo postato oggi su ToroNews da Vincenzo Chiarizia. Consiglio la lettura e i numerosi insulti che ha collezionato dai procairo.
Link:
https://www.toronews.net/columnist/presidente-e-arrivato-il-momento-di-passare-la-mano/

jerry
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jerry

Sarò un tifoso atipico ma sono talmente stufo che d’ora in poi preferirei perdere tutti i derby ma avere una squadra decente che mi dia altre soddisfazioni, tanto quei marcioni fanno quello che vogliono lo stesso, è ora di smetterla di pensare solo alla stracittadina che tanto si perde quasi… Leggi il resto »

Ultrà
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Ultrà

atipico? Non è esaurita nemmeno la Curva Primavera…

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Comincio a pensare che il girone di ritorno dello scorso campionato abbia in realtà fatto più danni che altro, dandoci l’illusione di essere una “squadra” forte e competitiva. In realtà i buoni risultati ottenuti erano figli di una difesa che godeva dello straordinario stato di forma di almeno 3 elementi… Leggi il resto »

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Ovvio che in questo caso però
il traghettatore ci vuole…

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Ultrà

Perdonami, oggi faccio fatica a sopportarmi da solo…per ricapitolare ci vuole un traghettatore che li faccia tornare a correre…poi prendiamo un allenatore che faccia giocare a palla nell’ordine Baselli Lukic Meitè Rincon…ci credi veramante?…dai su…va bene non vivere di ricordi…ma non alimentiamo false aspettative…torniamo ad illuderci…

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Anche io ho preso la mazzarrite e sono un po’ in confusione mentale: allenatore-traghettatore per quest’anno che deve arrivare fino in fondo con il materiale che ha o magari con un centrocampista buono a gennaio se si trova, poi Di Francesco il prossimo anno con i ‘ritocchi’ che riterrà opportuni… Leggi il resto »