Ecco chi sale e chi scende dopo la terza giornata di campionato, che ha visto il Torino uscire sconfitto dalla sfida casalinga con il Lecce
Ci risiamo. Ci si stava appena riprendendo dalla delusione dell’eliminazione europea grazie alle due vittorie in campionato ma proprio sul più bello, quando all’orizzonte si vedeva la luce di una partita facile sulla carta e di un primato a punteggio pieno che non si assaporava da oltre quarant’anni, ecco materializzarsi la delusione più cocente.mAncora una volta la sosta ha scaricato mentalmente i granata (ma non sono stati i reduci dalle rispettive nazionali a tradire) e non è servita per studiare e provare nuove opzioni di gioco al fine di scardinare il fortino di una squadra che si giocava le proprie chance mettendo quasi tutti i giocatori dietro la linea della palla per poi ripartire velocemente.
Inutile sottolineare ancora quanto la difesa vista all’opera in queste prime uscite non abbia niente a che fare con quella dello scorso campionato, quanto pesino in questo reparto l’assenza di N’Koulou e l’esperienza di Moretti e quanto, come dice Mazzarri, molti titolari sembravano i fratelli scarsi dei giocatori visti contro l’Atalanta. Un passo indietro notevole che ancora una volta ridimensiona i risultati precedenti e l’effettivo valore della rosa e deprime l’ambiente. Mazzarri si è giustamente preso le colpe (ma poteva fare altrimenti?) per non aver motivato adeguatamente la squadra così come testimoniato dai numeri impietosi riguardanti l’enormità di passaggi sbagliati a cui corrisponde una carenza di palloni recuperati.
Tuttavia anche lo scorso anno si sono registrate partite simili per cui forse prima che le scuse divengano una spiacevole consuetudine bisognerebbe dimostrare di essere più versatili anche con i fatti: saper proporre più moduli non è sinonimo di capacità di variazione di gioco se il pallone transita sempre orizzontalmente e l’unica alternativa ai gol da palla inattiva è rappresentata dai cross dalle fasce. E anche nella scelta degli uomini da mettere in campo non si è certo dato un esempio di poliedricità o applicazione tattica mandando in campo gli stessi giocatori della partita precedente solo perché si era vinto. Ogni avversario ed ogni partita fa storia a sé, l’unica cosa che non cambia, finora, è la triste ripetitività di certi bruschi risvegli che non arrivano tanto per caso o per meriti altrui quanto piuttosto per demeriti propri.
Torino-Lecce: gli stabili
BELOTTI il capitano è sempre l’ultimo a mollare, sigla l’ottavo gol stagionale, è infallibile dal dischetto, firma un assist intelligente per Berenguer sotto porta, un gol ed un paio di possibili rigori non concessi ma l’arbitro non è stato l’unico a svantaggiarlo lunedì…
ZAZA al rientro dopo l’infortunio, probabilmente il suo minutaggio è stato dosato anche per questo ma si rivela in forma ed il suo ingresso vivacizza l’attacco. Sarebbe stato più opportuno che partisse dall’inizio per poi avvicendarlo, semmai, con Verdi.
IZZO dopo la convincente prova in Nazionale un’ulteriore conferma nonostante la sconfitta e i due gol subiti. Anche lui è autore di qualche sbavatura ma è straordinario in recupero in area su Babacar e sempre affidabile in anticipo.
Torino-Lecce: chi scende
SIRIGU nel primo tempo si scontra con Izzo e Lapadula avendone la peggio tanto che in via precauzionale Rosati inizia a prepararsi. Resta in campo e respinge in modo non impeccabile le conclusioni di Falco e Calderoni che portano ai gol leccesi ma salva su Babacar.
BASELLI sottotono. Non riesce a svolgere le mansioni di jolly e, dopo un buon avvio nel quale intercetta Majer e rilancia, si perde nella ripresa. Autore di qualche buon lancio ma non preciso come due settimane prima sui calci piazzati.
MEITE’ le qualità le ha e le dimostra quando effettua un ottimo filtrante in area per Berenguer e ogniqualvolta si attacca il pallone ai piedi ed è difficile sradicarglielo. Ma questa semmai è un’aggravante poiché non le sfrutta ed è lento e poco incline al sacrificio.
BONIFAZI insufficiente la prova del giovane difensore che registra un passo indietro rispetto alle precedenti uscite. Qualche buona lettura e relativa chiusura delle linee di passaggio avversarie ma sbaglia disimpegni ed è poco reattivo su Mancosu.
DE SILVESTRI alla centesima con la maglia del Torino, ne indovina davvero poche. Si fa vedere costantemente in avanti nel primo tempo ma è sempre ben controllato da Calderoni e non riesce a crossare. Sbaglia un’incornata di testa e sembra uno dei fratelli scarsi di cui parlava Mazzarri.
RINCON stesso discorso per il venezuelano ben al di sotto dei suoi recenti standard. Se i granata sono molli, perdono tanti palloni e non ne recuperano abbastanza lui è uno dei maggiori responsabili.
AINA dalle sue parti si gioca poco, per fortuna. Il nigeriano è poco ispirato, a tratti inutilmente lezioso ed affatto concreto: diversi i passaggi sbagliati, anche pericolosamente, i palloni persi e i cross sballati. Ansaldi è tutt’altra cosa.
DJIDJI non è tutta colpa sua ma diviene il capro espiatorio di una sconfitta che ha altri padri. Lui fa quel che può chiudendo bene su Lapadula e intercettando qualche pallone pericoloso ma esagera quando pensa di essere Beckenbauer uscendo in disimpegno palla al piede e sbagliando grossolanamente.
Torino-Lecce: i nuovi
VERDI (ri)debutta ad una ventina di minuti dalla fine e non fa in tempo a trovare la posizione che i granata tornano in svantaggio. Così sente ancora maggiori responsabilità e nel tentativo di strafare sbaglia diversi palloni. Ha davanti a sé un compito arduo.
è stata solo una partita storta,punto.
Deluso e incredulo sono le 2 parole che meglio esprimono il mio stato d’animo… hanno avuto due settimane per preparare la partita, arrivavano da una vittoria esaltante a Bergamo, gran parte degli infermieria è vuota, giocavano per andare in testa alla classifica….e porcozzzio…. giocano una partita inguardabile?!?!? Questi non hanno… Leggi il resto »
Buon per te che te ne sei perse diverse allora.
Nell’articolo e’ stato dimenticato un giudizio su Berenguer,forse perche’ in campo e’ scomparso,