Mandorlini: “Iturbe sa essere devastante, Mihajlovic l’ideale per scuoterlo”

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Esclusiva / Intervista ad Andrea Mandorlini, tecnico che ha lanciato Iturbe nel calcio italiano: “Mi rivedo in Mihajlovic, Iturbe può tornare quello di Verona”

Mandorlini, Juan Manuel Iturbe si è ufficialmente un giocatore del Toro: quanto crescerà il potenziale offensivo della squadra di Mihajlovic?
Sono molto contento della scelta che ha fatto, conosco bene Juan e posso dire che si tratta di un ragazzo dolce e sensibile ma allo stesso tempo forte caratterialmente. Per la sua velocità a Verona tutti lo chiamavano il “motorino”.  Con un allenatore preparato e di temperamento come Mihajlovic, potrà tornare su quei livelli e dare un grosso contributo alla squadra, se lo merita.

Ritiene che nel tridente del Toro qualcuno ora debba temere di perdere la titolarità? L’attacco ora è ancora più ricco.
Dovrà conquistarsi il posto come chiunque altro, i tre attaccanti del Torino stanno facendo tutti bene e quindi la concorrenza sarà agguerrita. Sia Ljajic che Falque sono giocatori di alto livello che si stanno oltretutto esprimendo al meglio. Le capacità gestionali di Mihajlovic saranno importanti: in certe caratteristiche mi rivedo in lui, quindi anche per Iturbe questo sarà sicuramente un bene, ha bisogno di allenatori di questo tipo e di avvertire la fiducia.

Nella stagione 2013-2014 sotto la sua gestione l’Hellas Verona fece la bellezza di 54 punti: quanto fu importante il contributo di Iturbe in quella cavalcata?
Direi che fu determinante, con il nostro tipo di gioco fatto soprattutto di ripartenze Iturbe era semplicemente devastante: si muoveva bene anche nello stretto, ma negli spazi aperti era davvero incontenibile. Lo feci esordire a Torino in casa della Juventus. Il suo contributo aiutò molto anche Luca Toni, che in quella stagione segnò tantissimo. Erano una coppia che si completava a meraviglia e il campo lo ha dimostrato.

CAMPO, 4.1.17, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, amichevole, TORINO-MONZA, nella foto: Juan Manuel Iturbe
CAMPO, 4.1.17, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, amichevole, TORINO-MONZA, nella foto: Juan Manuel Iturbe

Poi il passaggio alla Roma, in cui non riuscì a ripetersi a quei livelli: si è chiesto il perché di questo calo così brusco nella qualità delle sue prestazioni?
Difficile trovare la spiegazione più giusta. Anche alla Roma ci sono state alcune prestazione all’altezza, ma la attese effettivamente erano maggiori. Potrebbe aver pesato la cifra altissima per cui si è trasferito nella capitale, oppure il fatto che il gioco di Garcia non sempre gli consentiva di esprimere al massimo le sue caratteristiche. Anche in Inghilterra le cose non sono andate per il meglio, Juan a mio avviso è capace di esprimersi anche negli spazi stretti, ma è chiaramente a campo aperto che può diventare devastante. Credo che il Toro sia la scelta più giusta che potesse compiere in questo momento della sua carriera.

Dopo i grandi traguardi raggiunti alla guida dell’Hellas Verona, che programmi si è posto? Allenare all’estero è un qualcosa che la intriga?
Non precludo nulla, anche con alcune società estere ci sono stati dei contatti che però non sono sfociati in nulla di più concreto. Mi rammarica il fatto che nonostante i tanti traguardi prestigiosi raggiunti in carriera sia necessario un anno sabbatico. Tornerei in pista subito, ma ci vuole la giusta opportunità. Mi auguro arrivi presto.

32 Commenti

  1. Allora mettiamola così si è bruciato da solo metà Italia, al massimo può allenare da Roma in su’ e come si dice “chi è causa dei suoi mali pianga se stesso”, ora sta un po li e aspetta la prima società del centro-nord in difficoltà e se nel frattempo non dice più stronzate lo chiamerà.

