Il cambio di passo

di Franco Ossola - 22 Novembre 2016

Torna “Ieri, oggi e domani”, la rubrica curata da Franco Ossola: il cambio passo del Toro di Mihajlovic e una speranza per il futuro

Vorticosi pensieri per noi granata, per noi che al Toro vogliamo bene. L’oggi è così affascinante che quasi ci scordiamo di godercelo, di assaporarlo appieno. Per quella incredibile e misteriosa tendenza al rovello stiamo già proiettandoci sul mercato estivo immaginando fughe in ogni dove (ci fosse un pianeta colonizzato magari anche lì) dei nostri giocatori più bravi. Barreca da una parte, Belotti dall’altra, Benassi di qui, Baselli di là in un gioco infinito di rincorse che non hanno né costrutto né senso, anticipazioni surreali. L’irrequietezza dei nostri animi, usi a sperimentare le esperienze e, consentitemelo, le fregatura più incredibili, a cavallo di spazi ondeggianti fra sogno e realtà, incubo e esaltazione, sembra ci impedisca di essere presenti, scusando il bisticcio, al presente.

In questa dimensione strampalata, per noi tipica, la crescita di alcuni giovani nostri giocatori assume, man mano che con sempre maggior vigore si concretizza, più i contorni di uno scenario da temere che uno, al contrario, da godere nella sua pienezza. La squadra gira, gioca bene, mostra i segni di un affiatamento a dir poco strabiliante, assistiamo da qualche tempo a partite degne di tal nome ed ecco che, insaziabili insofferenti, già lanciamo lo sguardo oltre la siepe del tempo, come se quello che accade ora e qui fosse trascurabile. Fantasticare ipotesi di continuo ridimensionamento è lecito, viste le anche recenti storie, ma lo è altrettanto ipotizzare un’inversione di tendenza, un cambio di passo, un salto di tonalità che porti le belle e chiare note di questo Torino, schiumante e frizzante, su un registro ancora più alto.

CAMPO, 5.11.16, Torino, stadio Comunale Grande Torino, 12.a giornata di Serie A, TORINO-CAGLIARI, nella foto: Antonio Barreca e Andrea Belotti
CAMPO, 5.11.16, Torino, stadio Comunale Grande Torino, 12.a giornata di Serie A, TORINO-CAGLIARI, nella foto: Antonio Barreca e Andrea Belotti

Per certi versi l’atteggiamento è comprensibile, ma, come sta accadendo da qualche stagione, l’approdo a porti di classifica sempre più sicuri autorizza ad abbracciare anche percorsi futuri diversi. Per esempio, che la dirigenza granata, consapevole del fatto che la squadra, anno dopo anno pur nelle sue mutevoli articolazioni, ha ormai acquisito da tempo una sua connotazione gagliarda, per convincimento e acquisita consapevolezza delle proprie possibilità, si senta alla fine pronta ad assecondare in modo ulteriore questa crescita di carattere.

Un cambio di passo definitivo e audace che da tempo – la presidenza Cairo ha toccato il decennio – la tifoseria più appassionata e ragionata, non quella polemica, sta invocando. Il ritornello è uno e solo: teniamoci il meglio e attorno aggiungiamoci il resto. E se per tenerci il meglio occorre saltare al di là di barriere che fin qui han retto, ma che alla resa dei conti costringono e tarpano, ebbene che il volo spicchi una buona volta.

Non è ricetta di alchimia o pratica affidata alla buona sorte, ma un sapiente governo delle forze già acquisite e delle potenzialità già incamerate che vanno trattenute, alle quali andare ad aggiungere quella fermezza e quel coraggio manageriale e finanziario necessari per dare piena corposità a un’impresa, in questo caso a una squadra completa, per tutti temibile, ambiziosa.

cairo
CAMPO, 11.9.16, Bergamo, stadio Atleti Azzurri d’Italia, 3.a giornta di Serie A, ATALANTA-TORINO, nella foto: Sinisa Mihajlovic e Urbano Cairo

La storia insegna in modo chiaro che due sono le strade: la casualità che accompagna circostanze favorevoli improvvisamente alleate e quindi vincenti (vengono alla mente il Cagliari, il Verona), oppure il paziente intessere di un filo capace stagione dopo stagione di cementare una ragnatela vincente, in grado cioè cioè di imprigionare l’avversario, quale esso sia, è di conseguenza cogliere la vittoria. Se ad oggi chi, fra i granata, più ha meritato pare essere “costretto” a dire addio alla maglia, tempo è giunto affinché non sia più così, indipendentemente da come le cose si presenteranno alla fine di questo torneo.

Il 3 dicembre il Torino compirà 110 anni, come regalo di compleanno si merita davvero la promessa, l’impegno di un cambio di passo definitivo.

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Torello72
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Torello72

Su Simunovic per fortuna che ci siamo accorti delle sue reali condizioni fisiche. Tra l’altro non abbiam detto che non lo prendevamo, ma giustamente volevamo legare il suo acquisto ad un tot di presenze in campo….son gl’altri che si sono tirati indietro dopo che avevamo scoperto il pacco nascosto. Siam… Leggi il resto »

MozziniCaporale
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MozziniCaporale

Un saluto ai fratelli granata. Mi sono appena iscritto per commentare il nostro Toro. Il cambio di passo dipenderà molto dall’esito del campionato. Se dovessimo andare in Europa entrerebbe un bel po’ di soldi tra diritti di lega e Uefa. L’immagine sarebbe vincente e forse molti dei nostri pezzi grossi… Leggi il resto »

mi piace la bionda
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mi piace la bionda

ciao e benvenuto 🙂

Poeta del gol
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Poeta del gol

Ok, ma il mancato acquisto di Simunovic nasconde una querelle che non conosciamo. E se veramente gli scozzesi avessero giocato sporco? Se l’avessimo preso e si fosse rotto, sai le critiche che sarebbero piovute? Già abbiamo fatto una scommessa (ripagata) su Castan, due forse sarebbero state troppe. E comunque sono… Leggi il resto »

Torello77
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Torello77

Poeta io non posso credere che un abilissimo uomo d’affari, in grado di comprare il gruppo RCS, possa fare delle sciocchezze del genere, se non consapevolmente. Tutto ciò che è successo durante le ultime ore di mercato poteva succedere qualche giorno prima e si sarebbe comunque trovato un buon giocatore… Leggi il resto »