Lentini al Gran Galà: “Quella Coppa il mio più grande rimpianto sportivo”

di Francesco Vittonetto - 27 Aprile 2017

Al Teatro Nuovo era presente anche il talentuoso attaccante del Toro di Mondonico: tra Coppa Uefa, Mondonico e ricordi di un gruppo unico

I capelli sono ancora lunghi, come quando scorrazzava sulla fascia saltando in scioltezza le difese avversarie. La classe, Gianluigi Lentini non l’ha dimenticata. Al Gran Galà Granata c’era anche lui e subito la mente è tornata a quella finale, persa più per destino avverso che per demeriti sul campo. L’estroso ex attaccante non ha dubbi: “La partita con l’Ajax, quella Coppa Uefa persa ad un passo dal traguardo è senza dubbio il mio rimpianto sportivo più grande. L’aria schiva si scioglie nel corso della serata e, chiamato sul palco insieme con Casagrande e Martin Vazquez, Gigi ha ricordato gli anni in granata. Lui, rispetto ai due ex compagni, il Toro lo ha nel sangue: “Io sono nato e cresciuto nel Toro e del Toro: questa cosa, questa passione non potrà mai andare via”.

Una stagione, quella della cavalcata in Uefa, che lo incensò come uno dei più talentuosi giocatori del panorama mondiale. In estate, poi, arrivò il passaggio al Milan. Una cessione contestata e accolta con molta rabbia dai tifosi, che vedevano in lui un figlio del Filadelfia pronto a giurare amore eterno. La platea, però, lo ha perdonato da tempo e l’abbraccio riservatogli ieri sera, fin dall’arrivo in teatro, è lì a dimostrarlo. Una carriera, quella di Lentini, che era pronta ad esplodere definitivamente, ma sul più bello arrivò la notte del 2 agosto 1993: “Quell’incidente ha cambiato tutto. Arrivò proprio nel momento in cui ero un grandissimo giocatore: non ho avuto più la forza e la voglia di tornare ad alti livelli”.

Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata
Gran Gala Granata

Sul palco, poi, si uniscono gli altri compagni e, soprattutto, mister Mondonico. Un rapporto speciale tra i due, fatto di tanti battibecchi, ma anche di un confronto sano e costante. “Lentini giocava spesso davanti a me – ha ricordato il Mondo – e lo richiamavo spesso tanto che a volte lui si girava e mi diceva: “Mister, entri lei a giocare”. Io rispondevo “Magari!”, ma la cosa finiva lì, non c’erano rancori”. Qualche sregolatezza fuori dal campo, ma con gli scarpini ai piedi grande serietà: Gigi si allenava benissimo, ci metto la mano sul fuoco”. Poi tornano gli aneddoti, gli episodi da spogliatoio. Bruno ha ricordato: “Prima della semifinale contro il Real al Bernabeu eravamo tutti concentrati in spogliatoio. A un certo punto sento il rumore di un phon e vado a vedere: era Lentini che si piastrava i capelli. Prima di una semifinale di Coppa Uefa!”. Risate, sorrisi, di un gruppo unito, di grande carattere: un Toro bello e vincente a cui solo la sfortuna ha negato il premio sul campo.

più nuovi più vecchi
Notificami
primaveravatta
Utente
primaveravatta

Di quelli che ho visto giocare il più forte di tutti (alla pari con Junior). Incontenibile già da quando giocava in primavera. Un miscuglio esplosivo di struttura fisica possente, agilità, estro e voglia di divertirsi.

Essilapal
Utente
Essilapal

Ho provato ad odiarti quando sei andato al Milan: non ci sono riuscito. Anche col la maglia rossonera eri granata e tifavo per te. Sei partito ma non sei mai andato via dal Toro. E il destino l’ha confermato.

X