  2. A me la storia di Mandorlini lasciato a casa perché allenatore scomodo non convince affatto. Non allena da quattro mesi, mica da quattro anni, e l’anno scorso si è classificato ventesimo su venti squadre. Capita eh. Poi puó essere che qualche squadra del sud ci pensi due volte prima di chiamare un allenatore che ha insultato i meridionali più volte, ma come darle torto?

    • Però, di questi “cerchi magici” ne parlano in tanti. Che chi è in un certo giro fa carriera e chi non lo è resta al palo. Chi lo sa!
      E’ certamente vero che alcune squadre fanno molto affidamento sull’immagine. Ad esempio Juve e Milan. Si vocifera che Sarri, prima di andare al Napoli, è stato in trattativa con il Milan. E che una delle richieste fu che non doveva andare in tuta in panca. Perché in quel momento rappresenta l’immagine della Società in campo. Berlusconi si incazzò con Allegri perché era perennemente spettinato. Il giorno dopo, come per magia, si tagliò i capelli come Cristo comanda. Una volta, invece, Balotelli venne multato dal Milan perché fece un’intervista post-partita vestito da gangsta-rapper. Da quel momento, sempre vestito con la divisa sociale.
      Secondo me, gente come Sarri o come Mazzarri, per dire due dal lamento cronico, alla Juve non andranno mai.
      Gente strana, in giro ce n’è. Ritchie Blackmore, ad esempio, licenziò dai Rainbow il cantante Graham Bonnet perché non gli piaceva il suo taglio di capelli. Forse, anche nel calcio c’è gente che ancora la pensa così. Vabbè, sta cosa centra una beneamata minchia. Era per rendere l’idea! 😀

  3. Avrebbe tutto per essermi antipatico, però, non so perchè, non mi riesce a considerarlo tale. “Ti amo terrone” in effetti è una scompisciante, ma soprattutto autoironica, canzone degli Skiantos. I veronesi la cantano a scopo goliardico/offensivo, ma dovrebbero sentirsela propria come un autoritratto. Ma si sa che lingua batte ecc ecc. Un celebre, tritastudenti, professore di diritto, anche, e non a caso, agrario, uno che aveva popolato tante notte insonni di tanti candidati allo sputtanamento in sede di esame, Enzo Ferrero, cioè uno dei cognomi torinesi e vecellesi per antonomasia, si riferiva a noi italiani, quindi anche a se stesso, con un “noi terroni “, facedndo rientrare in pratica tutti coloro che sono da Trieste in giù, per citare un altro classico del cantautorato bolognese.
    Tornando a Mandorlini e alle sue varie, ruffiane o non ruffiane, pisciate fuori dal vaso ( compresa un’intervista in stato etilico concessa a Vinitaly ), forse non lo vorrei mai veramente da noi, però è uno dei pochi ad aver detto che ” sarebbe ora che un il figlio del Filadelfia tornasse a casa “. Ed era settembre 2015, con Ventura ancora saldo: almeno lì non fu ruffiano.

  4. @RDS TM. Ieri ho lanciato la notizia dell’interesse del Toro per Capradossi, parlandone a lungo nell’articolo su Faragò. Una notizia, però, mi è sfuggita. Nelle varie Nazionali Under ha già messo insieme una cinquantina di presenze e 4 reti

    • Quelle cose un po’ populiste, che possono compiacere i tifosi del Verona, Kurtz.
      Il coro “ti voglio bene terrone!”, per sfottere la Salernitana battuta ai play-off. Odio verso Livorno perché città comunista (edulcorando e sintetizzando al massimo il concetto). A Nocera, prima della partita con la Nocerina, un bambino gli offrì in dono una maglietta con scritto “Benvenuto al Sud!”. Lui la intese come una presa in giro e mandò via il bimbo in malo modo. Il pubblico lo fischiò e rispose per le rime. Perse la partita, 3-1 se non ricordo male, e puoi ben immaginare cosa accadde dopo con i “tribuni” sopra di lui

