Aguilera diventò presto uno dei protagonisti della squadra di Mondonico: velocità, imprevedibilità e qualità le sue armi migliori

Un metro e sessantadue di altezza, ed una quantità decisamente superiore di talento. Carlos Alberto Aguilera, per tutti Pato (l’anatroccolo), arriva dal calcio uruguaiano con la fama di attaccante rapido, tecnico e imprevedibile. È già un nome importante della Celeste: ha vinto la Copa América nel 1983 e sarà convocato per due Mondiali, quello del 1986 e quello del 1990. Ma è in Italia che il suo nome diventa familiare anche a chi non ha lo mai visto giocare nel calcio sudamericano.
 
Nel 1989 sbarca infatti al Genoa e diventa immediatamente un idolo della Gradinata Nord. Tre stagioni, gol, velocità, assist e soprattutto quella capacità di trasformare ogni pallone in un problema per le difese. Il punto più alto arriva nella Coppa Uefa 1991-92: Aguilera segna otto volte in nove partite e firma una doppietta storica ad Anfield, nel 2-1 con cui il Genoa batte il Liverpool.

L’arrivo al Torino

Poi, nell’estate del 1992, cambia maglia. Destinazione Torino.
 
Il presidente Borsano lo consegna a Mondonico, che lo inserisce immediatamente al centro dello scacchiere d’attacco granata al fianco di Walter Casagrande. Pato è un attaccante con le caratteristiche perfette per quel calcio e per quella squadra: rapido, brevilineo, capace di muoversi tra le linee e di attaccare gli spazi.

La prima stagione è quella della vittoria della Coppa Italia 1992-93, conquistata in una doppia finale contro la Roma dopo una cavalcata che passa anche dalla semifinale contro la Juventus. Aguilera segna, corre, inventa e diventa uno dei protagonisti di quella squadra. Al suo primo anno sotto la Mole mette a segno 16 reti totali (12 in campionato, 3 in coppa Italia ed 1 in coppa Uefa).
 
In granata rimane anche nella stagione successiva, ma trova meno spazio e il suo rendimento cala: in campionato gioca appena sei partite senza segnare. Nel 1994 torna in Uruguay, al Peñarol, la squadra del cuore, dove chiuderà la carriera dopo aver aggiunto altri titoli alla propria collezione.
 
Con il Torino sono 54 presenze e 17 gol, più una Coppa Italia. Numeri che raccontano solo una parte della storia. Aguilera era uno di quei giocatori che lasciavano qualcosa, anche quando il tabellino non se ne accorgeva; un’accelerazione, un dribbling, un movimento improvviso. Un piccolo grande attaccante, passato anche dal Toro.


 

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ultimo aggiornamento: 21-09-2026


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2 Commenti
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notu
5 ore fa

Se li avesse Abate, lui e Casagrande, uno starebbe in panca.

Berggreen
1 ora fa
Reply to  notu

🤣🤣 è proprio vero ..

19 settembre 1991: da Reykjavik alla finale di Amsterdam, la cavalcata europea comincia qui