Frosinone, senza Longo classifica invariata: ma con Baroni due vittorie importanti

di Francesco Vittonetto - 6 Marzo 2019

Il punto sul Frosinone, prossimo avversario del Torino di Mazzarri: con Baroni vittorie a Bologna e Genova, ma i ciociari sono a secco di successi allo “Stirpe”

Via Moreno Longo dentro Marco Baroni. Alla sedicesima giornata di Serie A, il Frosinone ha fatto la sua scelta per svoltare. L’ex allenatore del Torino Primavera aveva lasciato la squadra al penultimo posto in classifica, con un solo successo accumulato fino a quel momento; nella medesima posizione la ritroverà Mazzarri, nella sfida di domenica 10 marzo alle ore 15. I ciociari sono infatti diciannovesimi, a meno uno dal Bologna e a meno cinque dall’Empoli, punto di riferimento per la zona salvezza. Una montagna da scalare, per l’ex tecnico del Benevento. Che dal suo arrivo nel Lazio ha però colto alcuni successi importanti: vittoria proprio a Bologna per 4-0 – che costò la panchina a Inzaghi – e a Genova, sponda Sampdoria, per 1-0.

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Due successi fondamentali, giunti a cavallo tra gennaio e febbraio, che si uniscono ai tre pareggi e alle cinque sconfitte della gestione Baroni. Il Frosinone arriva alla sfida contro il Torino reduce dall’ottimo pari guadagnato ancora a Marassi, questa volta contro il Genoa: “Partita attenta e punto fondamentale”, ha commentato l’allenatore di Firenze nel dopogara.

Che può recriminare, invece, per la precedente sconfitta interna contro la Roma: in quell’occasione il suo Frosinone giunse ad un passo dall’impresa, solo un gol di Dzeko a tempo praticamente scaduto condannò i suoi al k.o.

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All’andata, il Torino faticò e non poco per ottenere il successo: alla fine decise un gol di Berenguer, dopo che i granata erano passati dal 2-0 firmato Rincon e Baselli ad un clamoroso 2-2. Ci sarà da sudare, insomma. E questo nonostante i frusinati siano a secco di vittorie tra le mura amiche. Fin qui, allo “Stirpe”, sono arrivati infatti cinque pari e sette sconfitte in dodici gare.

Dal punto di vista tattico, Baroni ha prediletto fin qui il 3-5-2: due esterni mobili – a proposito, contro il Genoa si è rivisto dal primo minuto l’ex granata Molinaro -, un centrocampo arricchito a gennaio dall’inventiva di Viviani (pericoloso anche sui calci piazzati), ma nel quale mancherà lo squalificato Cassata, e un attacco nel quale si alternano Pinamonti e Ciofani al fianco di Ciano. Senza dimenticare il nuovo arrivato Trotta, fin qui però poco impiegato.