      • Grazie per le precisazioni. Mah secondo il mio modesto pensiero un professionista, in qualsiasi campo, dovrebbe essere giudicato in base ai risultati e non in base ad opinioni politiche. Un allenatore del Toro che ricordo con grande simpatia, Eugenio Fascetti, ebbe una carriera limitata perchè aveva la lingua un po’ sciolta. Ricordo ancora adesso con divertimento il siparietto anti juve che fece prendendo in giro un noto pennivendolo sedicente giornalista gobbo dell’epoca, un tale Forcolin. Il quale, molto modestamente, mandai a cagare anche io durante una trasmissione di una TV locale.

  5. @Zappology
    Sono completamente d’accordo, probabilmente Mandorlini paga le affermazioni fatte in passato ( di pessimo gusto aggiungo) ma i risultati parlano per lui. Per gli altri innesti probabilmente si andrà nel mercato estivo per comprare un centrocampista e un difensore forte ( visti anche i costi ) e magari si affideranno su giovani di belle speranze ( per me scelta condivisibile, d’altronde che avrebbe dato credito ai vari Gagliardini, Conti, Kessie considerando la loro esperienza…?). Fidiamoci di Miha e di quelli di cui lui si fida 😉

  6. Io sono fiducioso che mihajlovic sapra’ rigenerare soprattutto la testa di Iturbe che si è un po’ smarrito dopo la stagione di Verona. Certo nella Roma era un po chiuso ed al Toro potrebbe avere l’ opportunità di tornare a buoni livelli. Non ho capito l’ìoperazione che mi pare sia un prestito con diritto di riscatto e non obbligo. Forse a Giugno e’ un cambio di figurine con B.Peres senza giro di denaro, visto che la cifra che ho sentito mi pare la stessa che la Roma deve scucire obbligatoriamente per Brunone. FORZA TORO

  7. Effettivamente, mi domando come sia possibile che nessuna squadra abbia pensato a Mandorlini. Un buon, se non ottimo, allenatore per squadre di un certo livello. Triplete con il Cluj (non Steaua o Dinamo Bucarest) in Romania, lo stesso anno dell’Inter (me cojoni!!). Ricordo una promozione con l’Atalanta. Ha preso il Verona, sottolineo il Verona, a metà classifica in Lega Pro e in poco meno di quattro anni l’ha portato alle soglie dell’Europa. Ha valorizzato e lanciato una miriade di calciatori ignoti, rivalutandone allo stesso tempo altri sul viale del tramonto. Voglio dire, senza essere frainteso, ma se si incensa il lavoro pur ottimo di Ventura, non vedo perché non si dovrebbe parlare anche di lui. Non è polemica, sia chiaro.
    Il motivo posso certo immaginarlo. Dopo le polemiche legate alle affermazioni di dubbio gusto su Salernitana, Livorno e Nocerina, è un personaggio scomodo. Effettivamente, non è un mostro di simpatia. Però bisognerebbe giudicarlo in base ai risultati sul campo. Chissenefrega se poi la pensa in un certo modo. Mica è un nazista! Evidentemente, è uscito dal giro deciso e comandato da qualche lobby “sindacalista” e perbenista del kaiser.
    Su Iturbe…beh se non lo sa lui. Cambio di qualità, tecnico e tattico che può fare estremamente comodo. Abbiamo giocatori, come Iago Falqué, Zappacosta o Barreca, veloci ma non velocissimi. Lui, invece, è velocissimo e in ripartenza, quando siamo pressati e schiacciati, magari in situazioni di vantaggio nei secondi tempi, ti spacca in due il campo.
    Su difesa e centrocampo, non mi resta che aspettare. Se fiducioso o meno, non lo so. Come più volte scritto nei giorni scorsi, a costo di risultar noioso, ripeto che il problema è talmente palese da non poter essere ignorato. O semplicemente risolto con il Daprelà o il Bruce Harper di turno. Devo fidarmi di Mihajlovic!