Interviste / Patricio Hernandez ha parlato del suo passato a tinte granata per poi rilasciare delle dichiarazioni sul Toro attuale

Patricio Hernandez, soprannominato “Pato”, dopo tanti anni dall’Argentina è tornato a Torino con la moglie Viviana per trascorrere delle vacanze. L’ex centrocampista classe 1956 conosce molto bene il capoluogo piemontese avendo giocato nel Toro dal 1982 al 1984 quando dopo due stagioni all’ombra della Mole si trasferì all’Ascoli. Per di più il suo biglietto da visita per i tifosi granata fu una rete segnata al suo esordio in Italia nel match contro l’Avellino. Hernandez ha ripercorso la sua parentesi al Toro, per fare poi un salto dal passato al presente e infine uno sguardo al futuro del club granata rivelando anche quello che secondo lui deve essere ogni anno l’obiettivo stagionale del Toro.

Patricio, il tornare in Italia, per essere più precisi a Torino, dopo tanto tempo quali ricordi le ha rievocato in merito al periodo in cui ha giocato nel Toro?

“Ricordi felicissimi perché mi ero trasferito al Toro, proprio nel posto dove volevo. La terra di Don Bosco e la terra di Sivori, dove il mio idolo ha fatto delle cose fantastiche. Per quello mi sono innamorato di Torino, del Toro in particolare. Inoltre a Torino è anche nata mia figlia che ha proprio le caratteristiche dei piemontesi. È straordinaria nella puntualità, nel lavoro e in tantissime altre cose. Ricordo la sua infanzia, la Curva Maratona, i tifosi del Toro molto appassionati e così sono molto felice di essere a Torino, di essere in Piemonte. In questi giorni andrò a trovare qualche mio amico al cimitero, andrò a Superga alla lapide del Grande Torino. Anche io dall’Argentina posso dire che sono un vecchio cuore granata”.

Al suo esordio con addosso la maglia granata nel match contro l’Avellino lei sigla una delle quattro reti

”Di quella partita ho un ricordo bellissimo per tanti motivi. Il primo è perché per 5 mesi giocai pochissime partite. Era il 1982, stavo preparando la Coppa del Mondo con l’Argentina e avevo tantissima voglia di giocare una partita di 90 minuti e di fare il primo gol in Italia. Il secondo motivo era quello di iniziare al meglio la mia esperienza al Toro perché avevo voluto fortemente vestire la maglia granata e volevo iniziare con il piede giusto”.

Che ricordi ha dei suoi ex compagni al Toro? C’è qualcuno con il quale ha mantenuto i contatti?

“Sì, con Terraneo sono ancora vivi i contatti. È venuto a trovarmi anche in Argentina e siamo stati molto insieme. Anche con il mister Bersellini, che era una persona davvero stupenda, ci sentivamo e ci scambiavamo gli auguri di Natale. Anche con Caso e Beruatto ho continuato avere rapporti”.

Passiamo a parlare del Toro attuale. I granata, dopo un buon avvio di campionato, sono reduci da tre sconfitte consecutive. Cosa deve fare la squadra di Juric per uscire dal periodo buio che sta attraversando?

“Come in tutte le squadre del mondo bisogna essere uniti: dirigenti, giocatori e i tifosi, che sono i più importanti. Tutte e tre queste figure devono essere tranquille, solo così si può uscire da una situazione difficile”.

Dopo la partita contro l’Empoli il Torino affronterà la Juve. Lei come viveva i giorni prima del derby della Mole?

“Come dei giorni molto importanti. Nei due anni in cui ho vestito la maglia del Toro io e i miei compagni sapevamo sempre che avremmo affrontato una squadra fortissima per di più Campione d’Italia, ma eravamo consapevoli che potevamo vincere la partita e così è stato perché un derby stavamo perdendo 0-2 e poi abbiamo vinto 3-2. Soprattutto sapevamo che per i tifosi era una partita molto particolare e quindi volevamo vincere anche per loro”.

Secondo lei per i granata quale deve essere l’obiettivo stagionale?

“Per i granata l’obiettivo deve sempre essere quello di non perdere la filosofia storica del Toro. Perché il Toro ha un’identità ma ci sono tre risultati: si può vincere, perdere o pareggiare. Però, con quella fedeltà per la maglia, il tifoso del Toro sarà sempre orgoglioso dei suoi giocatori al di là del risultato”.

Pato Hernandez
Pato Hernandez
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ultimo aggiornamento: 04-10-2022


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Alberto Fava ( Gigi Marengo for President ).
Alberto Fava ( Gigi Marengo for President ).
1 mese fa

Mancino, calzettoni spesso giu e dribbling ubriacante.
Lo ricordo bene, il nostro Pato.

Lewishenry - #conCairononmiabbono (neancheasky)
Lewishenry - #conCairononmiabbono (neancheasky)
1 mese fa

A chi lo dici, altri tempi

rokko110768
rokko110768
1 mese fa

Quel Toro con Hernandez era davvero il Toro, buona squadra (sarebbe stata meglio qualche anno dopo con Radice nei primi suoi 2 anni del ritorno) e perfetta per carattere e grinta. Non mollavano mai ed Hernandez il suo lo fece ed anche bene. Bella l’amiciza con Terraneo, che per me… Leggi il resto »

Cup
Cup
1 mese fa

Arrivò con l’appellativo di “riserva di Maradona”, e noi speravamo fosse davvero fortissimo, anche se non era così male. Dopo due anni andò ad Ascoli dive dopo la retrocessione gli avvelenarono il cane: dell’Italia deve essergli rimasto solo un buon ricordo a metà.

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