Le parole dell’allenatore del Torino Roberto D’Aversa dopo il derby della Mole contro la Juventus: la conferenza stampa
Il tecnico del Torino Roberto D’Aversa ha analizzato la prestazione del suo Toro nel Derby della Mole contro la Juventus che ha chiuso il campionato di Serie A 2025/26: “Per come si era messa, è come se avessimo vinto. È stata una partita d’amore nei confronti del nostro popolo e dei tifosi del Torino nei confronti della squadra. Quello che è successo fuori dallo stadio, purtroppo, è dovuto a un problema culturale sul quale dobbiamo migliorare sotto tutti i punti di vista, perché non è possibile che una tifoseria possa decidere di non far giocare una partita. Questo, purtroppo, è un problema culturale che ci portiamo avanti da tempo, perché il derby è bello viverlo con le proprie famiglie. Stasera c’erano mia moglie e i miei figli e non devo avere la preoccupazione che possa succedere qualcosa, ma soltanto quella di vincere o perdere la partita e magari accettare anche lo sfottò, perché fa parte del bello del derby. Questo però è un problema più culturale che esclusivamente legato al calcio”.
Sul futuro: “La soddisfazione per quello che abbiamo raggiunto c’è. Come ho detto al presidente la settimana scorsa: sono riconoscente a lui e al direttore per avermi chiamato e avermi dato la possibilità di allenare un grande club. Poi se quanto abbiamo fatto possa bastare non lo so, perché ci siamo gettati nel lavoro per arrivare a oggi e decidere poi in seguito”.
La conferenza stampa
“Nel primo tempo non abbiamo fatto benissimo, specie nell’episodio del gol. Poi ci siamo trovati sotto di due gol ma abbiamo ripreso la partita che la Juve voleva vincere, parliamo pur sempre di un derby, abbiamo dimostrato di volerla andare a vincere. Un percorso in casa importante, la squadra ha dimostrato il dna di una squadra che lotta su ogni pallone. Il dispiacere è che non si è vinto, sono orgoglioso dei ragazzi”.
Come commenta quanto accaduto? Il suo futuro?
“In una partita di calcio deve esserci serenità, il contorno deve essere sereno, i nostri familiari devono esserlo, non posso essere preoccupato che a mia moglie o mia figlia possa succeder qualcosa. Non sono i tifosi a dover decidere se far giocare una partita o no. Il futuro? Quando sono stato chiamato avevo un obiettivo, lo abbiamo raggiunto. Abbajmo dato valore a tanti giocatori. Come ho detto nel suo ufficio settimana scorsa, gli ho detto che indipendentemente dalla sua scelta io lo ringrazierò sempre per l’opportunità. Dove in passato non c’è stata la possibilità ora c’è stata. Veramente avevo solo questo obiettivo”.
Ma lei vorrebbe restare?
“Abbiamo fatto un contratto di 4 mesi, a Petrachi ho detto che avrei fatto di tutto per fargli cambiare idea al momento della firma”.
Che momento le è rimasto in particolare?
“L’ingresso in campo di oggi, non avevamo mai giocato col pubblico. Mi sarebbe piaciuto ovviamente godermela senza problemi, considerato che dobbiamo anche pensare al tifoso in ospedale. Col supporto dei tifosi abbiamo rimontato il risultato”.
Cosa ha detto ai ragazzi di oggi e del campionato?
“Domani qualcuno non potrà venire al Fila ma domani ho dato l’appuntamento al Fila per salutare me e il mio staff. Li ho ringraziati singolarmente, sono orgoglioso di loro. Pochi magari pensavano si potesse pareggiare oggi ma in generale loro sono stati sempre disponibili. Quando sono arrivato la squadra era a tre punti dalla zona retrocessione”.
Ha visto Cairo e Petrachi dopo la partita?
“No ma è successo spesso di non incontrarci per via delle interviste. C’è un appuntamento? No, come è giusto che sia, io avevo la preoccupazione di affrontare nel migliore dei modi”.
C’è delusione?
“No, non c’è stato il tempo per questo sentimento, innanzitutto vi ringrazio e ringrazio l’ambiente. Ognuno ha la propria importanza e a volte si potevano evitare certe situazioni, spesso sapevate la formazione, o cosa dicevo ai ragazzi. Molte volte avete sottovalutato la persona che avevate di fronte”.
Sono parole d’addio le sue: noi però non l’abbiamo sottovalutata, non noi, forse altri…
“I miei complimenti sono sinceri, ho trovato giornalisti professionali, se la società mi avesse comunicato che non sarò l’allenatore lo avrei detto. Io ringrazio tutti ma non sono parole d’addio. Ho fatto quello che dovevo fare”.

per almeno 60 minuti io questa partita d’amore non l’ho vista proprio davé, anzi … e non sopporto la vuota retorica fine a se stessa
Vabbè dai. Uno dei peggiori derby degli ultimi anni. Completamente senza significato. Non gliene fregava nulla a nessuno dei giocatori in campo. I gobbi dopo il primo tempo e l’eliminazione dalla corsa Champions praticamente erano già a casa a prendere il thè. I nostri lo erano dall’inizio. Una pena assurda