Valentino Mazzola: il Capitano del Grande Torino diventato Leggenda

di Fabio Milano - 26 Gennaio 2019

Cento anni fa, il 26 gennaio del 1919, nasceva a Cassano D’Adda Valentino Mazzola, l’indimenticabile capitano del Grande Torino

Il Capitano per antonomasia, quello con la “C” maiuscola. Valentino Mazzola non è stato soltanto un grandissimo giocatore e non è stato neppure soltanto il numero 10 per eccellenza nell’intera leggenda granata. Il giocatore simbolo del Grande Torino è stato soprattutto il mito fra i miti. Tanti i gesti passati alla storia: fra tutti quello che allo stadio Filadelfia, il suo stadio, diventava una consuetudine. Se il Grande Torino andava sotto, capitan Valentino tirava su le maniche: così nacque l’altro mito, quello del quarto d’ora granata, in cui la squadra ribaltava il risultato e vinceva.

Valentino Mazzola: da Cassano d’Adda al Torino

Nato a Cassano d’Adda il 26 gennaio del 1919 (esattamente 100 anni fa), inizia a giocare giovanissimo nella squadra dell’Alfa Romeo, azienda che gli garantirà anche un impiego, oltre al posto in squadra. All’inizio del 1939, Valentino parte per il servizio militare in marina a Venezia, dove viene notato dai dirigenti locali ed acquistato per cinquantamila lire nel 1940.

Nel Venezia gioca tre stagioni ad alto livello, conquistando la coppa Italia nella stagione 1940/41 e venendo notato da quel grandissimo scopritore di talenti che era l’allora presidente granata Ferruccio Novo, che acquista Mazzola dai lagunari (assieme al compagno Ezio Loik) per la stratosferica cifra di un milione e 300 mila lire, somma ritenuta quasi scandalosa all’epoca ma che permise al Venezia di risanare molti dei propri debiti sportivi.

Valentino Mazzola: il capitano del Grande Torino

Di quel Torino, che sarebbe ben presto diventato il Grande Torino, divenne simbolo e Capitano, vera e propria icona di una delle più grandi squadre mai apparse al mondo, perita in blocco il 4 maggio 1949 nello schianto contro il terrapieno della basilica di Superga.

Mezzala sinistra dotata di tecnica sopraffina, straordinaria resistenza fisica e sorprendente fiuto del gol, in granata Valentino vinse – dribblando anche la guerra – cinque scudetti consecutivi, collezionando 195 gettoni e 118 gol.

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Giankjc (La tragedia non è morire, ma dimenticare.)
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Giankjc (La tragedia non è morire, ma dimenticare.)

Bisognerebbe tirarsi su le maniche come facevi tu e gli Invicibili.
Purtroppo questi sono più pratici nel tirarsi giù le braghe.

Non sempre gli esempi più onorevoli vengono seguiti, purtroppo.

ExIgneFaxArdetNova
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ExIgneFaxArdetNova

Noi non dimentichiamo.

gix
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gix

auguri CAPITANO