Mazzarri: "La squadra si è confrontata, chi è scontento me lo dirà guardandomi negli occhi" - Toro.it

Mazzarri: “La squadra si è confrontata, chi è scontento me lo dirà guardandomi negli occhi”

di Ivana Crocifisso - 27 Ottobre 2019

Alla vigilia della sfida tra Torino e Cagliari, Walter Mazzarri presenta la gara del Grande Torino in programma domani alle ore 15

Poco più di ventiquattro ore al match che vedrà Torino e Cagliari di fronte al Grande Torino. Come di consueto è il tecnico, Walter Mazzarri, a presentare la sfida di domani alle 15. “Abbiamo lavorato anche sulla condizione psicofisica. Se un giocatore sta meglio può fare bene con la palla, per muoverla bisogna essere lucidi di testa e di gambe”. Sulla formazione: “Si è lavorato in settimana per la prima volta con tutti a disposizione, abbiamo avuto la famosa settimana tipo. Non ritrovi la condizione totale ma mi è servito per ripartire da zero”, ha detto il tecnico. “Ora mi fiderò di quello che ho visto in settimana, mentre altre volte mi ero fidato della partita precedente. Metterò in campo i migliori undici, dal punto di vista fisico e mentale, entreranno i tre che mi daranno più garanzie. Dovremo mettere in campo anche quel qualcosa in più di attenzione. E poi se tutto l’ambiente ci dà una mano come è sempre accaduto allora si potrebbe ricreare quel qualcosa che lo scorso anno ci ha permesso di fare quei punti. L’allenatore è il primo tifoso, soffre più di tutti, ma poi bisogna lottare tutti insieme”.

Su quanto detto alla squadra in settimana: “I punti da toccare erano quelli del ‘noi’. Se noi tutti insieme facciamo le cose al meglio, se i giocatori sono messi nelle migliori condizioni…Io ho il dovere di pensare fino all’ultimo a quello che ho visto e mettere in campo chi mi ha dato più dimostrazione, ovviamente con la logica anche della partita, dell’avversario”.

Mazzarri: “La squadra si è riunita, il gruppo è unito”

“Nel calcio i momenti particolari un allenatore li vede. Io alle nove ero al Filadelfia, ho fatto le mie convocazioni, ho sentito i giocatori. I ragazzi si sono riuniti e hanno fatto un bellissimo confronto, si vogliono bene, c’è un bel gruppo. Soprattutto ho parlato chiaro io: siamo questi, a gennaio chi non sarà contento chiederà di andare a giocare altrove. Ci guarderemo in faccia da uomini e con onestà mi diranno ‘Voglio più spazio’. Questo è essere uomini, i calciatori sono pagati anche per accettare le scelte del mister. Per fare una competizione sola, in attesa della Coppa Italia, siamo in tanti, ci siamo guardati negli occhi ma non solo in questi giorni, sempre. Sanno i ragazzi che se non sono contenti non devono avere certi atteggiamenti. Guai a contaminare il gruppo con atteggiamenti sbagliati, si bussa, io ho i miei due numeri di telefono sempre accesi, si parla con me”.

“In questa settimana li ho fatti riflettere di più, bisogna ritrovare certi valori: o lo fanno da sé attraverso gli allenamenti o io farò scelte con cui darò meno sicurezza a chi ci ha portato dove ci ha portato”.

“L’unica cosa che a livello inconscio i ragazzi hanno perso la dimensione. Ma solo inconsciamente. E se vorranno rimanere a certi livelli dovranno essere umili. Io faccio l’esempio di un giocatore che ho allenato, Chiellini. Il lunedì si festeggia la vittoria, il martedì si dimentica quello che si è fatto anche se si incontra l’ultima. Ho detto ai ragazzi ‘siamo stati forti’, ma ora bisogna essere umili, per quello ho messo davanti il ‘se’. Se torniamo quelli…Altrimenti poi dovrò fare scelte diverse”.

Sulla mancanza di continuità anche a livello di una stessa gara: “Credo che a volte servano motivazioni, tra il primo e il secondo tempo a volte può servire la scossa dell’allenatore ma spesso invece serve calma, tranquillità. Col Milan erano tesi, contratti. Dobbiamo lavorare sia sull’aspetto iniziale che nei novanta minuti”, ha spiegato il tecnico. “Quello che posso fare è riportare la mia macchina più in alto possibile. Abbiamo il dovere di fare quello, lavorando dalla mattina alla sera, poi quando ci saranno più dati si faranno valutazioni più oggettive”.

“Io ho dei meccanismi in testa. Con l’Atalanta ho impostato la partita come sempre, scegliendo Meitè a fare l’Hamsik. Faceva a volte la mezzala, poi prendendo palla si alzava: ho fatto questo paragone in un’intervista dicendo che Meitè faceva l’Hamsik, il terzo centrocampista centrale in fase di non possesso e poi si alzava. Non volevo paragonare i due”.

“Col presidente parlo due volte al giorno e gli spiego quello che faccio. Devi relazionare più di tutti chi ti paga. Cairo mi dice sempre che non si permetterebbe di dire la sua, ovviamente gli dico tutto, anche cose che qui non posso dire”.

Poi su Udine: “Se mi viene detto partita disastrosa, allora io valuto i novanta minuti, nell’economia della partita si poteva pareggiare, ma non vuol dire che io sono andato lì per pareggiare o che sono stato contento di pareggiare. Se mi viene detto è contento, io rispondo in un modo, se mi viene detto partita disastrosa rispondo in altro. Io sono del Toro e vorrei vincere con calcio champagne. Nel momento particolare, se non si può dominare, un pareggio lo prendo e lo porto a casa. Così col Parma e così con la Samp: avremmo avuto 13 punti. O si guarda la classifica o si guarda il calcio champagne. Questo è il fulcro di tutto. I giocatori non vanno affossati, in campo vanno loro e vanno tutelati, non viziati. Anche bastonati, sono professionisti. Io difendo la causa per questo motivo. Se mi chiama il ds dico ‘Se mi parla il presidente allora vengo’. Quando è andata male è stato quando il presidente che mi ha scelto poi non c’era più”.

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AT72
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Somaro dimettiti

io
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ma va a defecare , cagasotto !!!!!

MondoToro
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MondoToro

Non ho capito, intende che con il ds non parla? Vabbè che con l’italiano che parla chissà… Cmq siamo al capolinea, ormai è un morto che cammina e la squadra lo ha mollato. Attendiamo il cambio e chissà quale altro servo della gleba ci verrà proposto.